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Il Sociale
Il libro/ Via Tadino 23 - La casa delle lavoratrici e lavoratori di Milano

"Nel settembre del ’78 siamo consiglieri del sindacato Tobagi, Massimo Pini e io", scrive Franco Abruzzo nella pubblicazione a cura di Benedetta Cosmi, in Via Tadino 23, un'altra storica riunione. "Eleggiamo presidente del Sindacato della Regione Walter e tramite lui possiamo parlare al Congresso ed esporre le nostre idee. L’obbiettivo che perseguiamo è il voto proporzionale all’interno del sindacato per il superamento del listone e per salvaguardare l’identità di tutti i gruppi. Pur non avendo delegati, la proposta passa.

A Pescara si consuma quindi la spaccatura ma a Milano nasce la nuova componente di Stampa Democratica. Il 4 novembre. Tra la conclusione del Congresso 27 ottobre ’78 e la riunione del 4 novembre a Milano c’è la Riunione in sede CISL di Via Tadino. Nella sala al piano interrato (Sala Brodolini, n.d.r). Lì ci riuniamo, siamo una quarantina e decidiamo di dare vita alla terza componente del sindacato, Stampa Democratica. Essa, da allora, governa il sindacato dei giornalista della Lombardia. Dopo l’uccisione di Tobagi ne assume la presidenza Giovanni Santerini ed oggi il Presidente è Giovanni Negri, espressione di Stampa Democratica. Comunque all’epoca nel mirino dei terroristi ci stavano i giornalisti. C’è la famosa lista trovata il giorno in cui ammazzano Alessandrini, il giudice, il 29 gennaio 79. Io ero cronista giudiziario de il Giorno e venni chiamato in procura alle nove di sera: il capo della procura di allora, Paolo Gresti, mi comunicò che ero obbiettivo dei terroristi con altre 34 persone, tra cui Walter Tobagi e Leo Valiani. Aveva deciso di avvertire tutti quelli che ne erano inclusi". Queste alcune righe dal libro Via Tadino 23, la casa delle lavoratrici e dei lavoratori di Milano, edito come I quaderni di JOB, a cura di Benedetta Cosmi e Giordano Fornasier. Se a Milano dici via Tadino pensi alla Cisl. E vicercersa. Qui, da sempre, da quando è stata fondata, c'è la sede della Cisl di Milano. Da qui sono passati migliaia e migliaia militanti del sindacato. Qui hanno iniziato la loro attività dirigenti che poi hanno assunto un ruolo di primo piano a livello locale e nazionale, nell'organizzazione e fuori. Qui sono nate esperienze significative che hanno innovato il sindacato nei decenni scorsi. Non solo, al civico 23 della via che corre parallela a Corso Buenos Aires, hanno trovato accoglienza le esperienze più significative della società milanese: dai giovani che avevano scelto il servizio civile in alternativa a quello militare a Walter Tobagi e i sui amici che nella sede della Cisl hanno dato vita a una delle più importanti componenti del sindacato dei giornalisti. In via Tadino non si è fatto ( e non si fa) solo sindacato ma anche cultura e prima ancora accoglienza. La sede è sempre stata aperta alla società milanese, ai bisogni via via emergenti ed è, idealmente e fisicamente, uno dei punti di riferimento della città. Per la prima volta la storia di questo edificio, che all'origine era un convento di suore e poi del giornale cattolico l'Italia, è raccontata in un libro, "Via Tadino 23", appunto, che ripercorre dettaglitamente le tappe della "casa delle lavoratrici e dei lavoratori milanesi". Un racconto che tiene conto necessariamente di date e documenti ( si tratta pur sempre di un immobile fatto di mattoni, contratti d'affitto e d'acquisto, visure catastali) ma soprattutto delle persone che hanno vissuto e vivono queste mura. Nomi, come già detto, conosciuti ben oltre via Tadino e altri, meno noti, ma che hanno lasciato in via Tadino la traccia indelebile del loro passaggio. Il libro è aperto da una prefazione del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano che si conclude con queste significative parole : "Le pagine di questo volume, carico di fatti ed episodi stimolanti, la cui lettura rinfresca la memoria sulla travagliata ma affascinante seconda metà del secolo scorso, saranno di aiuto per un più deciso e lieto impegno nel presente".

Cosi' come ricorda nel libro il professore Sergio Zaninelli riguardo il retroterra culturale lui che fu Rettore dell’Università Cattolica così racconta: “Prima di rievocare lo scenario nel quale è maturata la nascita della Libera CGIL, penso sia opportuno che dica qualche cosa su di me. Infatti questa è un’occasione importante, una tappa significativa della mia vita di professore, ma proprio perché a questa svolta sento necessario fare un ringraziamento. Il Segretario Generale della CISL ha sottolineato come ho aderito subito a questa iniziativa, e lo farei ancora molte altre volte, perché non posso dimenticare che se ho potuto studiare lo devo alla CISL, che in pratica, mi ha mantenuto agli studi. In tempi ormai molto lontani avevo infatti il problema di arrivare a sera, perché di provenienza molto modesta. Così Romani prima e Pastore poi, mi consentirono di lavorare per la CISL, curando l’attività formativa, e al tempo stesso di studiare, tanto è vero che già allora mi dividevo tra la CISL e l’Università". Altri nomi che ricorrono, ce li ricorda un segretario generale, Carlo Stelluti: " Giovanni Paolucci, punto di riferimento solido nella segreteria dell’Unione sia sotto Antoniazzi, sia nella gestione mia. Faceva il segretario organizzativo, ma era molto di più. Poi Vito Milano, proveniva dai metalmeccanici e anche lui ci ha lasciato. Fiorella Ghilardotti, che poi ha preso la strada politica ed è diventata Presidente della Regione Lombardia; lei era nella segreteria dell’Unione con me quando io ero segretario generale. Li ricordo tutti con piacere". Parla Pierre Caniti il piu' amato forse segretario generale della Cisl, "Sono rimasto a Milano fino alla fine degli anni Sessanta, poi nel 1968 mi sono trasferito a Roma. Ai miei tempi la CISL di Milano aveva un grande ruolo, parallelamente allo sviluppo industriale, nella contrattazione sindacale". E tutti ricostruiscono la tensione, la passione, il fermento, le aspirazioni, anche verso la cultura: "La CISL ha avuto un forte rapporto con il mondo della cultura. Un episodio che mi ricordo molto bene avvenne prima che facessi il segretario: la CISL diede luogo ad un’intesa con il Piccolo Teatro e la Scala, dove c’erano personaggi del calibro di Strehler e Paolo Grassi. Organizzavamo gruppi di lavoratori per andare a teatro e all’opera, ma non per spettacoli di serie B! Volevamo dare la possibilità di partecipare a rappresentazioni importanti".

 

VIA TADINO 23, LA CASA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DI MILANO
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