Nel fascicolo presentato ai Carabinieri di San Cesareo erano contenute delle foto davvero eloquenti. Quei lividi immortalati sul corpo degli anziani non potevano essere giustificabili con una caduta. Ma quando i militari sono entrati in una casa alloggio si è scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora.

La casa degli orrori si trova nella periferia di San Cesareo, lungo la via Casilina. La struttura, fornita di regolare autorizzazione, invece di garantire ai ricoverati una tranquilla vecchiaia, tra cure ed assistenza sanitaria, era un vero e proprio lager. Dalla denuncia presentata da alcuni ex dipendenti è emersa come la direttrice fosse una vera e propria kapò.
Dei sette anziani ricoverati, alcuni non autosufficienti, solo parte sono stati ascoltati dai militari con l’ausilio degli assistenti sociali intervenuti durante il controllo, mentre gli altri non hanno potuto testimoniare la loro condizione in quanto purtroppo affetti da demenza senile. Gli ospiti hanno raccontato di maltrattamenti anche verbali e lesivi della loro dignità, subiti soprattutto durante le ore notturne quando ad assisterli “con mano pesante” restava la sola titolare della Casa di Riposo.
I sanitari del Pronto Soccorso hanno riscontrato sull’anziana 87enne, indicata nella denuncia, evidenti lividi su entrambi gli arti superiori. Nel corso dell’ispezione sono state anche accertate irregolarità nella tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti sanitari speciali, oltre alla presenza di un manufatto abusivo adibito a lavanderia e di un garage riadattato, senza autorizzazione, ad ufficio. La titolare, P.M., di 35 anni, è attualmente agli arresti domiciliari. Con Ordinanza Sindacale del Comune di San Cesareo la struttura è stata chiusa e gli ospiti sono tornati alle cure dei loro familiari.
