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Papa Bergoglio perdona, Maradona no. Francesco “sponsor” della nazionale Argentina

Di Antonino D'Anna

Definirla geniale è poco. Poi si può discutere del gusto o meno, ma è una pubblicità sensazionale. Stiamo parlando di “Jogo Bendito” (Gioco Benedetto, e qui chissà se c'è anche un accenno a Benedetto XVI, il Papa Emerito), la serie di spot che la tv argentina TyC ha dedicato al prossimo Mondiale 2014. Tre spot andati in onda in Argentina e soprattutto immediatamente diventati famosi nel web.
Nel primo il Papa, ripreso dal vivo alla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro dell'estate scorsa in compagnia del cerimoniere Guido Marini, si sporge a guardare in giù: ecco Sergio Aguero, il numero 16, che saluta. E Francesco ricambia il saluto con il suo gesto del pollice alzato, poi in brasiliano dice: “Il Papa è con voi”. Ovviamente le immagini di Aguero sono montate sul filmato originale.

Andiamo avanti: nel secondo spot ecco una concitata azione dell'Argentina contro il Brasile commentata da un telecronista carioca. Leo Messi è in attacco, scarta gli avversari e segna. Stacco, ecco di nuovo Jorge Mario Bergoglio che si porta la mano all'orecchio un po' alla Luca Toni e commenta: “Todos en silencio”, tutti in silenzio (e vorremmo ben dire, essendo poi un Argentina-Brasile, con i biancocelesti acerrimi nemici calcistici dei verdeoro).

Il terzo spot è ancora più spettacolare. Stavolta è un passo dell'omelia tenuta dal Papa a Rio: “Il Signore ci chiama (inquadratura del CT Alejandro Sabella, N.d.R.), chiama voi, voi, voi, ama tutti ci chiede che siamo suoi discepoli, che giochiamo nella sua squadra. Non siamo mai soli: nella buona e nella cattiva sorte. So che voi puntate in alto, non abbiate paura! I carioca ricevono bene (e qui si vede un gol dell'Argentina ai danni del Brasile, N.d.R.), questi cristiani sono pura apparenza. Ora pensate a tre immagini (i Mondiali vinti nel 1978 e 1986): il futuro è nelle vostre mani (Leo Messi, N.d.R.), che si esca fuori. Che si vada a fare casino (hacer lio, N.d.R.) a Rio, però casino: siate protagonisti, andate avanti, ancora avanti. Il Papa è con voi!”.

Commento finale allo spot: “Se un argentino ha fatto questo in Brasile, figuratevi 23”. Parole sante, è il caso di dirlo. Del resto il Papa stesso ha saputo giocare sul calcio e la fede: appena arrivato in Brasile quest'estate ha così commentato con una giornalista carioca: “Volevate anche il Papa?”. Si riferiva ai giornali brasiliani che, avendo dato per papabile il cardinale brasiliano Odilo Pedro Scherer, si erano consolati dopo l'elezione titolando: “Dio è brasiliano”. Dal canto loro gli argentini sostengono che il Dio del Calcio sia tale Diego Armando Maradona, il “figlio” un certo Leo Messi e che quindi per completare la “tripletta” ci voleva anche il Papa argentino. Ma arrivano tardi: già il monumentale Luigi Necco, immenso inviato negli Anni Ottanta del 90° minuto di Paolo Valenti, aveva avuto modo di affermare che: “San Gennaro perdona, Maradona no”. Parole sante pure queste, è il caso di dirlo.

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