Bianco rosso e verdone, in questo caso non è il noto titolo di un film di Verdone ma la sintesi del balletto politico, che ormai vive Roma e il cui risultato è sempre uguale: nessun diritto al cittadino. Cambiano le giunte, cambiano i sindaci ma il degrado in cui vivono i romani e quella politica del solo dovere, senza avere in cambio alcun diritto, rimane sia con il bianco che con il rosso che con il verdone.
Il caso in questione, forse fin troppo banale quando si inizia a parlare di cura e mantenimento delle ville pubbliche cittadine, è quello denunciato a Villa Fiorelli, un piccole polmone verde situato tra piazza Lodi e via Taranto, nell’ex IX Municipio.
Pulizia affidata ad un diversamente abile che gestisce da solo il suo impegno lavorativo di mezza giornata, strutture d’irrigazione rotte ormai da diverse stagioni tanto che il verde in quella villa non esiste più, area cani inaccessibile, zona bocciofili interdetta da qualche anno per un cantiere mai concluso, area bimbi sommersa dalla nuvola di polvere che sia alza dalla terra arida quando si cammina e una pavimentazione inagibile per delle scelte strutturali ad dir poco sconcertanti. Ora , o meglio da quasi un anno, si è rotta la vasca della fontanella che getta acqua nella piazzola superiore, quella di fronte alla chiesta di San Fabiano e Venanzio, e si è formata una pozzanghera di melma e zanzare pericolosa soprattutto per i tanti bimbi che giocano in quel parco e per gli anziani che ci passeggiano.

Anche gli amici a quattro zampe risentono della pericolosità di una pozza così grande piena di fango, infatti quando si avvicinano per bere, spesso scivolano e ci cascano dentro riemergendo come da un bagno nel Nilo nel tempo del limo. La spiacevole avventura è capitata ad una signora che, pronta a proteggere il suo cane dal fango, è scivolata rimanendo dolorante in terra. Forse una gamba rotta. I cittadini infuriati hanno chiamato lo 06/7810416 per denunciare l’accaduto, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, e per chiedere che finalmente, almeno quella situazione fosse sanata.
Al telefono, manco a dirlo, il solito muro di gomme fatto di risposte: “Abbiamo tante ville da custodire, mica possiamo fare tutto” “abbiamo segnalato il caso ma perché non chiamate voi l’ACEA?” “ Che possiamo farvi, chiamate l’ambulanza poi qualcuno risarcirà la signora”. A questo punto tra i presenti, è venuta l’idea di chiedere: “Ma con chi parlo? Ci può dire il suo nome?” Ed ecco dall’altra parte la risposta pronta e arrogante: “Io non sono tenuto a dirle chi sono”. Lasciato il telefono il signore, (che da lontano sembrava che qualcuno chiamasse come signor Damiano. Ma come fare a sapere se chiamassero proprio lui!), lo ha preso uno sfortunato collaboratore che, in men che non si dica, invece di dare risposte ha lasciato cadere la linea. Comportamento da giunta bianca? Rossa? O verdone?
La signora era per terra nel fango, tra uno sciame di vespe e di zanzare e i cittadini erano tutti sbigottiti e presi ad interrogarsi sul perché, con tutte le tasse che pagano, non abbiano neanche il diritto di essere ascoltato mentre affogano nel fango?
