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Calciomercato, le big pronte all’estate: al Milan nessuno è intoccabile, l’Inter sogna Nico Paz. La Juve rischia senza Champions. Conte resta a Napoli?

Calciomercato, le big pronte all’estate: al Milan nessuno è intoccabile, l’Inter sogna Nico Paz. La Juve rischia senza Champions. Conte resta a Napoli?
Igli Tare

Inter, il sogno Nico Paz e il caso Bastoni: Chivu cerca i colpi per riaprire il ciclo

L’Inter fresco vincitore del Double, scudetto e Coppa Italia, ha ritrovato forza interna e un gruppo unito con Cristian Chivu e ha una struttura dirigenziale solida, che da anni sa muoversi prima degli altri. Ma proprio per questo il mercato nerazzurro non può limitarsi alla festa. La domanda quindi è: quali colpi servono per riaprire davvero il ciclo anche in Champions?

Un tassello è già sistemato. Manuel Akanji resterà all’Inter dopo l’obbligo di riscatto scattato con lo scudetto. È stato uno dei difensori più importanti della stagione, inserito subito in un reparto che aveva bisogno di affidabilità, esperienza e personalità. La difesa, però, resta un settore da monitorare, anche perché il mercato europeo guarda sempre ai big nerazzurri.

Il sogno si chiama Nico Paz. È il nome che cambierebbe anche l’abito tattico dell’Inter, perché darebbe a Chivu un giocatore tra le linee, capace di alzare la qualità e aprire soluzioni diverse rispetto al 3-5-2 più classico. Non è un’operazione semplice, anche per la posizione del Real Madrid, non solo continuità, anche più fantasia e più imprevedibilità per consegnare al mister un fantasista che ai nerazzurri manca da un po.

Sulla fascia il profilo cercato è il giovane italiano Marco Palestra dell’Atalanta, autore di una stagione superba in prestito al Cagliari. Italiano, di prospettiva, identikit indicato più volte da Marotta. Il prezzo è alto e la concorrenza può complicare tutto, ma il nome piace perché unisce prospettiva futuro e utilità immediata. Dietro, tra i profili per ringiovanire il reparto, c’è anche Tarik Muharemovic, altro nome da seguire in un mercato che dovrà dare a Chivu più freschezza e più alternative.

C’è poi il nodo portiere. Yann Sommer difficilmente accetterebbe un ruolo da vice e l’Inter può confermare Josep Martinez come titolare, affiancandogli un profilo di esperienza. Tra i nomi circolati ci sono Ivan Provedel, Kepa e David De Gea. Non è la parte più glamour del mercato, ma può diventare decisiva se Chivu vuole una squadra più aggressiva e più alta.

In uscita, il nome potrebbe essere quello di Dumfries. Se dalla Premier dovessero arrivare offerte vere, l’Inter potrebbe ragionare sulla cessione per finanziare altri colpi. Anche alcuni giocatori a fine ciclo rientrano nel ricambio naturale: Acerbi, Darmian, De Vrij fra tutti.

Il profilo più delicato, però, è quello di Bastoni. Il Barcellona lo segue e l’interesse non lascia indifferenti, anche perché il difensore arriva da una stagione più complicata del previsto, tra qualche passaggio a vuoto e un rendimento meno dominante rispetto agli anni migliori. L’Inter non lo considera in vendita, ma davanti a un’offerta solida sarebbe costretta almeno ad aprire una riflessione. Restano centrali al progetto Barella, Lautaro, Thuram e Dimarco: nessuna rivoluzione, però nessuno può considerarsi intoccabile per principio, capitan Lautaro e Dimarco a parte .

Milan, Allegri e Tare davanti al bivio: gli intoccabili non sono più intoccabili

Il Milan arriva al mercato con una parola che pesa più di tutte: valutazioni. Non solo sulla panchina di Allegri, ma anche sulla linea tecnica e dirigenziale. Igli Tare è dentro una società sotto pressione, con Furlani nel mirino della contestazione e Casa Milan chiamata a ricompattarsi. Prima ancora dei nomi, il club deve chiarire chi decide davvero il mercato.

In attacco resta da capire se il Milan cercherà una punta diversa. A gennaio era circolato il nome di Jean-Philippe Mateta, profilo fisico, capace di riempire l’area e dare soluzioni diverse rispetto agli attaccanti più mobili. Non è detto che sia lui il nome dell’estate, ma racconta bene il tipo di giocatore che potrebbe servire a una squadra spesso troppo legata agli strappi dei singoli. Sullo sfondo restano Lewandowski e Vlahovic, per ora senza svolte decisive.

Il capitolo uscite è ancora più delicato. Rafael Leao non è più intoccabile come prima. Resta il giocatore più elettrico della rosa, ma anche quello con più mercato e più discussioni addosso. Se arrivasse un’offerta importante, il Milan potrebbe almeno sedersi. Non significa svenderlo. Significa prendere atto che, dopo una stagione piena di fischi e contestazioni, nessuno può essere fuori dal ragionamento cessione.

Stesso discorso, con sfumature diverse, per Mike Maignan. Nonostante sia fresco di firma, il portiere resta un profilo internazionale, ma contratto, rendimento e mercato estero lo tengono dentro le valutazioni. Anche Pulisic, Santiago Gimenez e Nkunku sembrano essere in dirittura d’arrivo. Non sono tutti sul mercato allo stesso modo, per lo statunitense c’è margine per restare a meno che non arrivi un’offerta irrinunciabile, ma Allegri si aspetta continuità, gol e peso nelle partite che contano cosa che quest’anno non è arrivata.

In mezzo al campo il Milan ha tanti nomi e poche certezze. Fofana, Rabiot, Ricci e Modric (da valutare il suo rinnovo) possono essere la base di una squadra più fisica e più ordinata, ma andrà capito chi sarà davvero centrale e chi invece finirà dentro gli incastri del mercato. Fofana e Jashari non hanno convinto e per loro si attendono offerte. Fari puntati su Goretzka, che nel weekend ha alzato la Bundesliga con il gentile omaggio di capitan Neuer. Il tedesco non sarà più un giocatore del Bayern e i rossoneri guardano con molto interesse al profilo del centrocampista.

Dietro, De Winter, Tomori, Pavlovic, Gabbia, Bartesaghi e Athekame raccontano di un reparto da sistemare. L’unico salvo è Pavlovic autore di una ottima stagione. Il profilo più caldo è quello di Gila, in scadenza con la Lazio e seguito con attenzione dal club rossonero, ma senza Tare si potrebbe virare altrove.

Il rischio, per il Milan, è quello di un mercato a metà, non abbastanza importante per cambiare definitivamente marcia e non abbastanza coraggioso per rompere davvero con il passato. Le proteste dei tifosi e il calo nella seconda parte di stagione hanno aperto una crepa importante. Ora tocca alla società scegliere se sanare il rapporto con qualche ritocco o se mantenere la linea della sostenibilità economica contestata dal tifo.

Napoli, tutto passa da Conte: Lukaku ai saluti e mercato appeso alla panchina

A Napoli il mercato parte da Antonio Conte. È lui la prima domanda. Il gruppo, almeno nelle parole del capitano Di Lorenzo, non vive l’incertezza dall’interno. Fuori, però, il tema c’è. Conte resta un allenatore che sposta molto: ambizioni, mercato, richieste, gestione della rosa. Se resta, il Napoli dovrà dargli una squadra pronta per competere di nuovo e da subito. Se va via, cambierà anche il modo di costruire la prossima stagione.

Il caso Lukaku sembra invece molto più indirizzato. Il belga è sempre più lontano da Napoli e probabilmente anche dalla Serie A. Le piste più citate portano all’estero: Arabia, Stati Uniti, Turchia, Belgio o altri campionati fuori dal giro delle big italiane. Il Napoli valuta il cartellino intorno ai 10 milioni di euro, ma la sensazione è che la storia sia arrivata al capolinea.

Lukaku era stato un uomo di Conte, un attaccante scelto anche per peso, esperienza e conoscenza del gioco del tecnico. Se esce lui, cambia il piano offensivo. Il Napoli dovrà cercare un centravanti diverso, e dovrà farlo senza perdere il controllo del resto della rosa, tra rinnovi, possibili cessioni e necessità di aggiungere qualità.

Juventus, senza Champions cambia tutto: Vlahovic in stallo, Alisson il grande nome tra i pali

La Juventus è la squadra con il mercato più condizionato dagli ultimi 90 minuti di campionato. La corsa Champions è appesa a un filo: i bianconeri devono vincere il derby col Torino, sperare che una tra Roma e Milan non vinca e che il Como non faccia bottino pieno. Una missione complicatissima. Non ancora chiusa, ma oggi molto vicina al fallimento.

Il problema è che senza Champions cambia tutto. Cambia il budget, cambia l’appeal, cambia la forza nelle trattative. Restare fuori dalla massima competizione europea significa perdere almeno 70-80 milioni di euro tra premi UEFA, botteghino, market pool e ricadute commerciali. Soldi che alla Continassa erano già entrati, almeno in parte, nei ragionamenti sul prossimo mercato.

Bernardo Silva è il nome che racconta meglio questa situazione. Il portoghese è un’occasione di livello altissimo, in uscita dal Manchester City e seguito da tempo. Ma un’operazione del genere ha bisogno della Champions e di un progetto credibile. Senza il torneo più ricco d’Europa, l’offerta economica da sola rischia di non bastare.

Diverso il discorso per Alisson Becker. Il portiere brasiliano del Liverpool, ex Roma, resta un nome pesantissimo per la Juventus. Secondo La Gazzetta dello Sport avrebbe già un accordo di massima per un contratto triennale e sarebbe disposto anche ad accettare un anno di Europa League, a patto di entrare in un progetto costruito per tornare subito a lottare per lo scudetto. Operazione difficile, costosa, ma non necessariamente legata solo alla qualificazione Champions.

Ci sono poi le idee di contorno, che poi, tanto contorno non sono. Tijjani Reijnders, finito ai margini al Manchester City, sarebbe un profilo già pronto per la Serie A e che la Juve sta osservando molto da vicino.

Poi c’è il capitolo cessioni. Senza Champions, qualche sacrificio diventerebbe quasi inevitabile. Gleison Bremer piace da tempo in Premier League e ha già fatto capire di voler competere anche in Europa ad alto livello. Se arrivasse un’offerta forte, la Juve dovrebbe ascoltarla. Occhio anche a Khéphren Thuram e Francisco Conceição, entrambi con estimatori in Inghilterra. Non saranno venduti tutti, ma uno o due addii pesanti potrebbero servire per finanziare il mercato.

Altro dossier importante è quello di Dusan Vlahovic. Il rinnovo è fermo e senza i soldi della Champions diventa ancora più difficile avvicinarsi alle richieste del serbo. L’ad Comolli non si è spinto oltre i 6 milioni più bonus, cifra lontana dalle aspettative dell’attaccante. Vlahovic ha 26 anni, vuole sentirsi centrale e soprattutto vuole giocare la Champions da protagonista. Guardarla da casa, in piena maturità calcistica, non è esattamente il miglior argomento per convincerlo a restare.

Il solo nome davvero intoccabile è Kenan Yildiz. La Juventus lo considera il volto del progetto, il giocatore da proteggere e da mettere al centro del nuovo ciclo. Tutto il resto dipenderà dalla solita Champions, dai conti e dalla capacità della dirigenza di non trasformare un mancato quarto posto in una smobilitazione tecnica, anche perché sul turco sono cominciate a circolare le voci di un interesse del Real Madrid, e si sa che quando il Real chiama…

La prossima estate rischia di essere una delle più decisive degli ultimi anni per le big italiane (e c’è il mondiale di mezzo). Il Milan deve capire chi è davvero da Milan. L’Inter deve vincere la tentazione di sentirsi già a posto. Il Napoli deve sciogliere il dilemma Conte prima di tutto. La Juventus deve sperare nella difficilissima qualificazione in Champions per non trasformare i sogni in rimpianti.

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