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Il Sociale

La bicicletta crea ricchezza e nuovi posti di lavoro. In attesa di strade più sicure, anche in Italia c'è chi ha scommesso - con successo - sulle due ruote: pony express e officine, stilisti e agenzie turistiche. Come la cooperativa vicentina Girolibero, che si occupa di cicloturismo: ha 42 dipendenti e l'anno scorso ha portato in viaggio in bicicletta ben 15 mila turisti, in aumento del 20 per cento all'anno dal 2002. O come la Stazione delle biciclette di San Donato Milanese, aperta con un solo dipendente 10 anni fa, che oggi dà lavoro a 7 persone. Storie che Terre di mezzo - street magazine racconta in "Bike economics", l'inchiesta del numero di marzo, in distribuzione nei prossimi giorni (http://www.terre.it/).

Sul fronte della produzione, nel nostro Paese ci sono 250 imprese che danno lavoro a 12 mila persone, ma le vendite - dal lontano 1997 - non si schiodano dalla forbice compresa tra 1,5 milioni e 1,9 milioni di bici vendute all'anno, per un fatturato di circa 1 miliardo di euro. “Il nostro settore tiene, ma con fatica -racconta Pietro Nigrelli, responsabile dell'area bici dell'Associazione ciclo e motociclo (Ancma), aderente a Confindustria-. Potrebbe crescere solo se nelle nostre città ci fosse più spazio per le due ruote”. L'industria produttiva sembra in surplace, in equilibrio, in attesa del momento giusto per scattare: ma la volata che non arriva mai. Il problema non è solo legato alla mancanza di piste ciclabili, ma è anche culturale: la bicicletta in Italia non è ancora considerata un mezzo di trasporto. Nel Regno Unito invece (la cui popolazione, 58 milioni, è simile a quella italiana) la bici produce, secondo uno studio del 2011 del Ministero dei trasporti, una ricchezza pari a 3,3 miliardi di euro all'anno.
 
In Italia, però, il mondo-bici è profittevole aldilà dell'aspetto produttivo: basti pensare che, nei mesi estivi, i 370 chilometri di piste ciclabili del Trentino sono percorsi ogni giorno da 10mila persone. E sei turisti su 10 hanno scelto questa regione proprio perché possono pedalare in lungo e in largo in sicurezza, contribuendo con circa 78 milioni di euro all'economia locale. E anche i ladri si sono resi conto che la bicicletta può essere un business: nel 2012, Terre di mezzo ha contato almeno 20 grandi furti tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna a costruttori o negozi specializzati, con danni per oltre 1,5 milioni di euro. Su scala nazionale, invece, Legambiente stima che ogni anno vengano rubate 1,2 milioni di bici.
 
A conferma della “tendenza bici”, la sezione speciale della 10.ma edizione di “Fa' la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di mezzo, è dedicata proprio alla mobilità sostenibile, con un'attenzione particolare alle biciclette. Dal 15 al 17 marzo, a Fieramilanocity, sarà possibile provare gli ultimi prototipi delle bici elettriche e assistere a spettacoli per bambini sull'educazione stradale e a “West bike story”, una piéce teatrale che racconta storie di vita quotidiana a bordo della bicicletta. Ci saranno anche stand espositivi di pony espress a pedali e di agenzie di cicloturismo e laboratori dove imparare a riparare o a personalizzare la propria bici. Tutte le informazioni su falacosagiusta.terre.it.

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