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Eutanasia, Veronesi: “Molti la fanno, movimento sott’acqua”

Eutanasia, Veronesi: “Molti la fanno, movimento sott’acqua”
veronesi

“Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l’iniezione per morire serenamente, viene negata. Se il medico la fa puo’ essere accusato di omicidio, ma molti la fanno, e’ un movimento sott’acqua che lavora in maniera clandestina”. Cosi’ l’oncologo Umberto Veronesi, nel corso di una conferenza stampa al convegno ‘Uniti per i pazienti’, parla dell’eutanasia nel nostro Paese. Veronesi ha poi aggiunto: “Tutti parlano di una soluzione ma al povero Monicelli, che aveva chiesto ripetutamente in ospedale una puntura letale per un trapasso dolce, e’ stata negata e si e’ buttato dalla finestra. Questa e’ civlta’?”. 

Alla domanda su quale modello proponga, l’oncologo ha quindi risposto: “Ho vissuto molto bene l’esperienza olandese favorevole a far terminare la vita con un momento indolore. Naturalmente l’eutanasia deve essere volontaria”. Inoltre “in Olanda la legge non e’ superficiale ma molto severa, il suicidio assistito e’ punito e l’eutanasia e’ una deroga che si ha di fronte a un malato con buone condizioni di facolta’ mentali in fin di vita con forti dolori, che chiede ripetutamente l’iniezione”. E “viene concessa, eventualmente, dopo la riunione di tre esperti”. Veronesi ha infine spiegato che in Olanda “ci sono diecimila persone che ogni anno la chiedono e solo tremila che riescono perche’ le procedure sono impegnative e spesso i malati muoiono prima”. “Ogni persona ha diritto di autodeterminarsi”, ha concluso l’oncologo. 
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