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di Pasquale Diaferia

Nella decisiva gara5 casalinga di sabato Varese batte 84-75 Venezia (4-1 nella serie). Micidiale il pacchetto dei 4 lunghi biancorossi: Sakota devastante con 23, Dunston 10, Ivanov 10, Polonara 9. Nel primo tempo realizzano addirittura 32 dei 51 punti varesini. La prima gara non decisa dagli esterni di Vitucci certo è favorita dall’assenza del forte polacco di venezia, il 2.09 Szewczyk. I lagunari hanno onorato la serie, con cinque gare impeccabili. Ma come ha ammesso anche l’allenatore Mazzon, i varesini sono stati superiori, efficaci e continui.

Dusan Sakota, Lamont Mack ape

La gioia di Vitucci, il coach che ha dominato la regular season e riportato Varese alla qualificazione all’EuroCup, è contenuta: “Non siamo i migliori, ma stiamo dimostrando di essere squadra. Arrivare qui era l’obiettivo massimo che ci eravamo dati. L’abbiamo raggiunto: adesso aspettiamo di sapere chi saranno gli avversari.” Si saprà forse lunedì sera, quando Milano proverà in gara 6 di violare il terreno di gioco di Siena. Questo sabato, i ragazzi di Scariolo hanno strapazzato 82-67 il Monte Paschi, finalmente con una prestazione importante del lungo greco Bourousis (18 punti).

In caso di vittoria di Siena, invece, si tornerà mercoledì nella decisiva, e probabilmente sfinente, gara 7 ad Assago. Un altro eventuale piccolo vantaggio in semifinale per i già qualificati della Cimberio, che useranno tutta la settimana per riposarsi. Dall’altra parte del tabellone, Sassari, Cantù, Roma e Reggio giocheranno gara7. L’equilibrio era garantito tra Roma e la giovane Reggio. Roma venerdì si era portata in vantaggio 3-2 nella serie dopo la partita casalinga (74-69). Il match di domenica sera è stata la sintesi di ciò che le due squadre hanno messo in scena in questi giorni. Roma, dopo un vantaggio corposo di 15 punti, poteva gestire partita e passaggio del turno. Ma un recupero di Reggio nei minuti finali, con Donald Taylor che saliva in cattedra per gli emiliani (22 i punti finali), consentiva io sorpasso (91-82) ed il pareggio sul 3-3. Inutile per Roma la consueta prova maiuscola da 23 punti di Gigi Datome.

Stessa meccanica tra Cantù e Sassari. I sardi hanno dominato la gara casalinga di venerdì. Il canturino Thyus fa doppia doppia con 12 rimbalzi e 13 punti, ma non basta. I ragazzi di Trinchieri straperdono 81-58: sono sulle gambe, non riescono a segnare che 16 punti nei 20 minuti finali. Sul 3-2, ci si aspetta dunque il crollo finale nel match al Pianella, domenica sera. Invece, giocando sui nervi ed accompagnata da un tifo caldissimo, Cantù lotta punto a punto: in vantaggio fino al terzo quarto, scivola 59-64. Poi crolla 61-70, penalizzata da un tecnico e da un antisportivo, entrambi molto discutibili. A tre dalla fine, girandola di emozioni: Cantù si rialza e supera gli uomini di Sacchetti, bloccati a quota 77 da 180 secondi di errori al tiro. Poi il pasticciaccio al termine di una convulsa azione: prima gli arbitri fischiano un fallo a Thyus su rimbalzo difensivo contro Gordon, dopo l’ennesimo errore di Drake Diener (1/6 da tre, il cecchino soffre il pubblico brianzolo).

Poi, tra proteste, ripensamenti, oggetti lanciati in campo ed oltre due minuti di fermo del gioco, invertono la chiamata: assegnano due liberi al centro canturino. La squadra di Trinchieri da 78-77 vola fino a 85- 77. Poi si pianta ancora. Un altro discutibile antisportivo offre due liberi a Brian Sacchetti: li sbaglia entrambi. Si rifarà qualche secondo dopo, con la tripla del 85-84 a 24 secondi dalla chiusura. Quindi altri tre errori consecutivi dei sardi, due di Drake Diener e uno ancora di Sacchetti, mentre un monumentale Aradori (26 i punti totali, irresistibile in tutti i fondamentali d’attacco) chiude la sua maiuscola prestazione con i due liberi dell’87-84 finale per Cantù. Sassari spreca il match ball: martedì giocherà in casa sul 3-3, con tutta la pressione della seconda in classifica che non ha avuto killer instinct. Trinchieri gongola e gigioneggia: “L’obiettivo era allungare la serie. Giocare gara7 è già una vittoria per noi, decisamente inferiori.” Meo Sacchetti invece ha una battuta che è già titolo: “Se fossimo arrivati al finale in vantaggio, non ci avrebbero fatto vincere. Sarebbe stata sospesa la partita.” Normalmente, inevitabile squalifica per parole di questa gravità. Ma ormai la federazione è come gli arbitri: da entrambi non ci aspettiamo più né decisioni ferme, né definitive.

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