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“Farmaci anti-cancro troppo cari”. Scatta la protesta anche in Svizzera

“Farmaci anti-cancro troppo cari”. Scatta la protesta anche in Svizzera
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Si allarga la protesta contro le case farmaceutiche e i prezzi troppo alti per i farmaci anti-cancro. Stavolta a scendere in campo sono i medici Svizzeri, che puntano il dito contro Roche, “colpevole” di aver introdotto un nuovo trattamento con un costo da brivido.

Il Perjeta, che rallenta la progressione del tumore al seno in combinazione con un altro trattamento e con la chemioterapia, costa circa 208mila franchi per un periodo di 18 mesi. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha negoziato uno sconto di 46.400 franchi, ma alla fine, il prezzo resta molto superiore al trattamento standard, che dura dodici mesi e mezzo ad un costo di 56.700 franchi.

“Questa tendenza non può continuare. I costi sono insopportabili per il sistema sanitario”, hanno denunciato sia le associazioni di medici sia quelle dei pazienti del Paese elvetico.

La protesta contro la politica dei prezzi dei colossi farmaceutici ha ripreso voce dopo la storica sentenza indiana. A inizio mese, infatti, la Corte suprema ha risposto picche alla svizzera Novartis dando l’ok al Glivec in versione low cost (meno di 200 dollari al mese contro i circa 2.600 del farmaco griffato). Una sorta di prima vittoria dei poveri contro i ricchi, con i Paesi in via di sviluppo che sconfiggono i giganti dei brevetti miliardardi.