Il conto alla rovescia è cominciato. E stavolta, prima ancora delle alleanze e dei nomi da mettere sulle schede elettorali, sul tavolo finiscono gli stipendi, gli affitti e le bollette. A Roma prende forma una mobilitazione che chiede al centrosinistra di assumere cinque impegni precisi contro il caro vita e le disuguaglianze. Con una scadenza: novembre. Dopo, promettono i promotori, sarà possibile distinguere chi avrà accolto le richieste e chi le avrà lasciate cadere.
L’iniziativa è stata presentata il 31 ottobre al Monk, nel quartiere Casal Bertone, con la partecipazione annunciata di Zara Rahim, stratega della campagna elettorale newyorkese di Zohran Mamdani. Un collegamento politico e culturale con l’esperienza americana, costruita anche attorno alla questione del costo della vita.
Dalla casa agli stipendi: cinque richieste ai partiti
Il documento si chiama Agenda 99 e si rivolge idealmente alla maggioranza della popolazione che, secondo gli organizzatori, subisce gli effetti della concentrazione della ricchezza.
Le proposte prevedono un costo dell’abitazione non superiore al 25% delle entrate familiari, una paga minima di 12 euro l’ora e un titolo di viaggio mensile da 99 euro valido su autobus e treni. Completano il pacchetto misure per alleggerire le bollette e un prelievo fiscale più consistente sui patrimoni maggiori.
A promuovere la campagna sono oltre dieci realtà associative, tra cui ActionAid, Legambiente, Scomodo, Fantapolitica, Italia Impossibile e Genova che osa. Sul portale il99checonta.it è possibile aderire alle richieste e, secondo gli organizzatori, verificare prossimamente le posizioni dei partiti.
Il messaggio al centrosinistra: prima i programmi, poi le primarie
La pressione arriva mentre il campo progressista lavora a un percorso che dovrebbe portare alla definizione del programma entro novembre, a una mobilitazione nazionale a dicembre e alle primarie entro febbraio.
Hajar Drissi, coordinatrice di Fantapolitica, chiarisce che l’iniziativa non intende trasformarsi in una struttura di sostegno a una singola forza politica. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte pubbliche e verificabili sulle misure proposte.
Sul fondo rimane la questione dell’astensionismo. Per i promotori, il distacco dalle urne è legato anche alla difficoltà della politica di offrire soluzioni credibili ai problemi economici quotidiani.
La lezione americana e la sfida della partecipazione
L’intervento di Zara Rahim porta nel confronto romano l’esperienza della comunicazione politica americana, con particolare attenzione al modo in cui salari, abitazione e servizi possono diventare temi centrali di una campagna elettorale. Il programma del Monk, proseguito il primo novembre, ha coinvolto anche studiosi, giornalisti e attivisti, tra cui Marta Fana, Francesca Gabbriellini, Ferdinando Cotugno e Riccardo Staglianò.
La sfida, adesso, passa dalle dichiarazioni ai contenuti. Perché indicare obiettivi sociali è una cosa, individuare coperture finanziarie, strumenti legislativi e tempi di attuazione è un’altra. Ed è proprio su questo terreno che l’Agenda 99 chiede al campo largo di misurarsi, prima che la discussione torni a concentrarsi esclusivamente sulle candidature.
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