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andreas seppi

Il sogno azzurro si infrange contro un gigante canadese di 198 cm. L'Italia saluta la Coppa Davis, superata 3-1 sul veloce indoor del "Doug Mitchell Thunderbird Sports Centre" di Vancouver. Andreas Seppi non riesce nell'impresa di rimettere in corsa gli azzurri dopo il ko nel doppio e cede al numero uno canadese (e 16 del ranking mondiale) Milos Raonic per 6-4 6-4 3-6 7-5 in due ore e 24 minuti: 3-1 per il Canada e fine dell'avventura.

Troppo forte il tennista di origini montenegrine su un campo molto veloce che ha esaltato alla perfezione le sue caratteristiche, in particolare il servizio: 35 gli ace messi a segno (11 quelli di Seppi), senza contare le seconde vincenti a quasi duecento orari. L'azzurro, numero 18 mondiale, e' partito male perdendo subito il turno di servizio, ma obiettivamente contro un avversario cosi' ispirato, fuori casa e su una superficie troppo rapida, c'era ben poco da fare. Ceduto il primo set, Seppi ha rimontato lo 0-30 iniziale al terzo game, ma ha finito poi col cedere il servizio dopo aver avuto una palla del 2-2. Sotto 5-3 il ventinovenne altoatesino ha annullato due set point, ma si e' dovuto arrendere nel game successivo, nonostante tre incredibili doppi falli del canadese, bilanciati pero' da tre ace. I primi due set di Raonic hanno rasentato la perfezione: in pratica il canadese non ha mai fatto giocare l'azzurro. Nel terzo set, invece, partenza fulminea di Seppi, che ha finalmente strappato il servizio all'avversario (ancora un doppio fallo), grazie ad una grande risposta sui piedi del canadese su una prima. L'azzurro ha poi annullato due palle break (era 15-40) nel quinto game, una nel settimo con un'ottima prima ad uscire e ha chiuso 6-3 allungando il match.

Sull'uno a uno del quarto set Seppi ha avuto una palla break che avrebbe potuto far girare dalla sua parte l'incontro: la sua risposta di rovescio lungo linea e' pero' finita vicinissima alla riga. Il break che ha messo la parola fine all'incontro e' arrivato al dodicesimo game: prima uno scambio lungo, poi una risposta vincente un po' fortunosa e Raonic si e' portato sul 40-15. Seppi ha annullato il primo match point, ma si e' arreso sul secondo spedendo in rete un rovescio. Raonic ha cosi' conquistato il terzo e decisivo punto: i due capitani hanno deciso di non far giocare l'ultimo singolare, ininfluente, con il palazzetto ormai in festa per una vittoria storica che promuove per la prima volta in canadesi in semifinale di Davis (troveranno la Serbia del numero uno Djokovic). Agli azzurri resta il rimpianto per un doppio perso 15-13 al quinto dopo che Fabio Fognini e Daniele Bracciali avevano rimontato due set di svantaggio alla coppia formata dall'esperto Daniel Nestor, ex numero uno delle specialita', e dal giovane Vasek Pospisil. Delusione in casa azzurra. "Servivo sotto 6-5, prima ho perso uno scambio lungo, poi lui ha preso la riga su una risposta vincente forso un po' fortunosa - e' il racconto dell'ultimo game da parte di Seppi - Mi sono ritrovato sotto 15-40 e ho perso tranquillita'. Peccato perche' al tie break puo' succedere di tutto, mi sarebbe piaciuto giocarlo. Peccato, alla fine resta il rammarico di aver perso due match, il mio e il doppio, davvero per pochi punti". Il bilancio finale di questa spedizione in Canada spetta al capitano azzurro Corrado Barazzutti, che contro il Canada ha raggiunto il primato di 29 panchine in Coppa Davis (saranno 29 anche quelle in Fed Cup nella semifinale con la Repubblica Ceca il 20 e 21 aprile a Palermo).

"Cosa ci e' mancato? Un paio di punti nei momenti importanti - confessa - probabilmente la superficie molto rapida e piu' adatta alle caratteristiche dei nostri avversari ha fatto quella piccola differenza che ha consentito al Canada di batterci. Ma questa e' la Davis. Detto questo, dobbiamo ammettere che abbiamo perso contro una squadra molto forte, che puo' contare su un Raonic devastante sul veloce. Eppure anche contro il loro numero uno, Andreas ha disputato un gran match sfiorando il quinto set". Barazzutti elogia tutta la squadra: "Abbiamo dimostrato carattere e personalita', sono orgoglioso di questi ragazzi che hanno giocato come si deve fare in Davis, da combattenti come piace a me, dimostrando un grande attaccamento alla maglia della nazionale. Lasciamo Vancouver con la consapevolezza di avere una squadra molto forte su tutte le superfici, in particolare sulla terra rossa, come dimostra la vittoria di Torino sulla Croazia". Chiusura con le parole dell'eroe canadese. "E' uno dei piu' bei giorni della mia carriera, almeno fino ad ora - sorride Raonic - Non e' un successo personale ma e' una gioia immensa per la mia carriera in nazionale. Esser riuscito a fare una cosa del genere in Canada e' speciale". A settembre lo attende la trasferta in Serbia in casa del numero uno Djokovic che mette in palio la finale di Coppa Davis (dall'altra parte del tabellone si affrontano Argentina e Repubblica Ceca). "Sara' una sfida difficile ovviamente - ammette Raonic - ma speriamo possa essere un'occasione per noi".

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