Diana Bianchedi lascia l’incarico di capo delegazione della Nazionale a meno di due mesi dalla nomina. La decisione arriva dopo le dichiarazioni del ministro per lo Sport Andrea Abodi e le polemiche nate intorno al doppio ruolo dell’ex schermitrice, impegnata anche come vicepresidente vicario del Coni.
Bianchedi lascia il ruolo dopo il richiamo di Abodi al rapporto fiduciario nella Giunta Coni
Bianchedi era a Coverciano con gli azzurri quando sono arrivate le parole di Abodi. Il ministro era intervenuto dopo la Giunta Coni dedicata al commissariamento della Federazione Pesistica, durante la quale Bianchedi e il vicepresidente Marco Di Paola avevano espresso le proprie perplessità prima del voto finale unanime. Abodi aveva richiamato il rapporto tra il presidente del Coni e i suoi vicepresidenti: “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario”.
Poche ore dopo, Bianchedi ha comunicato la propria decisione. L’incarico di capo delegazione le era stato affidato il 9 agosto, mentre la permanenza effettiva al fianco della Nazionale è durata soltanto pochi giorni. Nella nota con cui ha annunciato le dimissioni, l’ex campionessa olimpica ha collegato direttamente il passo indietro alle dichiarazioni del ministro:
“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro Abodi e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa, rassegno le mie dimissioni da capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche”.
Bianchedi ha poi ringraziato squadra e commissario tecnico “per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere”.
La nomina di agosto e le tensioni sul doppio incarico
La scelta di Bianchedi come capo delegazione era stata annunciata ad agosto. Il contemporaneo incarico al Coni aveva però alimentato discussioni sulla compatibilità dei due ruoli e portato a verifiche istituzionali. Le tensioni sono aumentate con le discussioni interne alla Giunta Coni e con il confronto sul possibile commissariamento della Figc. Bianchedi ha deciso di rinunciare all’incarico con la Nazionale anche per evitare che quelle polemiche coinvolgessero direttamente gli azzurri.
Il ministro ha accolto le dimissioni con stupore, sostenendo che le proprie dichiarazioni non fossero rivolte ai valori personali dell’ex schermitrice. Sul commissariamento ha aggiunto: “Non c’è un tema né personale né politico. È il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni stesso: deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale”. Abodi ha escluso conseguenze anche per il commissario tecnico Roberto Mancini: “Mancini può e deve lavorare con tranquillità, il suo lavoro non è in discussione”.
Bianchedi continuerà ora il proprio lavoro come vicepresidente vicario del Coni. La Nazionale perde invece il capo delegazione scelto ad agosto proprio mentre il confronto tra Coni e Figc continua a occupare gli organi della governance sportiva.


