Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
NATURA, RICERCA E SALUTE, IBS, DISPOSITIVI MEDICI
 Aboca  Museum, il primo museo in Europa interamente dedicato alle erbe e alla cura dell’uomo nel corso della storia

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: Quali sono i dati sulla prevalenza dell’IBS a livello europeo?  Paola Nucera

Risposta:  Si tratta di una sindrome funzionale che ha un’elevata prevalenza sia a livello italiano che a livello europeo e mondiale. Abbiamo chiesto in merito al prof. Enrico Stefano Corazziari, Senior Consultant  del Dipartimento di Gastroenterologia dell’ Istituto Clinico Humanitas che ha partecipato ad uno studio  per la valutazione dei dati nazionali (rif. Worldwide Prevalence and Burden of Functional Gastrointestinal Disorders, Results of Rome Foundation Global Study) pubblicato sulla rivista Gastroenterology e che ha coinvolto esperti da 33 Stati e che ci ha detto: ”I criteri di Roma IV vanno bene per i trial scientifici mentre i criteri di Roma III, che sono meno restrittivi e più ampi, vanno bene per studi clinici che comprendono anche pazienti che hanno ad esempio gonfiore addominale. Il nostro lavoro epidemiologico focalizzato sui dati mondiali sulle malattie funzionali gastrointestinali evidenzia la prevalenza di disordini funzionali (tra cui IBS) in Italia a paragone con quella media di tutti gli altri Stati. La prevalenza è molto superiore  nelle donne rispetto agli uomini. Nel nostro studio pubblicato nel 2008 con criteri meno restrittivi di Roma IV la prevalenza in Italia dell’IBS nelle donne è del 10.2% e negli uomini del 5,5% “. Oggigiorno si cerca di restringere la diagnosi a chi ha dolore addominale in base a valutazioni comparative, una definizione più larga dei sintomi avrebbe compreso il doppio dei pazienti.

Domanda: ci sono studi ed evidenze scientifiche europee che possano evidenziare se le situazioni di stress aumentano o fanno insorgere l’IBS? E se le sostanze vegetali possono essere utili? Enrico Murillo

Risposta: Sì, esiste una stretta relazione tra sistema immunitario intestinale e sistema nervoso. Infatti, le situazioni di stress sia fisico che psicologico possono avere risvolti e acuire o fare comparire condizioni come l’IBS.  Il prof. Enrico Stefano Corazziari spiega: ”Il sistema nervoso è in comunicazione continua con il nostro sistema epiteliale e può alterare i rapporti tra epitelio e microbiota. Ad esempio, una forte alterazione del microbiota può influire sul sistema nervoso, come nel caso di gastroenterite acuta. In questo contesto va richiamata l’IBS post-infettiva che avviene proprio per due fattori principali: l’infezione e lo stress di qualsiasi natura. Lo stesso Sars-Cov-2, il virus influenzale che abbiamo imparato a conoscere nel corso di questi mesi, può prendere contatto anche con dei recettori presenti a livello gastrointestinale ed è appurato a livello scientifico che fa insorgere una vera e propria infezione da Covid nell’intestino, creando le condizioni base per l’IBS. Ecco, dunque, che le sostanze naturali possono risultare utili: hanno la capacità di rafforzare la barriera epiteliale e la loro capacità protettiva è evidenziata da studi clinici”. Sono sostanze complesse che agiscono sinergicamente, sia proteggendo che rafforzando la barriera epiteliale con azioni di tipo antiossidante ed antinfiammatorio.   

 

Domanda: sono appassionata di cultura delle erbe, ci sono dei centri di informazione specializzati? Marisa Nucci

 Risposta: Le segnalo l’Aboca Museum, che nel 2019 ha accolto oltre 14.000 visitatori. È il primo museo in Europa interamente dedicato alle erbe e alla cura dell’uomo nel corso della storia. Il percorso di visita raccoglie e propone al pubblico fonti rare e preziose del passato come erbari, libri di botanica farmaceutica e oggetti che gli antichi speziali utilizzavano per la preparazione delle ricette a base di erbe medicinali. Raccolti dal fondatore e presidente di Aboca Valentino Mercati nell’ambito di una ricerca filologica sull’utilizzo delle erbe nei secoli, oggi fanno da cornice ad antichi mortai, vasi da farmacia, bilance, bocce, fiale, vasi, brocche e strumenti da laboratorio, alcuni dei quali di pregevole fattura e di notevole valore artistico. Aboca Museum è anche sede della Bibliotheca Antiqua: una straordinaria raccolta, unica nel suo genere a livello mondiale, che conserva oltre 2.500 preziosi libri antichi legati all’utilizzo nella storia delle piante medicinali. Aboca Museum ospita un Centro Studi dove uno staff di esperti sui settori della botanica, farmacia, medicina, arte, bibliografia, in collaborazione con numerosi Istituti universitari, si dedica alla ricerca storico-scientifica sull'uso delle piante in farmacopea, grazie allo studio e consultazione di testi antichi fondamentali. I risultati delle ricerche storiche portano spesso alla scoperta di proprietà curative di erbe e piante dimenticate che gli esperti del Centro Studi trasmettono alla divisione della ricerca scientifica di Aboca, la quale dopo aver approfondito e verificato eventuali usi terapeutici della pianta in esame, passa allo studio e alla formulazione di nuovi prodotti elaborati che poi verranno sostenuti da studi ed evidenze cliniche.

Domanda: a maggio entra in vigore un nuovo regolamento europeo sui dispositivi medici. Ritiene sia una tutela in più per la salute di noi cittadini? Andrea Quaterno

 

Risposta: Sì. Entra in vigore da maggio 2021. Sposta la responsabilità della sicurezza da una dichiarazione del produttore a cui era delegata esclusivamente prima, al dover presentare studi con evidenze oggettive. Serviranno quindi sempre più dati clinici per affermare il dato di efficacia e sicurezza.    Questo regolamento pertanto tutela di più. Il prof. Enrico Stefano Corazziari sottolinea: “L’utilizzo dei dispositivi medici a base di sostanze naturali trova un favorevole effetto sui disturbi dell’IBS e questo nuovo regolamento contribuisce a dare una maggiore sicurezza sanitaria per noi cittadini, operatori sanitari e pazienti. Il tutto è supportato dagli esiti di valutazioni cliniche eseguite sia nell’ambito della medicina generale che in quello specialistico della gastroenterologia. In definitiva è possibile ricorrere a dispositivi medici a base di sostanze naturali complesse che, agendo in maniera sinergica tra di loro, possono agire contemporaneamente su più fattori causali dell’IBS. In particolare, l’azione di questi complessi naturali si svolge sia proteggendo che rinforzando la barriera della mucosa.  Le sostanze naturali sono sistemi complessi e, proprio in virtù di ciò, interagiscono con l’organismo umano attraverso un meccanismo fisiologico che coinvolge vari pathways biologici. Ciò le rende profondamente diverse dalle sostanze di sintesi isolate, che agiscono modificando le funzioni dell’organismo agendo su specifici target cellulari”. Secondo il nuovo Regolamento i Dispositivi Medici a base di sostanze (MDMS) possono essere classificati dalla classe II alla classe III. Non è più infatti ammessa la classe I che consentiva al fabbricante di auto-certificare i propri prodotti. Pertanto, ognuno dei MDMS immessi nel mercato dovrà essere verificato da un Organismo Notificato a garanzia della sua efficacia e sicurezza. Un bel passo avanti.  Il nuovo Regolamento europeo approvato nel 2017 definisce proprio il dispositivo medico come uno strumento terapeutico che funziona attraverso un’azione non farmacologica.

Domanda: ci sono degli studi europei sul microbiota? Federico Spina

Risposta: Sì. Uno studio recente ha analizzato in dettaglio il microbiota di 1792 europei.  Hanno usato la metagenomica per l’analisi con un livello di dettagli impressionante (differenze tassonomiche, funzionali, diversità dei ceppi, geni di resistenza agli antibiotici, geni di virulenza e dinamica di crescita batterica). (https://www.apssii.org/accueil/index.php). Questi sono gli studi omici che studiano i metaboliti che vengono elaborati dal microbiota e le relazioni del microbiota con il malt; sono studi di competenza di bioinformatici che spiegano le possibili relazioni tra le varie componenti. Ci sono poi studi sul trapianto di microbiota fecale e c’è pure un progetto europeo su un integratore probiotico per la sindrome dell’intestino irritabile che si rivela promettente anche per i malati di encefalomielite mialgica, il progetto Help4Me. 

 

 

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