Roma amava Gemma e piange la sua scomparsa: “Addio Gringo, il rione Testaccio ti saluta”, si legge su un cuscino di fiori. Più di 250 persone hanno gremito la Chiesa di S.Maria dei Miracoli: parenti, amici, fan, volti noti del mondo del cinema e della politica. Molte altre in Piazza ascoltavano dagli altoparlanti: erano fan e persone cresciute nel mito di Grinto.
Giuliano Gemma è morto martedì primo ottobre in un incidente stradale. Una fine improvvisa che ha lasciato di stucco gli amici. Lunga e sentita l’omelia di Don Walter, sacerdote della Chiesa degli Artisti che lo ha descritto come “un uomo dal temperamento ironico, sensibile, con uno sguardo e un cuore puro, non era molto praticante ma credeva fortemente nell’esistenza di Dio”. Dettagli di un uomo perbene, un divo diverso dagli altri, che stava allestendo una mostra di scultura e nonostante la fama viveva una vita semplice. Una semplicità che lo aveva avvicinato a Papa Francesco, come ai predecessori. Ad attenderlo ancora sulla soglia di casa il suo cane Puk che sembra non darsi pace. “Ricordiamo la sua umanità e generosità, di un uomo che non aveva capricci da divo, non si sentiva una star ma era una persona che ha donato tanto amore. Giuliano Gemma lascia il palcoscenico di questo mondo per entrare nella vita eterna”.
A dare l’ultimo saluto a Giuliano Gemma, tra gli altri: Walter Veltroni, Francesco Rutelli, l’assessore capitolino Flavia Barca, con la fascia tricolore in rappresentanza del sindaco Marino, Alessandro Cochi, ex assessore allo sport della Giunta Alemanno, gli attori Franco Nero, Fabio Testi, Leopoldo Mastelloni, Philip Leroy e il collega Bud Spencer, Fabrizio Frizzi, Alessio Boni, Silvia D’Amico, l’ex pugile Nino Benvenuti. Al termine della celebrazione, il regista Giuliano Montaldo ha dedicato a Gemma la “preghiera degli artisti”. Tra gli applausi, la seconda moglie, ‘Baba’ ha letto una poesia scritta dall’attore e le due figlie, avute dalla prima moglie Natalia, hanno dedicato un pensiero al loro papà: “sarebbe stato contento di vedere tutte queste persone che gli volevano bene – ha detto Vera – Era un uomo vero ma non si e mai sentito più importante di nessuno, neanche nei momenti di più grande successo, ci ha dato una lezione di umiltà”. “Per me è stato un grande padre e lo ringrazierò sempre – ha aggiunto Giuliana tra le lacrime – Grazie papà”.
L’uscita del feretro è stata accompagnata dalle note della colonne sonore di ‘Una pistola per Ringo’, mentre gli ex sindaci di Roma Francesco Rutelli e Walter Veltroni si sono trattenuti di fronte all’ingresso della chiesa di S. Maria dei Miracoli per dedicare un loro personale pensiero: “Quando Gemma nel ’99 ci consegnò la scultura del maratoneta in Campidoglio – ha esordito Francesco Rutelli – Nel suo sguardo c’erano un orgoglio ed una gioia sproporzionati alla gloria che ha avuto in tutta la sua vita. Il successo da’ spesso spazio all’arroganza mentre per lui è stata prova di solidità d’animo. Nell’essere artigiano e artista c’era un altro aspetto fondamentale di Giuliano – ha concluso -, l’umiltà imparata dal papà, amava fare ed ha fatto le cose per bene, perchè era un uomo per bene”.
“La prima volta che l’ho visto era Montgomery Wood – ha ricordato Valter Veltroni – I film che gli diedero la notorietà appartenevano ad un genere importante, chiamato ‘Spaghetti Western’, di un tempo in cui insegnavamo agli americani a fare cinema. C’era violenza, ma anche denuncia sociale e ironia. Giuliano diventò popolare proprio per la sua ironia, che riusciva a mettere anche nei film. Nella fotografia del miglior cinema italiano e delle persone per bene ora manca qualcuno, manca Giuliano“.

