E’ successo un’altra volta, l’ennesima, la terza in poco più di due mesi, sempre nella parte est della villa: la notte tra il 16 e il 17 giugno un altro attrezzo del percorso vita di villa Doria Pamphilj è stato abbattuto dai vandali. Ed è esattamente il quarto attrezzo per eseguire trazioni, una curiosa ripetitività. La prima azione, contro l’attrezzo posizionato di fronte alla fontana del Giglio e contro quello lungo viale del Casino Algardi è stata condotta il 2 febbraio scorso ed immediatamente denunciata ai Carabinieri della stazione Gianicolense. La successiva, appena una settimana dopo, il 9 febbraio, contro l’attrezzo per trazioni in legno e metallo posto lungo viale Vittoria Nenni.
L’ennesimo atto teso a distruggere un forte punto di aggregazione di atleti e semplici frequentatori, un campanello d’allarme da non sottovalutare, se interpretato come avvertimento a chi sta organizzando e documentando tutte le illegalità presenti e perpetrate giornalmente all’interno del parco: atti vandalici, prostituzione maschile e femminile, droga, sbandati senza fissa dimora in ogni struttura esistente, furti, maniaci esibizionisti, tappeti di immondizia, molestie agli animali, vetture prive di autorizzazioni che percorrono e parcheggiano impunemente ovunque. Ma anche lavori e “restauri” costati centinaia di migliaia di euro lasciati nell’incuria, associazioni sportive e non, che organizzano eventi sfruttando il verde pubblico per fini privati, bagni pubblici inaugurati in pompa magna da assessori e funzionari che smettono di funzionare dopo solo un paio di settimane, senza neanche essere a norma.
