L’allenatore della nazionale russa, Fabio Capello, ha detto che sapeva “ci sarebbero stati problemi” con il pagamento del suo stipendio “gia’ prima dei Mondiali in Brasile”, allontanando cosi’ le voci di chi lega la mancata retribuzione del ct (sei mesi di arretrati) con la deludente performance dei russi alla Coppa del mondo. In un’intervista all’agenzia Tass, Capello ha denunciato che la parte piu’ difficile dell’attuale situazione di stallo con la Federcalcio russa e’ spiegare a giornalisti, colleghi e amici in Europa i motivi del mancato rispetto del contratto.
“E’ molto sgradevole e mi crea disagio rispondere a queste domande”, ha dichiarato, “qui si parla dell’immagine di un Paese, che nel 2018 ospitera’ la Coppa del mondo di calcio”. “Credetemi, questa e’ la cosa che mi colpisce di piu’ in questa situazione”, ha aggiunto. Il ct italiano – che ha iniziato ad allenare la nazionale russa nel 2012 – e’ sotto contratto fino alla Coppa del mondo del 2018. A meta’ novembre, la Federcalcio russa ha ammesso di non avere fondi per pagare il suo stipendio. Per l’ingaggio di Capello, Mosca si e’ impegnata a corrispondere otto milioni di euro l’anno.

