Quasi tutti i consiglieri regionali che sono intervenuti durante l’approvazione della legge che taglia i vitalizi del passato, hanno sottolineato che loro il vitalizio non lo prenderanno. Ma è così? Bè a dire il vero leggendo bene le norme si evince il contrario. L’ex assessore regionale Donato Robilotta, e strenuo difensore del vitalizio, ha scelto Affaritaliani.it per spiegare il gioco delle tre carte approvato in Regione.
“Capisco che, per chi ha dipinto questo istituto come il male assoluto o il privilegio più odioso che possa esserci, ammettere che prenderà il vitalizio è dura ma la realtà è questa. Anche gli eletti di questa legislatura potranno beneficiare del vitalizio, certo riveduto corretto rispetto al passato ma sempre di vitalizio parliamo.
Basta leggere l’articolo 2 della legge regionale 2 del 2013, modificata in parte dal provvedimento di questa notte, che prevede appunto il “trattamento previdenziale” per gli eletti dalla X legislatura, per capirlo bene.
Ecco dunque che il tanto vituperato vitalizio compare di nuove sotto “mentite spoglie”.
Il nuovo vitalizio, denominato trattamento previdenziale, spetterà ai consiglieri regionali che abbiano compiuto 65 anni di età ma lo si potrà prendere anche a sessant’anni e sarà basato non sul calcolo retributivo, come il vecchio vitalizio, ma sul contributivo.
Solo che gran parte dei contributi li verserà la Regione, infatti la norma prevede che la quota di contributo a carico del consiglieri sarà dell’8,80% dell’indennità di carica (€ 7.600,00) e dunque pari a 670 euro al mese, mentre la quota a carico della Regione sarà di 2,75 volte questa quota e pari dunque a € 1.839. Non solo ma questo tipo di vitalizio lo potranno prendere anche gli assessori esterni, come prevede il comma 5 dell’articolo 2 della legge citata.
Per onore della verità le norme approvate questa notte prevedono che i neo eletti debbano fare una apposita dichiarazione di voler beneficiare di questo trattamento. Sempre per onore della verità occorre però anche dire che per i consiglieri regionali e assessori esterni dipendenti di amministrazioni pubbliche o da privati in aspettativa non retribuita per espletamento del proprio mandato la Regione già versa i relativi contributi “figurativi” ai rispettivi enti previdenziali per la normale pensione di lavoro.
