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Juve, dubbio Conte: rinnovo, 5 milioni e mercato da top club. Agnelli: "Gli scudetti sono 32"
andrea agnelli modificato 11
 

Agnelli: "Gli scudetti sono 32. La terza stella la metteremo quando gli altri arrivano alla seconda..."

"Per noi gli scudetti sono 32, anche se la contabilità della Figc dice 30". Andrea Agnelli torna a rivendicare i due famoso scudetti mancanti. Poi punge le riveli In primis le milanesi): "Metteremo la terza stella solo quando qualcun altro arriverà a mettere la seconda, per rimarcare il distacco tra noi e gli altri". Torna sull'eliminazione in Europa League a un passo dalla finale di Torino: "Ho sentito parlare di fallimento europeo, è chiaro che l'obiettivo nostro è quello di vincere le competizioni a cui partecipiamo, ma sappiamo che è difficile primeggiare tra circa 100 squadre che partecipano alle competizioni europee ogni anno. E' stato iniziato un percorso di crescita, lo scorso anno siamo arrivati ai quarti in Champions, quest'anno in semifinale di Europa League, ogni giorno lavoreremo per migliorarci". E rende merito al suo staff: "Ho avuto modo di dirlo a Conte, ai giocatori, al direttore Marotta, all'amministratore Mazzia, a Pavel (Nedved, ndr) e a Paratici, che trovare aggettivi per descrivere quello che e' stato fatto e' estremamente difficile. Abbiamo scritto una pagina della storia della Juventus e il merito e' soprattutto del mister, dei ragazzi e di tutti i miei collaboratori che lavorano giorno e notte incessantemente per far si' che questi risultati vengano ottenuti".

Lo scudetto è preso, l'Europa League sfumata: per la Juventus ormai è tempo di bilanci, perchè l'appendice finale della stagione darà modo di festeggiare lo storico tris e inseguire qualche record (i 100 punti in campionato), ma anche di definire le strategie per il futuro. E il primo dubbio, ancor più dei vari Pogba o Vidal (che faranno il pieno di richieste in estate) è legato ad Antonio Conte. Il caso legato al suo rinnovo era stato posticipato al termine della stagione. Ora i nodi vengono al pettine. Nelle scorse ore erano state sibilline le sue dichiarazioni:  "In Europa, chi affronta le italiane non è mai contento. Certo, sul piano economico c'è difficoltà ad acquistare giocatori da 20-25 milioni e anzi, per quel che ci riguarda, anche da 15". Un messaggio alla società su un mercato che lui chiede essere (non da oggi) ambizioso e di rafforzamento. E poi ecco un richiamo all'esterno: "Ma questo è la dimostrazione che i tecnici italiani sono molto apprezzati fuori dall'Italia. Da Capello a Lippi, da Ancelotti a Mancini e Spalletti, c'è una ricerca continua dei nostri allenatori. E ci sarà un motivo".

Ecco dunque l'apertura a quel top club europeo cui molti pensano che Conte sia destinato in prospettiva. In Europa c'è molta incertezza al momento su tante panchine che contano: il Manchester United deve decidere che fare l'anno prossimo, il Monaco non è tanto sicuro di tenere Ranieri, Blanc non ha ancora rinnovato con il Paris Saint Germain, in Germania Pep Guardiola è stato messo in discussione da media e Beckebauer dopo il flop in Champions. Solo Barça e Real sembrano a posto. I blaugrana con Luis Enrique (dopo la positiva avventura al Celta che ha cancellato la negativa esperienza di Roma) i blancos con la conferma di Carletto Ancelotti.

Situazioni che possono evolvere rapidamente e Conte lo sa. E alla Juve fa richieste precise: organico rinforzato, allungamento del contratto fino al 2017, con ingaggio portato a 5 milioni l'anno. Tanti soldi e richieste che pesano. Un anno fa dopo il secondo scudetto e qualche mal di pancia ("L'uomo resta al 100%, il professionista deve parlare con la società), la Signora rinnovò il suo matrimonio con il tecnico salentino. Ora è il momento di nuove riflessioni...

Marotta "al lavoro per far restare Conte e Pogba" - "E' uno scudetto arrivato inaspettatamente: pensavamo di dover liquidare la pratica Atalanta questa sera, non avevamo immaginato la sconfitta della Roma a Catania". Ai microfoni di 'Radio Anch'io lo Sport' su Radio1, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, si gode un titolo giunto prima del previsto ma non per questo meno entusiasmante. "Bisogna rendere onore alla Roma per la stagione straordinaria che ha fatto - premette il dirigente bianconero - purtroppo per lei anche la Juve ha fatto altrettanto. Peccato per loro e ci dispiace, ma hanno stimolato domenicalmente le nostre forze".

"Erano sempre alle nostre calcagna - ricorda il dg - e per questo e' servisto uno sforzo ulteriore, che senza un avversario cosi' aggressivo, non sarebbe stato necessario". Vinto il terzo titolo di fila, si pensa gia' al futuro, con i nodi legati alle posizioni di Conte e Pogba: "Sono due elementi cardine di questa straordinaria cavalcata. Conte e' uno dei migliori allenatori al mondo, riesce ad abbinare e inculcare cultura calcistica e forti motivazioni. E' un grande gestore del gruppo, il suo lavoro principale non e' tanto gestire la partita alla domenica ma la preparazione settimanale. A bocce ferme, ragioneremo col presidente: la Juve lo ritiene un proprio patrimonio, da parte nostra c'e' voglia di continuare e al piu' presto ci confronteremo con lui. Pogba? Ci siamo incontrati con i rappresentanti del giocatore nei giorni scorsi. Abbiamo manifestato l'intenzione di prolungare il suo contratto, il confronto tocca soprattutto l'aspetto economico e mi auguro che nei prossimi quindici giorni la vicenda si possa chiudere positivamente".

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