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Sport

di Pasquale Diaferia

Gli accoppiamenti delle semifinali che assegnano lo scudetto 2012/13 sono stati definiti, dopo le ultime emozionanti gare. Varese, già qualificata da sabato scorso, incontrerà Siena, che si era guadagnata il diritto di giocare lo spareggio gara 7 di ieri contro Milano. Dopo essere stata sempre in svantaggio nella serie (0-2 e poi 2-3) e dopo il pareggio in una gara6 tiratissima (72-66) e dominata dalla personalità di Hackett, la squadra di Banchi, nella gara decisiva al Mediolanum Forum, ha condotto i giochi fin dall’inizio: 4-13, con tre triple su tre nei primi sessanta secondi.

Uno scatto che ha concesso ai toscani un vantaggio fino al termine (80-90), mantenuto con una difesa arcigna, il cinico pragmatismo del gruppo, e con un attacco-spettacolo del solito Daniel Hackett (25 punti, 9 falli subiti), che supera la prestazione di gara6 e lo conferma ancora una volta come valore aggiunto di questa squadra. I toscani avranno deluso in Europa, ma hanno già vinto la Coppa Italia e si avviano ad essere i favoriti per il titolo 2013. Il coach senese attribuisce il ritorno al successo dei suoi alle 4 settimane di allenamenti tra l’eliminazione in Eurolega e l’inizio dei playoff: “Una vittoria chiara e limpida legata al lavoro di ricostruzione che ci ha permesso di superare un periodo difficile.”

Daniel Hackett ape

Adesso Siena diventa terribile avversario di semifinale per una Varese che è già stata sconfitta dai toscani due volte, una in regular season ed una, ben più pesante, nella finale di Coppa. Milano, come nelle altre competizioni, lascia il campionato al primo ostacolo di selezione. I giocatori sono usciti in fila indiana a testa bassa, stringendo la mano ad un Giorgio Armani incupito dall’ennesima delusione. Lo stesso stilista si sarebbe invece commosso subito per le manifestazioni di affetto dei tifosi che gli urlavano dalla curva: “Giorgio, non lasciarci.” Nello stesso momento, coach Scariolo schivava le domande sul suo domani e si complimentava con gli avversari. Ma di sicuro il nodo di come si programmerà il futuro della Milano del basket andrà sciolto molto in fretta.

Non è più pensabile di trovarsi di nuovo, dopo investimenti ingenti, con una squadra che per stessa ammissione di Scariolo ha “un peccato originale nella scarsa potenzialità difensiva.” L’allenatore ha concluso: “Mi assumo le mie responsabilità, per quel che mi compete.” Ma la sensazione è che la resa dei conti non coinvolgerà solo la parte tecnica. Dall’altra parte del tabellone Roma incrocerà in semifinale Cantù, dopo aver vinto lo spareggio di gara7 in casa contro Reggio Emilia, senza esitazioni e sempre in vantaggio (72-59). Tutto sommato viene rispettata la previsione che dava la Virtus di coach Caivani più solida degli emiliani, nonostante un commovente Cinciarini (23 punti nell’ultimo match). Ma con Lawall, GigiDatome e Goss in grande spolvero (45 su 72 punti arrivano dal terzetto) e la guida sicura di Taylor, la Virtus può affrontare con serenità una semifinale impegnativa con un avversario inatteso.

Cantù infatti fa il miracolo, capovolge i pronostici e si guadagna la serie di ammissione alla finale battendo Sassari, seconda nella classifica della regular season. La vittoria in gara 7 in Sardegna di martedì sera (95-97), ma soprattutto quella precedente in casa di domenica scorsa (87-84), dove gli uomini di Trincheri erano sotto 61-70 a sette minuti dalla fine, sono figlie di energie psichiche recuperate davvero in cantina e quasi inattese dopo una stagione disastrosa. Un magnifico Aradori e un grande Joe Ragland, permettono ai brianzoli di vincere le tre gare in casa e di allungare la serie fino allo spareggio di gara7 a Sassari. Cantù manda i padroni di casa sotto per 2-18 in due minuti. Innervositi dalla pressione, i cecchini sardi tirano male e si sfiniscono nell’inseguimento: dal massimo svantaggio (73-88 a metà ultimo quarto) arrivano fino al sorpasso (95-94) a 29 secondi dalla fine. Sembra il momento decisivo del match.

Invece Thyus e Ragland mettono i 4 liberi finali per Cantù. Brian Sacchetti invece, dopo una stagione esemplare, manca proprio l’ultima tripla della vittoria, esattamente come 48 ore prima a Cantù in gara6. E’ la crudeltà dei match decisivi del basket, dove con l’ultimo tiro puoi passare alla Storia. Ma se lo manchi, vieni eliminato da quella storia. E adesso prepariamoci ad un week end emozionante con le gare1 di semifinale. (pasquale diaferia)

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