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Il Sociale

Alessandro Frezato

Inizialmente erano solo chiacchiere di corridoio tra le mamme che andavano a prendere i figli a scuola. E in un secondo momento sono poi arrivate le lamentele: una segnalazione apertasi in una riunione di classe che descriveva l’insegnante come “incompatibile all’insegnamento ai ragazzi, per via del suo “stile di vita inadeguato”, in buona sostanza per via della propria omosessualità.

Così lui, 31enne, apprezzato insegnante di danza da 12 anni, ha deciso (più che legittimante) di “togliere dall’imbarazzo la scuola” dando le sue dimissioni.

La sconcertante vicenda, denunciata dalle associazioni LGBT dai quotidiani locali, è accaduta lo scorso novembre all’istituto comprensivo “Dalmazio Birago”di Pasignano sul Trasimeno (Perugia). Ma solo nei giorni scorsi l’insegnante, “Daniele Baldoni”, ha deciso di raccontare l’accaduto per intero.

Le associazioni in difesa della famiglia tradizionale però, respingono l’accusa di omofobia e spiegano che i genitori protestarono non per il suo l’orientamento sessuale, ma per la sua mancanza di titoli per insegnare. Mentre Baldoni è in possesso diplomi e attestati di danza, che gli hanno sempre consentito di insegnare nelle scuole da ormai 12 anni.

Tale rammaricante vicenda dovrebbe far riflettere molto sul fatto grave che nel 2015 accadano ancora (purtroppo non di rado nel nostro paese in particolare) episodi di discriminazione così pesanti nei confronti di un’insegnante competente e apprezzato, come in questo caso, solo perché è omosessuale.

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