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"Nonno, mi racconti di quando eri piccolo?": l'iniziativa di Korian e Gribaudo
Mariuccia Rossini, Presidente di Korian

2 ottobre, Festa dei Nonni: Korian presenta “Nonno mi racconti di quando eri piccolo?”, i racconti degli ospiti delle residenze Korian di tutta Italia in una raccolta edita da Gribaudo

In occasione della Festa dei Nonni 2019, dopo il grande successo di “Nonno mi racconti una storia?” (2017), e “Nonno, mi racconti una fiaba?” (2018), il gruppo Korian presenta “Nonno, mi racconti di quando eri piccolo?”, l’antologia dei racconti degli “ospiti Korian” che hanno messo a disposizione la propria voce per raccontare storie della propria infanzia per rivivere un mondo perduto, fatto di gesti semplici, sentimenti autentici e valori preziosi.    

Il progetto editoriale nasce dalla voglia di Korian e dell’editore Gribaudo di riscoprire e valorizzare l’eredità della tradizione orale nonché di accompagnare le nuove generazioni alla riscoperta della ricchezza di valori e insegnamenti che solo i nonni possiedono. Un libro illustrato per i più piccoli, che celebra l’importanza dei nonni, presenze fondamentali nella vita delle famiglie italiane e insostituibile risorsa affettiva per ogni bambino.

Il nuovo libro si apre con il racconto di Nonna Giuseppina di Treviso e si conclude con quello di nonna Franca di Venezia passando per nonno Renato di Genova e nonna Maria di Bari: sono storie di altri tempi eppure universali, che avvicinano le generazioni e mantengono viva la memoria di persone, luoghi e tradizioni del nostro Paese che vale la pena raccontare e condividere con le nuove generazioni.

La raccolta, che sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia a partire dal 2 ottobre, - giornata internazionale dei Nonni – e racchiude ventinove racconti, selezionati tra oltre 500 testimonianze degli ospiti di 41 Residenze del gruppo Korian. 

Nonno Mi Racconti di Quando eri Piccolo
 

Sempre il 2 ottobre Korian, il Gruppo europeo leader nei Servizi rivolti alle persone anziane, aderendo all’iniziativa promossa da Senior Italia, sarà in Piazza di Spagna a Roma e donerà a tutti bambini una copia di uno dei tre volumi. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione che vede protagonista, tra gli altri, Lino Banfi, il famoso Nonno Libero della TV Italiana.

“Abbiamo chiesto agli ospiti delle nostre strutture di tutta Italia di raccontarci i loro ricordi di infanzia, da qui, tramite il prezioso aiuto degli educatori e delle educatrici, è nata questa raccolta di storie. - Ha commentato Mariuccia Rossini, Presidente di Korian Italia e ideatrice del progetto - Racconti da leggere ai più piccoli per riscoprire insieme i valori, modi di vivere, emozioni e aneddoti narrati con sentimenti sinceri”.

“Dopo il successo dei primi due volumi realizzati in collaborazione con Korian, abbiamo deciso con piacere di proseguire il percorso della narrazione per l’infanzia continuando ad attingere alla saggezza e al patrimonio di vita degli anziani. La forza del ricordo affiora quindi in questi racconti che, seppur reali, hanno la leggerezza di una fiaba per bambini”, ha commentato Massimo Pellegrino, Direttore Editoriale di Gribaudo.


Gli orti di guerra
Nonna Lucia, 85 anni, di Roma 

Quando avevo dieci anni c’era la guerra e tutti dovevano fare grandi sacrifici, anche i bambini. Era difficile trovare qualcosa da mangiare, ogni famiglia aveva una carta con dei bollini, con la quale si poteva andare a prendere del cibo, ma bisognava fare lunghe file. Quando toccava a me andarci mi stufavo, perché ero piccola e tutti i grandi mi passavano davanti. Comunque, quando finivano i bollini non si poteva più avere nulla, ma la fame c’era ancora! Allora si era costretti a comprare il cibo di nascosto, ma era molto caro. Un bel giorno, guardando fuori dalla finestra, mi sono accorta che stavano piantando qualcosa nel giardino sotto casa. Sono uscita a controllare e ho visto che ogni pezzetto di terra fino al centro della città era stato trasformato in un orto. Non erano orti chiusi da recinti e venivano curati dai cittadini: li chiamavano “orti di guerra”. A me piacevano, ogni tanto, di notte, andavo con le mie amiche a scavare e a prendere qualche patata da portare a casa, senza farmi vedere. Il momento più bello è stato la fine della guerra, quando tutti per strada gridavano: «Gli americani, sono arrivati gli americani!». Allora io e la mia amica siamo corse fuori a vedere la colonna di camion che entrava in città. Ci siamo arrampicate sugli alberi che costeggiavano la strada, staccavamo dei fiori e li offrivamo ai soldati, e loro ci regalavano cioccolato, pane e caramelle. Non ci sembrava vero! Piano piano, finita la guerra, tutti tornarono ai loro vecchi lavori, anche mio papà, che faceva il calzolaio. Mi ricordo che volevo a tutti i costi che mi fabbricasse le scarpe che io stessa disegnavo. Borbottava un po’, ma poi me le faceva. Finalmente potevamo vestirci e muoverci come volevamo. Bambini, non avete idea che meraviglia sia vivere senza guerra. 

Una sarta magica
Nonna Maddalena, 95 anni, di Vercelli

Quando ero piccola c’erano pochi soldi e i miei genitori facevano molti sacrifici. Si cercava di non sprecare niente e di farsi bastare quel poco che si aveva. Mi ricordo soprattutto di mia nonna Amelia, sempre indaffarata a recuperare pezzi di stoffa ancora buoni tagliandoli da vecchi vestiti, lenzuola e tovaglie, per poi cucirli insieme e trasformarli in qualcosa che sembrava nuovo. Una volta, in una notte buia, in cui solo la luna illuminava la strada, dalla finestra della mia cameretta, che dava sul cortile, vidi la luce accesa nella cantina dove di solito lavorava la nonna. Non seppi resistere alla curiosità, uscii e mi avvicinai per vedere cosa stesse facendo a quell’ora. Sporgendomi appena da un angolo della finestra la vidi, tutta indaffarata, che tagliava e cuciva, con indosso i suoi grandi occhiali e il ditale al dito. Era troppo buio per capire che cosa di misterioso stesse confezionando, avrei dovuto aspettare la luce del giorno! Mentre sbirciavo, per sbaglio urtai un vaso lì vicino e la nonna al rumore spense subito la lampada, così io scappai via veloce nella notte buia, seguendo la luce della luna che illuminava la strada verso la porta d’entrata. Il giorno dopo, mentre stavo facendo colazione, sentii dei passi, ed ecco che dalla porta entrò nonna Amelia. Si chinò su di me per darmi un bacio e poi mi diede un pacchetto. Divorata dalla curiosità, con le mie manine strappai la carta e… sorpresa! Mi ritrovai tra le braccia una bellissima bambola di pezza. Capii subito che, la notte prima, nonna Amelia aveva lavorato per me e il suo regalo, considerata quanta fatica le era costato, mi sembrò ancora più bello!

Mio nonno
Nonno Michele, 98 anni, di Bari 

Era il Natale del 1940 e faceva freddo. Mi ricordo i preparativi in paese per quella festa che aveva il potere di far riunire tutti in famiglia. Grumo, il paesino dove vivevamo in provincia di Bari, era abitato da poche persone, per lo più contadini e allevatori. Mentre gli altri miei amici andavano con i genitori ai mercati a comprare “il mangiare buono” per le feste, io e mio nonno eravamo dall’altra parte del bancone a vendere le olive, la frutta secca... Guadagnavamo molto in quel periodo! Era un lavoro un po’ faticoso, ma mi piaceva tanto farlo e soprattutto, alla fine della giornata, il nonno mi portava dal miglior gelataio del paese a festeggiare e io ero felice. Quello era il nostro segreto. Se ripenso alla mia infanzia con gioia è grazie a mio nonno. Non mi piaceva studiare e spesso scappavo da scuola per andare dove lui faceva l’asta per acquistare i prodotti da vendere al bancone. Puntualmente, appena mi vedeva, mi sgridava, ma poi, rassegnato e comprensivo, mi diceva: «Vabbè, ormai sei qui... vediamo se mi porti fortuna!» e insieme partecipavamo all’asta. Lo diceva sempre: io ero il suo portafortuna. Era così da quando un giorno il suo cane venne investito da un’auto e lo portammo da un amico, che gli disse che non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Il nonno non poteva crederci, era disperato. Allora io gli dissi: «Vedrai che si salverà, nonnino». Il cane si salvò e fu un miracolo per tutta la famiglia. Da allora nessuno ha potuto togliere a mio nonno la convinzione che ad aver cambiato le sorti del suo amico a quattro zampe fossero state proprio le mie parole di buon auspicio. Devo ammettere che la mia infanzia felice è legata a mio nonno, al suo gelato, alla sua fiducia in me e al grande amore che ci ha unito per sempre. 

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    "nonnomi racconti di quando eri piccolo?"; korian; gribaudo; 2 ottobre; festa dei nonni
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