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Arbitri, il dossier De Meo: dalle mail alla Procura Federale. Così il caso entrò nel fascicolo AIA – Le carte/Parte 3

Il dossier De Meo, terza parte: l’ex assistente che, come Domenico Rocca, denunciò nel 2023 un presunto sistema interno all’AIA

Arbitri, il dossier De Meo: dalle mail alla Procura Federale. Così il caso entrò nel fascicolo AIA – Le carte/Parte 3
Pasquale De Meo (Foto Ipa)

Affaritaliani ripercorre le tappe della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN: cosa è successo?

Il caos nel mondo arbitrale resta sospeso tra ricostruzioni ancora parziali e molto ancora da chiarire. Il caso che sta scuotendo l’AIA continua a tenere alta l’attenzione sulla gestione arbitrale degli ultimi anni, sulle designazioni, sui rapporti interni alla CAN e sul ruolo dei vertici tecnici.

Se tutto questo abbia inciso o meno sui campionati, e in che misura, spetterà eventualmente alla giustizia sportiva e ordinaria stabilirlo. Il caso di cronaca odierna, però, ha riaperto un tema già emerso in diverse ricostruzioni degli ultimi anni: tensioni interne al mondo arbitrale, gestione delle carriere, rapporti con i vertici tecnici, segnalazioni su presunte preferenze e vicende finite prima davanti agli organi federali e poi nel dibattito pubblico.

Affaritaliani prosegue il racconto della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN. Nei primi due capitoli abbiamo ricostruito lo spogliatoio di Milan-Empoli, le prime reazioni interne, il precedente del servizio NCC, la cena di Verona e il confronto di Coverciano con la Commissione CAN.

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Va ribadito: la vicenda fu esaminata dalla Procura Federale e archiviata, non essendo emerse, allo stato, fattispecie di rilievo disciplinare. Gli atti non ribaltano quell’archiviazione. Permettono però di ricostruire il percorso attraverso cui le segnalazioni di De Meo entrarono formalmente nel circuito federale.

Le comunicazioni del 14 aprile

Il 14 aprile 2023 è una data centrale. Dopo il confronto di Coverciano con la Commissione CAN, De Meo formalizza più comunicazioni.

Torna sulla vicenda Milan-Empoli, già segnalata con la mail dell’11 aprile a Domenico Celi, con Gianluca Rocchi in copia. Inoltre mette per iscritto anche il tema legato a Daniele Orsato e alla telefonata ricevuta dopo la gara di San Siro.

Sempre quella sera, alle 22:33, invia anche una richiesta di incontro ai vertici AIA. In quella comunicazione De Meo chiede un colloquio personale, spiegando di voler affrontare una situazione che, nella sua lettura, riguarda sia il piano umano sia quello tecnico e associativo.

Il 14 aprile, insomma, De Meo comincia a comunicare tutto agli organi dirigenziali. Mette tutto nero su bianco, invia più comunicazioni e prova a portare la vicenda all’attenzione degli organi associativi.

Il 15 aprile la segnalazione arriva alla Procura Federale

Il giorno dopo, 15 aprile 2023, la vicenda fa un altro passaggio. Non resta più soltanto nelle mail inviate da De Meo ai vertici AIA o nei colloqui interni alla CAN: arriva alla Procura Federale.

Nel provvedimento di archiviazione si legge che alla Procura viene trasmessa una comunicazione ricevuta da De Meo il 14 aprile. Insieme a quella mail ci sono anche alcuni allegati: screenshot WhatsApp, cronologie telefoniche e il Codice etico AIA. La segnalazione nasce proprio dal codice: dal dovere, previsto per gli associati, di riferire comportamenti ritenuti lesivi della reputazione o dell’immagine di altri appartenenti all’AIA. È su questa base che l’ex assistente dice di aver deciso di mettere tutto per iscritto.

De Meo non consegna solo un racconto verbale, ma una ricostruzione accompagnata da documenti. Messaggi, chiamate, mail e riferimenti regolamentari diventano il primo nucleo del fascicolo federale.

Il 20 aprile nasce il procedimento

Il procedimento viene iscritto il 20 aprile 2023 con il numero 901pf22-23. L’oggetto riguarda gli accertamenti sul contenuto dei messaggi intercorsi tra alcuni associati AIA in occasione della gara Milan-Empoli del 7 aprile 2023.

Sempre il 20 aprile, De Meo invia anche la relazione sul colloquio con la Commissione CAN.

In quella relazione De Meo ricostruisce il confronto di Coverciano dal suo punto di vista: il faccia a faccia con la Commissione CAN, il ruolo di Rocchi, gli interventi di Gervasoni, il tema del servizio NCC, la cena di Verona e le reazioni successive alla segnalazione su Milan-Empoli. Anche questi passaggi saranno poi esaminati dalla Procura Federale, che non li riterrà sufficienti, allo stato, per procedere disciplinarmente.

Le audizioni di maggio

Il 3 maggio De Meo viene convocato dalla Procura Federale. L’audizione si svolge il 4 maggio. In quella sede l’ex assistente viene ascoltato come persona informata sui fatti e produce anche documentazione collegata alla propria ricostruzione.

Nei giorni successivi vengono ascoltati anche gli altri componenti del team arbitrale di Milan-Empoli. L’8 maggio è la volta di Matteo Marcenaro, il 9 maggio di Antonio Rapuano, il 10 maggio di Luca Mondin.

Sono audizioni decisive per ricostruire il post-gara di San Siro. La Procura raccoglie le versioni di chi era presente nello spogliatoio e confronta il racconto di De Meo con quello degli altri componenti della squadra arbitrale.

Le altre audizioni e il percorso verso l’archiviazione

Tra fine maggio e agosto la Procura ascolta altri soggetti citati nella vicenda. Vengono sentiti Lorenzo Manganelli, Claudio Puglisi, Elenito Di Liberatore, Gianluca Rocchi, Daniele Orsato e Paolo Valeri.

Il fascicolo, quindi, si allarga. Dentro finiscono lo spogliatoio di San Siro, il confronto di Coverciano, la cena di Verona, il tema del servizio NCC, i messaggi, le telefonate e le versioni raccolte dalla Procura.
Il quadro che emerge dagli atti è doppio. Da una parte c’è De Meo, che racconta una serie di episodi letti come segnali di un clima interno sempre più pesante. Dall’altra ci sono le versioni di altri colleghi e figure tecniche, che in più passaggi ridimensionano i toni, parlano di confronti duri ma non intimidatori, di sfoghi o discussioni rimaste entro un limite non disciplinare.

Il quadro che emerge dagli atti è doppio. Da una parte c’è De Meo, che racconta una serie di episodi letti come segnali di un clima interno sempre più pesante. Dall’altra ci sono le versioni raccolte dalla Procura Federale, in cui diversi colleghi e figure tecniche ridimensionano i toni degli episodi.

Sul post-gara di Milan-Empoli, per esempio, nelle audizioni viene riferito che le frasi di Puglisi sarebbero state pronunciate “senza cattiveria o toni accesi”, come una “chiacchiera senza nessuna vis polemica” o come uno “sfogo” legato alla sua mancata valorizzazione. Anche sul confronto di Coverciano, la lettura della Procura resta prudente: toni accesi, sì, ma non sufficienti, secondo il provvedimento, a superare la soglia disciplinare.

Arbitri, il dossier De Meo: dalle mail alla Procura Federale. Così il caso entrò nel fascicolo AIA – Le carte/Parte 3
Estratto del provvedimento della Procura Federale: le versioni degli altri presenti nello spogliatoio di Milan-Empoli

È su questo equilibrio che si muove anche la Procura Federale. Prende in esame i fatti, ascolta diversi protagonisti, valuta le carte e alla fine decide di archiviare. Perché, secondo la Procura, allo stato non emergono elementi sufficienti per contestare violazioni disciplinari.

Dopo l’archiviazione arriverà la richiesta di accesso agli atti, la reiterazione della richiesta e quel “muro” che l’ex assistente racconta ancora oggi come uno dei punti di contatto con il caso Rocca. Sarà il passaggio conclusivo del dossier.

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