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Vannacci visto dalla Spagna: da generale a “mostro” di Stephen King. Ma che figura ci facciamo?!?

La Vanguardia dedica un editoriale durissimo a Roberto Vannacci, paragonando la sua figura ai “mostri” evocati da Stephen King e criticando il consenso costruito, secondo il quotidiano, sulla paura e sulla polarizzazione. Un giudizio che conferma come il generale sia ormai un personaggio capace di far discutere ben oltre i confini italiani.

Vannacci visto dalla Spagna: da generale a “mostro” di Stephen King. Ma che figura ci facciamo?!?

Il quotidiano spagnolo La Vanguardia dedica un duro editoriale all’eurodeputato Roberto Vannacci. Tra Stephen King, fantasmi e politica, il ritratto che arriva oltre i Pirenei è impietoso e riaccende il dibattito sul personaggio più divisivo della destra italiana.

Dalla caserma ai romanzi horror

Se Roberto Vannacci cercava conferme internazionali, probabilmente immaginava di trovarle tra qualche think tank conservatore americano o sulle pagine di un quotidiano sovranista europeo. Invece dalla Spagna gli arriva un’accoglienza decisamente diversa. La Vanguardia, storico giornale di Barcellona, gli dedica un editoriale che sembra scritto con la colonna sonora di un film horror.

L’incipit è già un colpo di scena: “I mostri e i fantasmi di cui scriveva Stephen King non abitano solo nella letteratura”. Da lì parte una riflessione che trasforma l’ex generale in una metafora della politica costruita sulla paura, sul risentimento e sulla ricerca continua del nemico di turno. Più che un ritratto politico, una vera e propria stroncatura senza diritto di replica.

Il personaggio più divisivo dell’attuale politica italiana

L’affondo non si ferma qui. Sempre secondo il quotidiano catalano, il successo di Vannacci sarebbe nato da “un lungo cannoneggiamento di banalità contro le minoranze”, alimentato da un libro diventato bestseller e da una visibilità mediatica giudicata addirittura “immeritata”. Un giudizio che non lascia spazio a interpretazioni e che fotografa quanto il personaggio venga percepito all’estero in modo molto diverso rispetto al dibattito italiano. Il passaggio finale è quello destinato a far discutere di più: il problema, sostiene l’editorialista, non è eliminare il “mostruoso” dalla democrazia, ma evitare di considerarlo normale. Una frase destinata ad alimentare nuove polemiche, soprattutto in Italia, dove Vannacci continua a dividere l’opinione pubblica tra sostenitori entusiasti e critici inflessibili.

Del resto, il generale sembra aver raggiunto un traguardo curioso: essere ormai un caso di esportazione. Se fino a ieri si discuteva delle sue dichiarazioni nei talk show italiani, oggi il suo nome finisce sulle pagine dei grandi quotidiani europei. Non proprio il miglior biglietto da visita per il Made in Italy politico, ma almeno una certezza c’è: quando si parla di Vannacci, anche all’estero, il silenzio non è mai un’opzione.