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Sport
Calendario, team e piloti da tenere d'occhio: come cambiano MotoGP e F1
Charles Leclerc durante le qualifiche del GP di Melbourne 2019 (LaPresse)

Di Lorenzo Pastuglia (@pastu_jami22)

Sicuramente essere un rappresentate di Fim, Irta, Dorna, Liberty Media o Fia ora come ora non è proprio bello. Per farla breve: sono le massime organizzazioni che controllano MotoGP e Formula 1. Il coronavirus ha stravolto all'improvviso, in maniera aggressiva e distruttiva, i piani sportivi e non di un intero mondo. E a farne le spese, oltre a campionati vari, Europei e Olimpiadi, sono anche i Mondiali dedicati ai motori (inclusa la Superbike e le altre categorie). È di giovedì la notizia del rinvio del GP di Jerez per le due ruote, arrivato tre giorni dopo quello di Azerbaigian in F1. E così, tra cancellazioni, cambi di programma e nuovi conti alla mano da fare, si è costretti a rivedere il calendario di entrambi i campionati. Al momento si è corso solo il GP di Losail (Qatar) per le classi Moto 2 e 3 lo scorso 8 marzo; mentre Valentino Rossi, Marc Marquez, Charles Leclerc, Sebastian Vettel e rispettivi colleghi sono dovuti tornare mestamente nelle loro case ad aspettare tempi migliori. Se i Gran Premi di Argentina, Thailandia e Spagna sono stati rinviati in MotoGP, nelle quattro ruote il GP d'Australia (15 marzo) è stato cancellato a pochi giorni dal via dopo la positività di un meccanico della McLaren. Così come è toccato dopo anni di gloria allo storico GP di Montecarlo, mentre sono stati rinviati quelli di Cina, Bahrain, Vietnam, Spagna, Olanda e Baku. Insomma, stilare un nuovo programma ora come ora è impossibile. E se appare molto probabile che anche la gara in Francia (17 maggio), e forse quella al Mugello il 31/07, potrebbe non corrersi per Rossi e compagni, le prime due date utili potrebbero essere il GP di Catalogna (a Barcellona, il 7 giugno) o quello di Germania, al Sachsenring, il 21 dello stesso mese. In F1, invece, il primo appuntamento in programma al momento è il GP di Canada del 14 giugno. Per l'occasione c'è un 50 per cento di probabilità che si corra con le autorità che prenderanno una decisione a cavallo tra Pasqua e inizio maggio. Intanto, per capire di più quanto ora sia tutto fermo, le casse con moto, pezzi e strutture dei piloti di Moto 2 e 3 sono ancora ferme in Qatar.

LP 10387533Charles Leclerc e Lewis Hamilton (LaPresse)

F1, le scuderie che possono rinforzarsi con la sosta 

Stop vuol dire anche "aiuto prezioso" per alcuni team di F1. C'è una Mercedes che ha stupito già nei test invernali e che potrebbe lavorare per migliorare velocità e difetti di affidabilità della power unit, una volta terminata la quarantena di 14 giorni autoimposta nella fabbrica di Woking al rientro dall'Australia. Ma c'è anche una Ferrari, spiega il sito the-race.com, che d'altra parte potrebbe sfruttare al meglio la sospensione per lavorare allo svantaggio creatosi dalla Mercedes nei test invernali di Barcellona. Il team principal del Cavallino, Mattia Binotto, lo ha già fatto capire a più riprese:  anche se i long run erano buoni (seppur non eccelsi), il distacco dalla scuderia inglese campione del mondo è comunque netto. Dunque, queste settimane di lavoro a Maranello sono da sfruttare più che mai: meglio recuperare ora, piuttosto che già con un distacco importante in classifica come lo scorso anno. Così come potrebbe fare la Renault per avvicinare la vettura alle prime del Circus e migliorare ancora i tempi visti durante i test in Spagna, già più soddisfacenti rispetto a quelli del 2019. E c'è un Daniel Ricciardo da convincere per rimanere anche nelle prossime stagioni (il suo contratto scade a fine 2020). La sosta, infine, potrebbe aiutare anche Haas, WilliamsAlfa Romeo, che, seppur con budget limitati, possono cercare di trovare il giusto bilanciamento tra risorse in essere e punti deboli.

Rossi-MarquezMarc Marquez e Valentino Rossi (LaPresse)

È tempo di allenarsi (e rinforzarsi) anche in MotoGP

In MotoGP chi può sfruttare al massimo la pausa è sicuramente Marc Marquez. Lo spagnolo, non al meglio fisicamente durante i test invernali di Sepang, può recuperare completamente dall'intervento di fine novembre scorso alla spalla destra, conseguenza di una caduta durante le prove spagnole di Jerez che gli ha causato una sublussazione. Invece a chi potrebbe non far benissimo la sosta sono YamahaDucati. La scuderia di Iwata è andata subito forte in Malesia sia con Valentino Rossi (all'ultimo anno con il team ufficiale) che con Maverick Viñales. Lo stesso il team satellite con i buoni i tempi di Franco Morbidelli e Fabio Quartararo. Quella di Borgo Panigale pure: un peccato soprattutto per Andrea Dovizioso, che con una partenza a razzo poteva approfittarsi di un Marquez non al 100 per cento. In caso lo spagnolo vincesse l'ennesimo titolo, il quinto consecutivo, aggancerebbe Rossi a quota nove. Resta infine da capire cosa ne sarà di Andrea Iannone. Il verdetto della Corte Disciplinare Internazionale della Fim deve ancora arrivare. L'abruzzese era stato trovato positivo dopo lo scorso GP di Malesia per aver assunto una sostanza vietata, il drostanolone, rientrante nella categoria degli steroidi, e per l'occasione la Federazione Motociclisti Internazionale lo aveva sospeso in attesa della sentenza. Tornerà in pista oppure verrà colpito con un verdetto duro? Tutto è ancora in sospeso.

GiovinazziAntonio Giovinazzi, pilota Alfa Romeo (LaPresse)

Quattro piloti da tenere sott'occhio nel 2020

In attesa che l'incubo coronavirus finisca e si possa tornare a far rombare i motori, quest'anno quattro piloti saranno chiamati a stupire e a migliorare quanto fatto vedere nella scorsa stagione. In Formula 1 i nomi sono quelli di Charles Leclerc e Antonio Giovinazzi. Il giovane monegasco ha stupito tutti nel 2019, vincendo di netto il confronto con il compagno di team Sebastian Vettel, probabilmente all'ultimo anno con la Ferrari. E quest'anno per Leclerc deve essere quello del salto di qualità. La vittoria a Monza lo scorso settembre, davanti a tifosi della Rossa completamente innamorati di lui, deve essere solo il trampolino di lancio: c'è un Lewis Hamilton da insidiare - l'inglese vuole raggiungere l'indimenticabile Michael Schumacher a quota sette titoli - e c'è da rispondere alle piccanti parole del presidente onorario della Formula 1, Bernie Ecclestone, che pochi giorni fa lo ha definito "un buon pilota, ma niente di speciale. Nel Cavallino si sono concentrati tutti su di lui dimenticando Vettel, e hanno sbagliato". Altre parole decise le ha lanciate il 26enne ex terza guida della Ferrari e pilota Alfa Romeo dallo scorso anno. Il 2019 per Giovinazzi non è stato esaltante e il pugliese ha perso il duello nei risultati con il suo compagno di scuderia Kimi Raikkonen. Se come ha dichiarato la settimana scorsa vuole "puntare a un posto alla Ferrari per il 2021" dovrà fare molto di più. Ma almeno l'obiettivo c'è. In MotoGP le possibili sorprese da tener d'occhio sono Francesco 'Pecco' Bagnaia e Luca Marini. Il torinese, alla seconda stagione nella classe regina con la

Luca MariniLuca Marini, pilota del VR46 Sky Racing Team (LaPresse)

Ducati Pramac, vuole migliorare il 15° posto della scorsa stagione e una cosa l'ha capita bene: l'anno prossimo si potrebbe liberare una sella alla Ducati ufficiale perché Danilo Petrucci non sta convincendo. E la sua volontà l'ha dichiarata così come ha fatto Giovinazzi. Con una buona stagione chissà che nel 2021 non affianchi Andrea Dovizioso. In lotta, oltre a lui e Petrucci, c'è anche l'attuale compagno di squadra Jack Miller. Il fratellasto di Valentino Rossi, infine, è il favorito per il titolo in Moto2 dopo l'approdo in MotoGP dei due big della classe intermedia: Brad Binder e Alex Marquez, fratello di Marc e vincitore dello scorso campionato. La partenza in Qatar è stata però da dimenticare: 1° per trequarti di gara, è stato rimontato per l'usura delle gomme ed è caduto all'ultima curva per un contatto con Jake Dixon della Petronas Sprinta Racing. Gli si perdoni l'errore, in fondo ha solo 22 anni, ma la stoffa c'è e può seriamente candidarsi a essere l'italiano da tifare post ritiro di Rossi. Anche perché l'altro promettente pilota è ancora più giovane di lui: Celestino Vietti, che ora corre in Moto3 con lo stesso team di Marini, il VR46 Sky Racing Team. Insomma, bisognerà pur trovare un qualcuno da incoraggiare dopo il ritiro di Valentino o ci limiteremo a lungo a tifare solo piloti spagnoli?

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