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Il Sociale
Sempre più italiani all'estero. "Siamo tornati a cento anni fa"

Dall'Italia si emigra: colpa del mercato del lavoro ormai bloccato, che non lascia occasioni né agli italiani né agli stranieri. È quanto emerge dal diciannovesimo rapporto dell'Ismu presentato a Milano. Nel 2012 sono 68 mila gli italiani e i nuovi italiani che hanno lasciato la loro terra d'origine per andare all'estero, 18 mila in più del 2011. Se si conta anche l'emigrazione verso il Nord Italia, l'Ismu prevede che nel 2050 dal Meridione se ne saranno andate 4 milioni di persone. Numeri che evocano il quadro di cent'anni fa: nel 1913 un italiano ogni 40 partiva in cerca di fortuna altrove. Alla disoccupazione degli italiani, al 12,5 per cento in ottobre, si somma quella degli stranieri, in una congiuntura che non si era mai vista: sono 2,7 milioni gli stranieri senza un impiego, il 6,1 per cento dello scorso anno. Causa della perdita di attrattiva dell'Italia, per stranieri e concittadini in egual misura, è proprio il blocco del mercato del lavoro. I permessi di lavoro per motivi di lavoro sono dimezzati rispetto al 2011: 67 mila contro i 350 mila nel 2010.

Un modello insostenibile. Natale Forlani, direttore del Dipartimento immigrazione del ministero del Lavoro, chiede di modificare le politiche migratorie, perché ormai il modello non è più sostenibile: "Il modello migratorio italiano ha seri problemi di sostenibilità. Il Testo unico sull'immigrazione è finito. Se i politici restano fermi sulle stesse posizioni dell'inizio degli anni Duemila avremo gravi problemi di ordine sociali". E aggiunge: "Nei prossimi 3-4 anni ci sarà una forte conflittualità nel mondo del lavoro: il rischio c'è e dobbiamo prevenirlo". I timori di Forlani si basano sui numeri: non c'è mai stata una crescita tanto consistente dei disoccupati stranieri: 50 mila nel solo primo trimestre del 2013.

Cure solo per pochi. Un immigrato su dieci non si rivolge al Sistema sanitario nazionale per motivi economici. A questo si aggiunge la condizione degli irregolari (circa il 6 per cento del totale degli stranieri in Italia) che preferiscono non avere a che fare con le istituzioni per paura di essere denunciati. Così il rischio che tratteggia fondazione Ismu è che non ci sia prevenzione tra gli stranieri, in particolare i bambini.

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