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Il Sociale

 

 

E' polemica a Bologna per una classe di prima media composta solo da studenti di origine straniera e con età variabile tra gli undici ed i quindici anni.

Si tratta del progetto sperimentale avviato dalla scuola secondaria di primo grado "Besta" (interna all'Istituto Comprensivo 10) dedicato ad adolescenti arrivati in Italia attraverso i ricongiungimenti familiari e quindi con poca padronanza della lingua italiana. Il progetto è nato a fine agosto quando le famiglie hanno chiesto l'iscrizione per i propri figli, alcuni impossibilitati a frequentare altre scuole per l'esaurimento dei posti disponibili.

Così, il preside dell'istituto, ha pensato ad una soluzione transitoria riunendo in una sola classe 'liquida' gli alunni stranieri con età diverse tra loro e con la necessità di imparare le basi dell'italiano. L'iniziativa ha avuto il via libera dell'ufficio scolastico provinciale e del collegio dei docenti senza, però, ottenere il semaforo verde del consiglio di istituto. Così ecco arrivare le prime critiche. Da un lato i genitori per il "rischio di ghettizzazione" e dall'altro Sel che lamentando "un pericoloso precedente" ha chiesto, sulla vicenda, l'intervento del ministero dell'istruzione.

"Una sperimentazione di questa portata - ha spiegato il presidente del consiglio di istituto, Roberto Panzacchi (anche ex consigliere comunale) - non poteva essere nascosta ai genitori che ne sono venuti a conoscenza soltanto dieci giorni fa. Personalmente mi oppongo all'idea che si impari meglio separando i problemi. In questo progetto c'è il rischio di una 'ghetizzazione' della cultura. Non vorrei - ha concluso - che questa iniziativa sperimentale rappresentasse il preparativo di un modello di accoglienza degli stranieri nella nostra città basato sulla radicalizzazione della separazione". Intanto il deputato di Sel, Giovanni Paglia, ha presentato un'interrogazione al Miur "per sapere - annuncia il parlamentare - se si fosse a conoscenza di questo episodio e di eventuali altri casi analoghi e come il ministero intenda agire, nell'ambito delle sue competenze amministrative, organizzative e di controllo, per cancellare immediatamente quello che appare essere un pericoloso precedente, oltre che una violazione di norme e regolamenti". Secondo Paglia, "qualunque sia la causa, non v'è dubbio che l'istituzione di una classe separata cui fare confluire ragazzi provenienti da diversi paesi e residenti in diverse aree della citta', sia in contrasto con qualsiasi principio positivo di integrazione. Per il deputato di Sel, insomma, "l'iniziativa autonoma di un dirigente non puo' ferire in questo modo il carattere necessariamente aperto della scuola pubblica, la sua missione primaria di formazione della cittadinanza democratica, basata sul principio di educazione al pluralismo e all'accoglienza. E' per tali motivi - conclude - che ci aspettiamo chiarimenti in merito ed una revoca della decisione".

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