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Una valanga di soldi agli estremisti. Scoperta truffa da 8 milioni di euro

False attestazioni e società di comodo per percepire indebitamente i contributi statali per l’editoria. Due società cooperative costruite ad hoc servivano per coprire l’operazione, aggirando le strette normative del settore, figurando come editrici di un periodico, “L’officina”, ed un quotidiano, “Linea”, di estrema destra. Ma in realtà neppure una copia finiva in edicola

Avevano intascato per tre anni i contributi destinati dalla Stato alle imprese editoriali, una valanga di soldi per un quotidiano ed un periodico che in realtà non finivano neppure in edicola. L’inganno è stato svelato dalla Guardia di Finanza che ha svelato come due società cooperative in realtà facessero capo ad un unico editore appartenente alla destra extraparlamentare.

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Tutto parte da una delibera dell’Autorità Garante per le garanzie delle comunicazioni che nel 2011 da ordine di sospendere i contributi per l’editoria che per tre anni erano stati erogati alla società “Linea società cooperativa” e “L’officina società cooperativa” rispettivamente per la pubblicazione del quotidiano “Linea” e del periodico “L’Officina”.  La sospensione derivava dal fatto che in realtà entrambi facevano capo allo stesso dominus, Claudio Pescatore, nome noto all’interno della costellazione dell’estrema destra dei Nazionalpopolari. E all’esperienza del Movimento Sociale che si ispirava, riprendendo anche il nome del settimanale fondato nel 1970 da Pino Rauti.
Ma in questa riedizione nera di pulito c’era ben poco. False attestazioni, società di comodo e prestanome, erano questi i metodi con cui si aggiravano le strette normative di settore che vietano ad uno stesso soggetto di richiedere erogazioni pubbliche per più di una testata. Ma non solo: l’indagine dall’evocativo nome “Grey News” portata avanti dalla Fiamme Gialle ha portato al sequestro preventivo per equivalente di oltre 8 milioni di euro. In totale sono 4 i soggetti responsabili che dovranno rispondere a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti.