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gentle schiaccia

Dietro ad un grande allenatore c’è sempre un grande playmaker, dice una regola non scritta di questo sport. In effetti, dopo due gare di quarti di finale, le quattro coppie di match sembrano lanciare un messaggio preciso. Non sono gli uomini d’area a decidere gli incontri, ma quasi sempre i giocatori di piccola taglia.

Tutte le squadre che hanno giocato col favore del fattore casalingo (Milano, Varese e Sassari sono già sul 2-0 nella serie al meglio delle sette) lo devono principalmente ai loro giocatori esterni: i due Diener in Sardegna, Hairston, Jr Bremer e Gentile (davvero immarcabile quando è in campo) sotto la Madonnina, un monumentale Mike Green ed Ere (e Sakota, un lungo che colpisce prevalentemente dall’arco) al PalaWhirlpool, sono stati i veri protagonisti. Prevalenza del tiro da fuori e delle penetrazioni dei piccoli sono strane in un’annata in cui le squadre ad alto budget avevano preparato per l’EuroLega quintetti fisici per dominare le aree colorate con schiacciate ed halley hoop. E’ però comprensibile in un momento in cui l’Europa è un sogno perso per tutti e le partite per il titolo nazionale valgono doppio: così prevale chi gioca in casa e si affida a reparti non muscolari a più alto tasso tecnico.

Sono inutili le reazioni dei viaggianti in gara 2: la ex potenza Cantù prende un ventello a Sassari e nel secondo incontro combatte fino ai minuti finali, ma sembra inesorabilmente incapace di invertire l’inerzia; Varese inizialmente stacca a +18 Venezia ma soffre in gara 2, dove si prevale solo nel minuto finale; Milano stritola Siena con 103 punti in gara 1 ma vince la seconda dopo lo stress dei supplementari con un tiro di Jr Bremer ad un secondo e quaranta centesimi dalla fine. Sembrerebbe che almeno tre gare su quattro siano già orientate, mentre il modesto quarto tra le Roma e Reggio è in parità sull’1-1. Ma come segnala saggiamente Scariolo, coach di Milano, per vincere la serie bisogna andare a far punti fuori casa. E Cantù, anche solo per orgoglio, proverà a inventarsi qualcosa stasera nella sua NCG Arena. Martedì toccherà a Venezia provare a far rispettare il suo campo.

Siena, per invertire la tendenza, ha invece cominciato le grandi manovre politiche: domenica sera il giovane coach Luca Banchi in sala stampa ha contestato pesantemente l’operato degli arbitri. A suo parere Milano, sotto in gara 2 di tre punti a 14 secondi dalla fine dei tempi regolari, si è vista fischiare un fallo veniale di Ress sul tiro da tre di Hairston che ha permesso il pareggio sul 70-70 grazie alla freddezza ai liberi della guardia  di colore. Invece nell’ultimo secondo dei supplementari, al senese Bobby Brown che tentava il tiro del sorpasso dall’arco, gli stessi arbitri non hanno fischiato un fallo ben più netto: è stato così blindato l’81-79 finale. Ha fatto sensazione sentire l’allenatore toscano lamentarsi dell’arbitraggio, dopo 5 anni di “Effetto Minnucci”, come sono state definite le tante clamorose e favorevoli  decisioni dei giudici di gara nel corso di questo periodo di strapotenza federale del presidente senese e di titoli dei biancoverdi. Ma di sicuro gara 3 e 4 in toscana saranno delicate anche dal punto di vista delle performance degli arbitri già designati, (Taurino, Giansanti e Mazzoni martedì, poi  Cicoria, Weidmann e Sardella giovedì). Anche perché, nel fantabasket politico, dopo i fischi discussi di Milano già si comincia ad ipotizzare che nel palazzo si guardi con favore all’ipotesi di Gentile&Co campioni d’Italia dopo tanti anni di monopolio della squadra dell’ormai ex potenza bancaria Monte Paschi.

Tramano forse in Federazione ed in Lega, tremano realmente a Varese ed a Sassari, potenziali avversari in semifinale e finale dell’Olimpia del potente sponsor Armani. Milano, al netto dei fischi arbitrali, sta comunque portando in condizione i suoi talentuosi esterni: Gentile ed Hairston  (34 punti a testa nella somma delle due gare), in compagnia di Green e Bremer, attendono solo un supporto dai loro lunghi. E se i greci Bourousis e Fotsis sembrano ancora anestetizzati, sta portando molto entusiasmo e fisicità sotto le plancie lo show man inglese Pop Mensah Bonsu, da pochi giorni a Milano. Ne riparliamo venerdì, dopo le prossime due gare. 

(Pasquale Diaferia)

 

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