Quasi un’ora e mezza di riunione. Tanto è durata la prima giunta regionale del Lazio, presieduta da Nicola Zingaretti. “La nostra grande innovazione – ha detto il neogovernatore – sarà il rigore perché questa Regione soffre di un debito drammatico e vogliamo affrontarlo non tagliando la qualità dei servizi ma cambiandoli e in questo serve il vostro aiuto indicando gli sprechi agli assessori di riferimento”.
Il nuovo governo regionale si impegna fin da subito a dare l’esempio: “Abbiamo appena preso la decisione che tutti gli assessori andranno a lavorare con il proprio mezzo. Utilizzeremo la macchina di rappresentanza quando siamo coinvolti in attività istituzionali”.
Sul tavolo la road map della giunta: “Tuteleremo il diritto al lavoro si possono tagliare tanti consigli di amministrazione e si può razionalizzare tanta spesa pubblica. È tutto un tentativo – ha spiegato Zingaretti – le scommesse hanno due fasi ovvero farle e vincerle ma se non si fanno non si vincono. Subito dopo l’approvazione delle strutture del Consiglio, noi approveremo il decreto che recepirà i decreti Monti sui tagli ai costi della politica e del funzionamento dove riproporremo trasparenza, sobrietà e investimento per colpire la spesa passiva. Quindi, tutelando le forze lavoro, ci siamo dati l’obiettivo del taglio del 30% delle aziende, della riduzione dei consigli di amministrazione, puntando ad un amministratore unico“.
Il Presidente della regione ha voluto chiarire sulle polemiche legate ad una giunta formata da soli assessori esterni, “un modo per allargare e rafforzare la nostra maggioranza, competenza e specializzazione. Questo per essere più forti e più uniti. Per la prima volta – ha aggiunto – noi uomini siamo in minoranza in Giunta. Questa scelta è figlia della volontà messa nella selezione che ha guardato al merito, ai curricola e alle capacità personali“.
Zingaretti, salutando i dipendenti, con un sorriso ha citato Papa Francesco. “Lo ha già detto qualcuno molto più autorevole di me, buon pranzo”.

