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Il Sociale
Tre anni fa il disastro di Fukushima, un manga denuncia l'incubo nucleare

Yuka Nishioka, è una fumettista di Nagasaki, una delle due città giapponesi rase al suolo da una bomba atomica nel 1945. Ma l'incubo nucleare non ha mai abbandonato la sua terra. L'11 marzo 2011, un'onda anomala generata da un grande terremoto provocò il disastro della centrale di Fukushima. A tre anni di distanza il Centro di documentazione "Semi sotto la neve" e l'associazione culturale "Altrinformazione" annunciano l'edizione italiana del manga di Yuka Nishioka "I Dragoni atomici di Fukushima". Il volume a fumetti sarà prodotto in una edizione di qualità a tiratura limitata, con un meccanismo di "crowd-funding". All'indirizzo http://www.mamma.am/dragoni si raccoglieranno, a partire da oggi, quote di sottoscrizione per il progetto fino al lancio ufficiale della pubblicazione che avverrà il 26 aprile (anniversario di un altro disastro nucleare, quello di Chernobyl).

"I dragoni atomici di Fukushima" è stato realizzato con la supervisione scientifica del fisico giapponese Yuukou Fujita e vuole essere "un libro chiaro e completo, adatto nella forma e nei contenuti anche ai più giovani, un fumetto dove l'energia atomica e i suoi rischi vengono spiegati in modo semplice e divulgativo all'interno di un racconto avvincente che vede come protagonisti uno scienziato e una ragazzina delle elementari".

Yuka Nishioka racconta che nel suo fumetto "i dragoni, animali favolosi e sacri che governano il vento, la nuvola, la pioggia, il tuono e fulmine, si trasformano in bestie demoniache attraverso la tecnologia occidentale. I dragoni atomici, l'incarnazione dell'energia nucleare che non possiamo controllare, resteranno ancora nella nostra vita futura sotto forma di armi e centrali atomiche? Se non ci interroghiamo seriamente a partire da ora sulla civiltà contemporanea e sul nostro modo di vivere, e se non fermiamo subito ciò che va fermato, i dragoni atomici distruggeranno il futuro e la Natura che abbiamo il dovere di lasciare ai posteri".

L'edizione italiana a cura di "Altrinformazione" e "Semi sotto la neve" è arricchita dalla postfazione di Susumu Nishiyama, uno degli "Hibakusha" sopravvissuti al bombardamento atomico su Nagasaki e costretti a convivere con gli effetti delle radiazioni. "Proprio il nostro Paese, l'unico al mondo ad essere stato colpito dalle bombe nucleari - ha scritto Nishiyama - ha sostenuto il mito sulla sicurezza dell'energia nucleare con lo slogan 'Atomi per la pace' seminando ben 54 reattori in un arcipelago ad alto rischio sismico. Così siamo arrivati al meltdown della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, che tuttora continua ad emettere quotidianamente radiazioni".

L'obiettivo dell'iniziativa è quella di lanciare un segnale di allarme contro gli usi civili e militari del nucleare, per continuare a mantenere alta l'attenzione su questo tema anche dopo i successi del referendum italiano che ha confermato il "no" del nostro paese all'energia atomica. Altrinformazione e Semi sotto la neve hanno già realizzato l'edizione italiana del "manga" giapponese di Rokuro Haku "No alla guerra, no al nucleare. Le armi all'uranio impoverito che distruggono l'uomo e l'ambiente" (http://www.mamma.am/nonuke). Il progetto dell'edizione italiana del libro "I dragoni atomici di Fukushima" è stato finanziato dal Centro di documentazione "Semi sotto la neve" e la traduzione è stata realizzata da Yukari Saito con l'editing di Carlo Gubitosa.

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