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Il Sociale
Lasciti solidali: Italia ultima in Ue, ma prima per la tutela degli eredi

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L’Italia tutela meglio i diritti degli eredi, ma in quanto a numero di testamenti ridatti è tra gli ultimi posti in Europa. È quanto emerge da una ricerca condotta dal Comitato Testamento solidale (che unisce 6 grandi organizzazioni promotrici - ActionAid, Ail, Aism, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro e Save the Children e vede l’adesione di Amref, Cesvi, Libera, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi e Università Campus Bio-Medico di Roma con il patrocinio del Consiglio nazionale del notariato) in occasione della Giornata Internazionale del Lascito solidale che si celebrerà domani, 13 settembre. Insieme all’Italia, in fondo alla classifica anche Spagna e Francia. “Siamo in ritardo rispetto all’Europa del Nord – spiega una nota del Comitato -, dove è più consueto redigere un testamento per regolare la successione dei beni. Il primato spetta al Regno Unito con una quota del 48 per cento, a seguire l’Olanda, la Germania, poi il Belgio  e la Scandinavia”. Gli italiani che hanno già fatto testamento, invece, sono l’8 per cento, a cui seguono spagnoli (7 per cento) e ultimi i francesi (5 per cento).

In crescita le donazioni nei testamenti. In Italia sono 9 milioni i cittadini over55 che conoscono e hanno riflettuto sull’opportunità di fare un lascito solidale. Un dato che è accompagnato da un incremento dei lasciti del 10 per cento in 10 anni. Tuttavia, in altre zone d’Europa, il lascito è ormai una possibilità consolidata. “In Germania, per una persona su dieci di età superiore ai 60 anni il lascito è un’opzione concreta – spiega il Comitato -, mentre sono propensi oltre il 30 per cento dei tedeschi che non hanno figli”. Nonostante i dati in crescita anche in altri paesi, è l’Inghilterra la patria dei lasciti solidali. “Grazie alla spinta delle campagne informative del Comitato inglese ‘Remember a charity’, attivo dal 2000 – aggiunge il Comitato -, la quota di testamenti registrati ufficialmente che includono un lascito benefico è aumentata dal 12,2 per cento del 2007 al 14,4 per cento nel 2012. Tra il 1988 e il 2012, il numero totale è passato da 68 mila a 104 mila. Inoltre, nel 2013 il 6 per cento dei testamenti aperti nel Regno Unito ha visto destinare una quota delle eredità a una organizzazione umanitaria”.

Nonostante in Italia i dati sui lasciti siano lontani da quelli di altri paesi europei, secondo il Comitato, nel nostro paese ci sono più tutele. “L’Italia, a differenza dei paesi anglosassoni, risulta essere tra i paesi che meglio tutelano i diritti e il futuro dei propri cari – spiega il Comitato -.  La possibilità di donare una parte del proprio patrimonio a favore di cause benefiche nel nostro paese non lede i diritti dei familiari,ben garantiti dalla previsione nel nostro ordinamento giuridico della quota legittima, che stabilisce a seconda della composizione del nucleo familiare la parte che spetta a ciascun erede. Nel Regno Unito, ad esempio, non è previsto nessun vincolo di destinazione verso i familiari. Con casi bizzari: in Cornovaglia è ancora in vigore una legge del 1307 che prevede che le terre e gli averi di cui non si è disposto per testamento vadano al Duca di Cornovaglia, il Principe Carlo. Nel solo 2006 i beni così ricevuti ammontavano a circa un milione di sterline”. Non meno importante il ruolo dei notai. “Oggi gli italiani sono sempre più interessati ad approfondire il tema dei lasciti solidali - spiega Albino Farina, responsabile dei rapporti con il Terzo Settore del Consiglio nazionale del notariato -. In ciò il ruolo “sociale” del notaio diventa decisivo per fornire una consulenza adeguata, senza alcun vincolo o impegno”. Per avere informazioni corrette sulle regole che i singoli paesi europei si sono dati in materia di successioni, inoltre, è possibile consultare il portale www.succession-europe.eu, creato con il contributo dei notai europei.

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