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Addio a Alan Jones, il primo campione del mondo di F1 con la Williams. Ecco chi era

Forza fisica, cuore oltre l’ostacolo, carattere duro e anima da cow-boy australiano: così Jones riuscì a trionfare nel Mondiale di Formula 1 del 1980

Addio a Alan Jones, il primo campione del mondo di F1 con la Williams. Ecco chi era
In foto da sinistra: Alan Jones (Australia), Stirling Moss (Gran Bretagna) e Jack Brabham (Australia), durante una discussione sul circuito di Melbourne, il 7 marzo 1996

Formula 1, muore l’ex pilota australiano Alan Jones. Aveva 80 anni

Il mondo dello sport piange la morte dell’ex pilota australiano Alan Jones, campione del mondo di Formula 1 nel 1980. È scomparso a soli tre giorni di distanza dai festeggiamenti per il suo 80esimo compleanno, dopo una breve malattia. È stato il primo vincitore di un mondiale della massima serie a guidare una Williams, nonché l’unico pilota a portare la Shadow alla vittoria di un Gran Premio. Pilota con la fama di duro e aggressivo nella guida, è riuscito a ottenere vari successi in diverse categorie, imponendosi anche nel Campionato CanAm del 1978.

Alan Jones, ecco chi era e gli esordi della sua carriera

Nato a Melbourne il 2 novembre 1946, Alan Stanley Jones diventò campione nazionale di kart nel 1963. Nel sogno di emulare il tri-campione Jack Brabham, primo grande connazionale dei Gran Premi, si trasferì presto in Europa per gareggiare in Formula 3 con GRD, classificandosi poi secondo assoluto nel Campionato John Player del 1973. La chiamata in Formula 1 arrivò nel 1975 con la Hasketh, la Lola e la Hill.

Dopo un breve passaggio alla Surtees, passò alla Shadow e arrivò la sua prima vittoria nella massima categoria nel 1977 in Austria. Forte di questo risultato, nel 1978 firmò il contratto della vita con il giovane Frank Williams che vide in lui un potenziale campione. E fece bene, perchè già nel ’79 il team vinse per la prima volta, a Silverstone. Non per merito di Jones – ritirato – ma grazie al suo compagno Clay Regazzoni. Da lì in poi, però, Alan salì in cattedra, vincendo quattro Gran Premi e concludendo il Mondiale al terzo posto.

Alan Jones, la vittoria del mondiale nel 1980 e la rivalità con Reutmann

Il 1980 è il suo anno: vinse in Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti. Il primo titolo iridato arrivò su un piatto d’argento. La Williams FW07 era la monoposto da battere: telaisticamente superiore, ma durissima da guidare perché estremamente rigida e priva di servosterzo, handicap che piagano le energie di Regazzoni ma che venivano addomesticate da Jones grazie a spalle e braccia poderose. Sessioni di prove e gare dominate, poi il pilota disdegnava le riunioni tecniche e scompariva dai box per andarsi a bere due birre. Oltre all’elettronica, anche le diete millimetriche, gli integratori e i fisioterapisti personali erano di là da venire per i piloti.

Nel 1981 Jones avrebbe potuto fare il bis, ma in Williams arrivò l’argentino Carlos Reutemann e presto il team si frantumò in una guerra interna. Infatti, in Brasile, Reutemann ignorò la gerarchia di team (era il pilota numero due) e superò il compagno vincendo e facendo deflagrare l’atmosfera in Williams.

Alan conquistò due soli GP: venne premiato solo in America, nell’apertura d’annata a Long Beach e poi in chiusura a Las Vegas. Il secondo fu lo scontro finale sulla discutibile pista fra muretti di new-jersey nel parcheggio dell’hotel Ceasar’s Palace a Las Vegas, dove si guardò bene dal dare una mano al compagno Reutemann, in lizza per il titolo. Carlos, velocissimo in prove e qualifica, venne abbandonato dal team e sotto pressione sbagliò tutto concludendo fuori dai punti.

Al giovane Nelson Piquet bastò un quarto posto con la Brabham per laurearsi campione. Dopo tanti anni, interrogato su quale fosse la sua vittoria più bella, Jones ammetterà senza senso di colpa: “Las Vegas 1981: non tanto per la vittoria ma per il mio compagno fregato per il titolo…”.

Alan Jones, la lontananza dai Gran premi e la fine della carriera

A 35 anni decise di ritirarsi, per poi tornare nel 1982 in Australia, dove corse nel campionato Turismo locale. Ma la lontananza dai Gran Premi si fece sentire: così tornò con la Arrows al GP di Long Beach 1983 e nel biennio 1985- 1985 con la Lola Haas, con il quale gareggiò senza alcun risultato degno di nota.

Nel 1987 sfiorò l’ennesimo ritorno al GP di Silverstone con una terza Williams, oltre a quelle di Mansell e Piquet, ma il progetto non si concretizzò. Nonostante gli ultimi anni di sconfitte, Alan Jones è stato uno dei più importanti personaggi del mondo delle corse in Australia: la sua presenza al GP di Melbourne era regolare e diventò commentatore fisso per Channel Nine, dove raccontava i gran premi dal 1987 fino al 2002, anno in cui terminò la sua carriera a causa della perdita dei diritti di trasmissione da parte dell’emittente che interruppe il suo lavoro, salvo poi passare nel 2013 a Network Ten. Nominato membro dell’Ordine dell’Impero Britannico nell’anno della sua consacrazione, Alan – più di ogni altro – ha saputo leggere ed interpretare la freddezza di un ambiente apparentemente caldo e festaiolo.

Alan Jones, ecco le sue citazioni più famose

Parlando della morte, un rischio che all’epoca era latente, Jones aveva dichiarato: “Se dovessi morire il mio capo avrà un pensiero per me, ma poi si chiederà con chi sostituirmi”. Controcorrente anche la sua opinione sulla sicurezza: “Non vado sui circuiti per tenere conferenze sul tema. Altrimenti avrei fatto il politico”. Ma la battuta più famosa è rimasta questa: “La gente va sulle pista per godersi personalità, colore, dramma e corse, non un trenino in coda”. Ancora oggi Alan Jones rimane l’ultimo australiano a essere diventato campione del mondo di Formula 1.

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