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di Pasquale Diaferia

Il navigato tecnico di Milano Scariolo l’aveva detto alla fine delle prime gare casalinghe, pur in vantaggio di 2-0: “Per vincere i play off ogni squadra deve andare a vincere almeno una volta in trasferta, rispettare il pronostico in casa non basta.” Chi si aspettava che Sassari, Milano e Varese chiudessero la serie vincendo facilmente nelle tane rispettivamente di Cantù, Siena e Venezia, si è dovuto ricredere. Al Pianella si è confermata la tradizione che vuole determinante il pubblico alla NCG Arena.

Cantù l’ha onorato ribaltando la serie con due bellissime vittorie col minimo scarto, impeccabili dal punto di vista dell’intensità e della difesa. E’ stata dura per Sassari: in gara quattro il cecchino Drake Diener (nella foto), per la prima volta dopo 16 mesi, ha interrotto la serie di 54 partite consecutive in cui è sempre andato in doppia cifra, segnando sempre almeno più di 10 punti. Trinchieri, che giocherà adesso la centocinquantesima consecutiva sulla panchina di Cantù, gongolava non solo per il recupero dell’infortunato Aradori: “Sul 2-2, è come se si rigiocasse un mini playoff al meglio delle tre. Abbiamo dimostrato che con noi i pronostici non sono mai scontati.”

Saranno fischiate le orecchie a Scariolo, sconfitto due volte di fila a Siena. In gara tre scarto pesante (92-73), nella quarta i biancorossi di Armani non hanno neanche superato i 70 punti segnati. Si tornerà in campo sabato sera, ma con qualche certezza in più in più per Siena: l’applicazione difensiva e la divisione su almeno sei uomini dei punti chiave permette ai Campioni d’Italia in carica di giocarsi alla pari il mini play off da tre. La pressione è tutta sulle spalle dei milanesi, che giocheranno gara cinque non al Mediolanum Forum, prestato ai concerti, ma a Desio. Chissà se lo snobissimo pubblico milanese riempirà l’impianto brianzolo: l’Olimpia sembra aver perso la spinta propulsiva di Gentile e l’unica buona notizia è il recupero di Langford, fino ad ora in ombra.

Chi pensava ad una facile cavalcata, adesso dovrà soffrire. Sono sul 2-2 anche Roma e Reggio. Entrambe hanno vinto una gara fuori casa, ma sembra più determinante il blitz a Reggio ieri della Virtus, che dopo la prima netta sconfitta per venti punti (89- 69), ha recuperato gli infortunati Taylor e Lawall ed è riuscita ad imporsi 68-71. Si ritorna stasera nella capitale, in quella che fin dall’inizio veniva percepita come la serie più equilibrata ed incerta. Che i pronostici tecnici fossero destinati a saltare lo si è visto ieri sera a Venezia. Varese, l’unica delle otto sul 3-0 dopo la netta la vittoria fuori casa di martedì (79-93 ), era attesa al passaggio in semifinale, dove attendere con calma la vincente tra Siena e Milano. Ma si sono riconfermate ancora le parole d’apertura di Scariolo: vincere una volta fuori casa deve essere considerato positivo, inutile pensare che chi gioca davanti al proprio pubblico attenda inerme il colpo di grazia.

Di sicuro non i ragazzi di Mazzon: con puro orgoglio hanno sfoderato una partita esemplare. Spesso in vantaggio di oltre venti punti sulla capolista della regular season, Diawara (14), Young (16), e soprattutto un ritrovato Kiki Clark (18), hanno crocifisso la difesa varesina, per la prima volta evanescente. Sabato si torna a Masnago: i ragazzi di Vitucci sono gli unici che possono chiudere la serie e sfruttare al massimo un incasso che tutti si aspettano record. Ma ancora una volta le società avrebbero volentieri rinunciato a qualche euro, davanti alla prospettiva di non giocarsi anche i quarti al meglio delle sette gare. Un impegno sfibrante, forse anche masochistico, deciso nei palazzi del potere. Ma già nei prossimi giorni infortuni e stanchezza potrebbero condizionare queste finali: Anche se non mancano emozioni ed equilibrio, siamo certi che l’esperimento verrà riconsiderato.

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