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Violenza, “epidemia” che colpisce oltre una donna su 3 nel mondo

 Per l’Organizzazione mondiale della sanità la violenza sulle donne è “un problema di dimensioni epidemiche”, che richiede l’impegno di tutti i paesi e che chiama in causa i Sistemi sanitari nazionali. I dati – presentati oggi dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (O.N.Da) – parlano chiaro: il 35 per cento delle donne di tutto il mondo subisce nel corso della vita qualche forma di violenza, soprattutto da parte di mariti e fidanzati, e il 38 per cento dei femminicidi avviene per mano del partner.
 

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Non va meglio in Italia, dove si stima che 6 milioni 743 mila donne tra i 16 e i 70 anni siano vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione abbia subito stupri o tentati stupri. La violenza spesso viene taciuta: non solo il numero di denunce resta basso, ma sono molte le donne che non riferiscono l’accaduto a nessuno. La violenza in un caso su tre coincide con una gravidanza ed è la seconda causa di morte per le donne in attesa, dopo l’emorragia.

A farne pesantemente le spese, però, non è solo la madre ma anche il bambino: dalla fase fetale fino all’età adulta sono documentate le conseguenze di tipo sia fisico sia psichico. La violenza spesso genera violenza. Considerata la portata del fenomeno a livello mondiale l’Oms, ma anche i singoli governi, si stanno attivando per potenziare le azioni di contrasto. L’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente redatto delle linee guida per gli operatori sanitari, strada seguita anche dall’O.N.Da. In Italia, dove recentemente è stata ratificata la Convenzione di Istanbul, molti ospedali si stanno attivando per garantire servizi di supporto e assistenza