Donald Sterling nella bufera. Il patron dei Los Angeles Clippers, beccato in una registrazione audio in una sparata razzista contro gli afroamericani, perde i principali sponsor della sua squadra. Subito Car Max e Virgin America si sono ritirati. Subito dopo sono stati seguiti da State Farm, Kia Motors America, l’acqua P. Diddy’s, AQUAHydrate, Red Bull e Yokohama.
Non solo. La Naccp, l’assozione che promuove il progresso dei neri, ha restituito a Sterling, di religione ebraica, tutte le donazioni ricevute in questi anni, di cui non e’ stato rivelato l’ammontare indicato solo come “significativo”.
Sterling non ricevera’ piu’ il premio della Naccp che gli sarebbe stato consegnato il 15 maggio se non fosse emersa la registrazione della conversazione avuta il 9 aprile con la sua fidanzata V. Stiviano. Nell’audio si sente Sterling, 80 anni, lamentarsi la giovane di quanto lo avesse infastidito vedere una sua foto su Instagram con la legenda del basket californiano, Magic Johnson: “Non capisco perche’ vuoi essere associata con dei neri. Devi proprio? Ci puoi dormire, ci puoi fare qualunque cosa tu voglia. Il minimo che ti chiedo e’ di non darne pubblicita’ e di non portarmeli alle mie partite”.
Il cantante afroamericano Durrell Babbas, piu’ conosciuto come Tank, ha rinunciato a cantare l’inno nazionale nella partita che i Clippers hanno contro i Golden State Warriors, contro i quali hanno perso domenica sera.
