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Il Sociale
Cannabis, boom tra gli adolescenti: "Uno su quattro fuma spinelli"

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E’ arrivata con due mesi e mezzo di ritardo, spoglia di qualsiasi introduzione, senza la firma di un capo dipartimento e soprattutto con dati vecchi per quanto riguarda i consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione adulta: è la "Relazione annuale al Parlamento sull'uso delle sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia" per l'anno 2013 e per il primo semestre 2014 presentata in questi giorni dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa). Chi si aspettava una relazione "diversa" rispetto a quelle degli ultimi anni, però, rimarrà deluso. Sebbene l'ex capo del Dipartimento antidroga, Giovanni Serpelloni, non abbia più l'ultima parola sulla stesura del testo, non essendo stato riconfermato a capo del Dpa, la relazione messa a disposizione di senatori e deputati raccoglie ancora una volta i dati elaborati dal suo staff.

Nuovi i dati su consumi tra studenti e gioco d’azzardo. La relazione parte con i dati aggiornati al primo semestre del 2014 (oltre che quelli del 2013) rilevati tra i ragazzi di 15-19 anni sia per quel che riguarda le sostanze stupefacenti che il fenomeno del gioco d’azzardo. Si tratta di dati Sps-Dpa, quindi ricavati con le stesse procedure utilizzate da Serpelloni, e mostrano un incremento dell’uso di cannabis (almeno una volta negli ultimi 12 mesi) dal 2011 ad oggi, un aumento dell’uso di cocaina dal 2012 al 2013 e un “costante e continuo calo del consumo di eroina sin dal 2004, anno in cui è stata osservata la prevalenza di consumatori più elevata nel periodo di riferimento. Negli ultimi anni il fenomeno si è stabilizzato con un ulteriore lieve calo nel 2014”. Variabili i dati relativi alle altre sostanze stimolanti, anche se, spiega il testo, “negli ultimi anni si osserva una lieve tendenza alla ripresa nei consumi”. Per quanto riguarda la prevalenza del consumo di allucinogeni, invece, “essa ha seguito un trend in leggero aumento nel primo periodo di osservazione, fino al 2008, seguito da una situazione di relativa stabilità nel periodo successivo, con una contrazione dal 2010 al 2012. Nell'anno successivo si osserva una lieve tendenza all'aumento del fenomeno che si stabilizza nel 2014”.

I dati del 2014 e la geografia dei consumi. Gli ultimi dati raccolti dal Dipartimento antidroga con uno studio condotto nel 2014 su un di 31.661 studenti di età compresa tra 15-19 anni, infatti, mostrano l’aumento di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi) quasi esclusivamente per cannabis: 23,46 per cento (21,56 per cento nel 2013), per la cocaina si è passati a 1,58 per cento contro il 2,05 per cento nel 2013; per l’eroina 0,21 per cento contro 0,36 per cento nel 2013, stimolanti (amfetamine e/o ecstasy) il 1,36 per cento contro l’1,35 per cento nel 2013 ed allucinogeni 2,03 per cento  contro 2,13 per cento nel 2013. È il Centro Italia ad avere percentuali più alte per quanto riguarda i consumi di cannabis, cocaina ed eroina. Gli stimolanti vengono consumati maggiormente nell'Italia nord-occidentale mentre gli allucinogeni presentano una prevalenza di consumo maggiore nell'Italia nord-orientale. “Con riferimento al consumo di almeno una sostanza illegale negli ultimi 12 mesi – si legge nel testo -, la prevalenza maggiore si rileva al centro (28,45), seguita dal Nord-Ovest (26,76); i valori più bassi si osservano al Nord-Est (24,04) e al Sud (21.17).

Quinto posto in Europa per eroina tra i sedicenni. Nonostante i dati mostrino un calo tra gli studenti per l’eroina, per i sedicenni italiani il suo consumo è molto più alto rispetto a tanti altri coetanei europei. Secondo il rapporto, infatti, “confrontando le prevalenze di consumo (almeno una volta nella vita) osservate per gli studenti 16enni italiani con quelle degli altri paesi europei – si legge nel testo -, si osserva che l'Italia si attesta attorno al dodicesimo posto per consumo di cannabis e al decimo posto per consumo di cocaina; per quanto riguarda il consumo di eroina, l'Italia si colloca al quinto posto in Europa. Infine, i consumi di amfetamine ed ecstasy si collocano rispettivamente al diciannovesimo e al diciottesimo posto nel relativo degli altri Stati europei”.

Gioco d’azzardo tra gli studenti. Sempre attinenti alla popolazione giovanile tra i 15 e i 19 anni, i dati che riguardano il Gambling e il gioco d'azzardo e patologico. “In Italia il fenomeno del gioco d'azzardo è in continua crescita e in questi anni sta assumendo dimensioni sempre più rilevant”, spiega la relazione. Tuttavia, “ad oggi tuttavia non esistono studi e dati epidemiologici accreditati in grado di quantificare correttamente il problema, sia nella dimensione che nella diffusione ed eventuali trend di evoluzione”. Tra i dati presentati al Parlamento, però, ci sono anche alcuni che riguardano il gioco tra gli studenti e sono relativi proprio al 2014. “All’interno della popolazione scolastica – spiega la relazione -, è stato possibile identificare una quota di giocatori sociali pari al 6,0 per cento degli intervistati, una quota di giocatori problematici (4,3 per cento) ed una quota di giocatori patologici (3,8 per cento). Si stima, quindi, che circa l’8 per cento degli studenti 15-19 anni abbia un approccio problematico o addirittura patologico al gioco d'azzardo. Tuttavia, spiega la relazione, “osservando tale fenomeno nel biennio 2013-2014, si riscontra una tendenza alla contrazione dei casi di studenti problematici e patologici rispetto al comportamento del gioco d'azzardo”.

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