Valtur: dalle stelle raccontate sui quotidiani all’incubo che vivono dipendenti, fornitori e vacanzieri che hanno prenotato vacanze che non faranno mai.
Nemmeno tre mesi fa, Elena David, amministratore delegato di Valtur, rilasciava a Repubblica una intervista trionfante dei propri risultati e della sua gestione futuristica. Al tavolo del MISE, però, ha candidamente ammesso che non esiste alcun piano di rilancio per la storica azienda di vacanze e quindi non c’è alcuna speranza per le oltre 150 persone che ci lavorano e le 1000 che dipendono dai propri fornitori.
La CdP profuma di bancomat
Un tonfo di natura spropositata che però accende il dubbio che l’intervista da reginetta delle vacanze serviva per fare Bancomat alla Cassa depositi e Prestiti? Quello che infatti appare fuori da ogni logica è quale sono i criteri che la la CDP utilizza per investire i soldi dei risparmiatori italiani? E’ possibile che nessuno abbia nulla da dire a questo amministratore delegato che in poco più di un anno ha bruciato risorse per centinaia di milioni di euro?
I centralini della Valtur tacciono , chi ha prenotato le proprie vacanze può mettersi l’anima in pace: i soldi sono stati buttati alle ortiche.
Il disastro provocato poi a decine e decine di artigiani a livello nazionale è di carattere epico. Dalle Dolomiti alla Calabria, Valtur non ha pagato e non pagherà fornitori per circa 70 milioni di euro.
L’augurio è che il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico sappia far luce su tutti questi aspetti , perché ad essere danneggiata da questa gestione disastrosa della Elena David, non sono solo i lavoratori diretti ed indiretti della Valtur, gli artigiani , ma l’immagine tutta dell’Italia turistica e le politiche di sviluppo del suo principale attore di investimenti, quella Cassa Depositi e Prestiti le cui logiche di investimento sono misteriose.



