700 milioni di debiti, 26 milioni all’anno di interessi di cui pagati solo 15 milioni, la Tari più alta d’Italia, tutti i beni patrimoniali ipotecati dalle banche come garanzia e rifiuti all’estero. In 5 anni si è sfruttata Malagrotta a 60 euro a tonnellata, senza pensare agli impianti e della differenziata. Ora che Malagrotta non ospita più i rifiuti indifferenziati e gli impianti sono insufficienti, ci sono 1200 tonnellate che devono andare all’estero e ad altri impianti, raddoppiando i costi fino a 120/150 euro a tonnellata.
Dove prenderà tutti questi soldi in più AMA ? Nessuna risposta sulla spending reiew in merito alle consulenze e alla lotta all’evasione. In sostanza in questi ultimi anni si sono rinviati tutti i problemi e allontanato i debiti.
Ora tutti i nodi vengono al pettine. E’ necessario un controllo contabile nell’azienda e una nuova dirigenza che faccia un nuovo piano industriale, un nuovo contratto di servizio e si impegni fortemente sulla differenziata per ridurre i rifiuti da discarica e potenziare e costruire subito nuovi impianti di trattamento.
Intanto il responsabile di tutto ciò, il ragionier Panzironi, rinviato a giudizio dalla magistratura, ricopre l’importante incarico di Presidente della Multiservizi (società a maggioranza pubblica – AMA), dove continua indisturbato a dirigere aziende e soldi pubblici. E’ giunto il momento di dare il benservito a questi dirigenti che hanno scambiato l’interesse pubblico con i loro interessi privati (che anche in AMA sono ancora nelle loro poltrone).
Athos De Luca, presidente Commissione Ambiente
