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Il Sociale
Oms, quelle conferenze sotto l'ombrellone (a spese nostre)

Maldive, Egitto, Isole Fiji, Panama. No, non stiamo parlando delle mete suggerite per godersi un po’ di caldo durante le vacanze di natale, ma i Paesi dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di organizzare i prossimi incontri preparatori in vista della conferenza mondiale sulla salute che si terrà invece a New Delhi i prossimi 7-12 novembre.

La conferenza fa parte della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (FCTC) e viene convocata ogni due anni per stabilire un’agenda globale per la regolamentazione del tabacco da far adottare agli oltre 170 paesi che hanno aderito alla convenzione, tra cui l’Italia.

Ma proviamo ad immaginare come all’OMS siano arrivati alla decisione tanto sofferta di viaggiare per tutto il mondo pur di trovare delle soluzioni alla lotta contro il fumo. Partiamo con il dire che gli incontri preparatori serviranno a decidere quali misure far adottare alla prossima conferenza per terrorizzare ancor di più quei viziosi dei fumatori che nonostante le recenti immagini stampate sui pacchetti, dalla bara di un bambino al tumore sulla lingua, passando a riferimenti a possibili débâcle maschili, proprio non riescono a lasciare le loro amate bionde. L’obiettivo dell’OMS, come è giusto che sia, è uno: smettere di fumare, tutti, subito. Nel mirino, anche le sigarette elettroniche considerate parte del problema al pari delle sigarette. “Tutti i governi dovrebbero vietare le sigarette elettroniche o i sistemi elettronici a rilascio di nicotina” ha dichiarato recentemente il Direttore generale Margaret Chan, vanificando le speranze di quei pochi ex-fumatori che stanno provando a vincere la loro personale battaglia contro il fumo ricorrendo almeno a sistemi senza combustione.

Eppure, nonostante gli sforzi al mondo esistono ancora oltre un miliardo di fumatori. Un numero destinato addirittura ad aumentare secondo le stime dell’OMS. Che fare quindi? Immaginiamoli seduti intorno ad un tavolo vista lago a Ginevra mentre dicono “serve uno sforzo creativo senza precedenti”. Ma si sa, come insegnano aziende creative come Facebook e Google, per generare idee servono posti isolati dal mondo dove poter rilassare la mente. “Per risolvere definitivamente il problema del fumo Fiji e Maldive fanno sicuramente al caso nostro” avrà suggerito il “creativo” del gruppo.

“Ma quanto costa?” avrà provato a dire il funzionario “ligio” della situazione, quello che ad ogni riunione ha l’infausto ruolo di riportare un po’ di concretezza alle soluzioni del “creativo”. “Nessun problema, chiediamo all’Unione Europea!” avrà alla fine proposto il “pragmatico”, trovando una soluzione in grado di soddisfare sia il ligio che il creativo.

Sicuramente non sarà andata cosi, ma poco importa. Quello che ci interessa è che funzionari internazionali già strapagati grazie anche ai fondi che l’Italia versa alle Nazioni Unite, di cui l’OMS è parte, decidano di andarsene in giro per il mondo a spese dell’Unione Europea, quindi sempre a spese nostre, con la scusa di un obiettivo socialmente utile.

Come se non bastasse, questi signori si arrogano il diritto di decidere chi potrà partecipare e chi no alla ratifica delle loro decisioni già prese. Ne sanno qualcosa Paesi come Cina, Romania, Bulgaria, Turchia, Thailandia, Egitto e Iran che rischiano di essere esclusi in quanto produttori di tabacco. Una violazione della sovranità nazionale fatta da un’organizzazione delle Nazioni Unite. Insomma, un paradosso da ridere se non fosse che a pagare, come al solito, siamo sempre noi.

 

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