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Thohir caccia Mazzarri. Restaurazione Inter, torna Mancini

Rivoluzione, anzi restaurazione, in casa Inter. Roberto Mancini sta per tornare sulla panchina più inquieta d'Italia. Mazzarri è stato ufficialmente esonerato. La società e Mancini hanno raggiunto l'accordo per un contratto fino al 30 giugno 2017.

IL COMUNICATO INTER - Alle ore 12,45, dopo le prime notizie lanciate da Sky Sport, arriva anche l'ufficialità da parte del club nerazzurro: "F.C. Internazionale comunica che Walter Mazzarri è stato sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra. La società ringrazia Mazzarri per l'impegno, la dedizione e la serietà con cui ha guidato la squadra in questi diciassette mesi. L'odierna seduta di allenamento sarà condotta da Giuseppe Baresi".

LA SVOLTA - Una scelta improvvisa quella di Thohir, che ha dato una scossa inattesa proprio prima del derby contro il Milan. E chissà se sarà intervenuto sulla questione anche Massimo Moratti, che era rimasto in buoni rapporti con il tecnico che aveva assunto nel 2004. Mancini, il tecnico più longevo dell'era Moratti con 4 stagioni in sella al club tra il 2004 e il 2008, in nerazzurro ha vinto due Coppe Italia, tre scudetti e due Supercoppe italiane. Mazzarri è già stato invece avvisato della decisione presa: il 2-2 col Verona resta dunque il suo ultimo risultato sulla panchina nerazzurra. Lascia l'Inter in nona posizione, con 16 punti all'attivo, frutto di quattro vittorie, 4 pareggi e tre sconfitte. E' il suo primo licenziamento da allenatore.

COSI' E' MATURATO IL GRANDE RITORNO - I sentori c'erano già stati. E non limitati alla presenza in tribuna al Manuzzi durante Cesena-Inter. Mancini e l'Inter si erano riavvicinati già la scorsa primavera, quando Thohir avrebbe voluto ripartire sin da subito un tecnico di livello internazionale. Il pensiero era corso subito a Mancini, grazie anche ai buoni rapporti mantenuti dal Mancio con uomini ancora presenti in società e la contemporanea uscita di Marco Branca, non certo vicino a Mancini anche ai tempi della sua prima esperienza in nerazzurro. Già a maggio c'era stato un primo approccio che non aveva portato al lieto fine esclusivamente per motivi economici interni alla società nerazzurra. Il secondo segnale è stato l'addio di Mancini al Galatasaray in estate, panchina poi occupata dall'ex ct azzurro Cesare Prandelli. Mancini, insomma, era rientrato in orbita nerazzurra. Thohir pensava a lui come l'uomo giusto per il rilancio in grande stile della prossima stagione, e se tutto andava come doveva il grande ritorno si sarebbe consumato a giugno 2015. Poi l'accelerata, decisiva, per gli scarsi risultati di questo avvio di stagione e il rapporto ormai definitivamente logorato con larga parte dei tifosi. Il pari col Verona e le plateali proteste di Icardi verso il tecnico toscano hanno dato l'ultima spinta a una panchina già barcollante. Thohir si così deciso ad agire subito e anticipare un ritorno che si spera sia in grande stile, convinto anche dall'ex presidente Moratti, che avrebbe persino incontrato Mancini per diradare gli ultimi dubbi sul suo ritorno.

ECCO COME SARA' LA NUOVA INTER DEL MANCIO - Difesa a quattro. Questo è il primo precetto dal quale l'Inter di Mancini atto II ripartità, senza dubbi né esitazioni. I due esterni saranno abbassi sulla linea difensiva. Nagatomo, D'Ambrosio, Jonathan o Dodò non importa: i due prescelti agiranno qualche metro più indietro, anche perché se non hanno la qualità e la corsa di Lichtsteiner o di Asamoah utile a fare gli esterni alti e ad arrivare sul fondo si tratta però di giocatori che da discreti possono diventare buoni giocando sulla linea dei terzini, smarcati da compiti troppo offensivi per le loro qualità tecniche. Tra i centrali sembra intoccabile Juan Jesus, l'unico davvero rapido nel breve. L'altro posto potrebbero finire a giocarselo Vidic e capitan Ranocchia. Mancini potrebbe così rilanciare il centrocampo a rombo che gli portò parecchia fortuna nella sua Inter versione 2006-2007. Hernanes potrebbe essere testato come vertice basso nel ruolo che fu di Cambiasso, Medel e Guarin potrebbero essere i due interni con Kovacic vertice alto (all'epoca c'erano Stankovic o Figo). In attacco, dove Icardi appare intoccabile, ci sarà bisogno di rinforzi a gennaio, in particolare una punta di movimento. La nuova Inter di Mancini comincia subito, e comincia fortissimo: col derby del 23 novembre. E, anche se appare più difficile di 10 anni fa, i tifosi sognano già un altro happy ending...

@LorenzoLamperti

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