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Coppa Italia al Napoli, ma è la notte della vergogna. Le foto

Coppa Italia: Fiorentina-Napoli 1-3, quinta vittoria per azzurri - Il Napoli di Benitez conquista la Tim Cup. Una grande festa sul campo, rovinata pero' dai gravi incidenti accaduti fuori dall'Olimpico prima della partita e dal ritardo del fischio d'inizia di almeno 45 minuti a causa dei "colloqui" tra il capitano del Napoli Hamsik e la sua curva. In un clima surreale, con la curva del Napoli in silenzio, sono proprio gli uomini di Benitez a pungere per primi con Insigne, il cui tiro e' deviato in corner da Neto, e sugli sviluppi del calcio d'angolo con Higuain. Gli azzurri passano pero' in vantaggio al 10' con Insigne, bravo a sfruttare al meglio una ripartenza centrale di Hamsik. La Fiorentina prova a mantenere il controllo palla, ma il Napoli ruba palla e si produce in fiammate che fanno male. In una di queste Higuain si fa anticipare da Rodriguez al momento della conclusione, ma al 16' nuovamente l'argentino si libera sulla destra sfruttando un errore di Vargas, batte facilmente Savic e mette in mezzo un pallone invitante sul quale si avventa Insigne che, grazie anche alla sfortunata deviazione di Tomovic, realizza la sua seconda rete personale. I viola sembrano accusare il colpo, ma complice anche una dormita generale della difesa partenopea, accorciano le distanze: tocco di classe di prima di Ilicic che di spalle libera Vargas sul filo dell'off side, il quale con una bella conclusione batte l'incolpevole Reina. Nella ripresa si continua a lottare, ma le occasioni latitano fino ad un quarto d'ora dal termine, quando prima Mati Fernandez per la Fiorentina e poi Pandev per il Napoli, mettono i brividi ai tifosi avversari. Montella si gioca allora la carta Giuseppe Rossi, al rientro dopo quattro mesi. A dieci minuti dal termine, colpevole leggerezza di Inler che per doppia ammonizione lascia in dieci i suoi compagni. Prova ad approfittare della superiorita' numerica Ilicic, il quale a cinque minuti dal termine sbaglia clamorosamente la rete del pareggio. In pieno recupero ci pensa il subentrato Mertens a chiudere la gara, sfruttando al meglio un rimpallo vinto sulla tre quarti campo. Per i partenopei e' la quinta Coppa Italia della propria storia.

Ultra' Genny 'a Carogna come Bogdanov nel 2012. Indossava una maglietta che inneggiava a Speziale - Il negoziato tra l'ultra' del Napoli e le autorita' prima della finale di Coppa Italia ricorda molto da vicino la vicenda di Ivan Bogdanov, il tifoso serbo che la sera del 12 ottobre 2012 allo stadio "Ferraris" di Genova interruppe la partita Italia-Serbia guidando un manipolo di ultra' e finendo arrestato immediatamente dopo la gara. Bogdanov, teppista della Stella Rossa, si faceva chiamare "Ivan il Terribile". Il nomignolo dell'ultra' del Napoli sarebbe Genny 'a Carogna". Indossava una maglietta inneggiante ad Antonino Speziale, il giovane ultra' condannato per l'assassinio del poliziotto Filippo Raciti, ucciso a Catania il 2 febbraio 2007 nel corso di incidenti fuori dallo stadio Cibali. Le immagini della Rai hanno mostrato le trattative di due tifosi con il capitano del Napoli Marek Hamsik.

De Laurentiis: "Coppa dedicata al tifoso ferito. Perché il Ministero dell'Interno non è riuscito ancora ad organizzare le manifestazioni sportive in maniera esemplare?" - "Questa coppa va dedicata alla città, ai tifosi qui presenti e quelli a casa ma soprattutto al napoletano ferito. Nel momento prima della gara non ho pensato a nulla, ma solo a creare le condizioni per far giocare la partita. In caso contrario sarebbe stata una sconfitta per il calcio. Abbiamo risolto il problema anche grazie alle tifoserie, che sono state comprensive". Sugli episodi extra campo non ha dubbi: "E' stata dimostrata una grande civiltà dai tifosi della Fiorentina e del Napoli. Quello che è avvenuto a chilometri di distanza non ha nulla a che vedere con l'evento sportivo". E attacca. "Ci si dovrebbe domandare perché il Ministero degli Interni non è riuscito ancora ad organizzare le manifestazioni sportive in maniera esemplare".  Il patron del Napoli parla anche di Rafa Benitez: "Non devo difenderlo, non ha bisogno delle difese di nessuno. È un grande professionista, con tanti cambiamenti è riuscito a vincere una coppa e offrire un campionato straordinario. Conosceva poco la squadra in un ambiente che conosceva poco. Giocare in Italia è una cosa, a Napoli è un’altra. Benitez resta nella mia organizzazione".

Tifoso Napoli stabilizzato e trasferito al Gemelli - Operazione terminata per Ciro Esposito, il 30enne tifoso del Napoli ferito questo pomeriggio da un colpo d'arma da fuoco prima della finale di Coppa Italia. Il ragazzo e' stato stabilizzato ma le sue condizioni rimangono gravi visto che il proiettile ha raggiunto la colonna vertebrale. Al termine dell'operazione il ragazzo e' stato trasportato al policlinico Gemelli per un controllo neurochirurgico e per scongiurare eventuali lesioni alla colonna vertebrale. Con lui lo zio e il padre arrivato da Napoli appena avvisati dell'accaduto, chiamato dal cugino di Esposito, anche lui arrivato per assistere alla partita.

Tifosi del Napoli all'ospedale - Si sono recati all'ospedale un centinaio di tifosi del Napoli con le loro macchine per chiedere informazioni sul Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito prima della finale di Coppa Italia.

Questura, sparatoria per cause occasionali - Il ferimento di tre ultras a Roma, poche ore prima della finale di Coppa Italia, "non sembra essere collegato a scontri tra tifosi, ma avrebbe cause occasionali". Lo sottolinea la Questura di Roma in una nota. Poco prima dell'inizio della partita, valevole per la finale di Coppa Italia Tim Cup 2014 - si legge nella nota della Questura - 3 persone sono state soccorse dalla polizia dopo essere rimaste ferite nei pressi dello Stadio Olimpico. Due sono state trasportate all'ospedale Villa San Pietro: si tratta di un ragazzo di 30 anni, ferito al torace, in codice rosso ed un uomo di 43 anni, colpito alla mano destra, entrambi raggiunti da colpi d'arma da fuoco. Una terza persona, di 32 anni, e' stata trasportata d'urgenza all'ospedale Santo Spirito con ferite da colpi d'arma da fuoco ad un braccio e ad una mano. E' stata recuperata una pistola presumibilmente usata per i ferimenti. Gli investigatori stanno provvedendo ad ascoltare alcuni testimoni

Prandelli, calcio e' vetrina; fatto spiacevole - "Dovrebbe essere uno spettacolo, una vetrina per tutti. Non so cosa sia successo ma e' sicuramente una cosa spiacevole". Cosi' il ct della Nazionale di calcio Cesare Prandelli commenta su Rai 1 la notizia di tre feriti a colpi d'arma da fuoco nelle ore che hanno preceduto l'inizio della finale della Tim Cup all'Olimpico di Roma tra Fiorentina e Napoli.

Grasso, "partita non e' guerra tra bande" - "Una partita di calcio non si puo' trasformare in una guerra tra bande. Veniamo qui per vedere uno spettacolo e gioire per chi vince in maniera sportiva". Cosi' il presidente del Senato, Pietro Grasso, commentando gli scontri avvenuti fuori dallo stadio Olimpico che hanno causato il ferimento al petto di un tifoso partenopeo. "Questo - aggiunge Grasso - deve essere lo scopo di queste manifestazioni. Qualsiasi altra cosa e' fuori dallo sport e ci indigna che ci siano ancora di queste manifestazioni".

Marino, violenze vergognose e intollerabili - "Le violenze che si sono verificate nei pressi dello Stadio Olimpico sono vergognose e intollerabili". Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Ignazio Marino. "Hanno rovinato il clima di festa che dovrebbe caratterizzare questi eventi. - aggiunge - Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressivita'. In attesa che si faccia piena chiarezza sull'accaduto e si individuino i responsabili di questo gesto criminale, assicurandoli alla giustizia, il mio augurio e' che questo evento sportivo possa immediatamente tornare al suo giusto spirito".

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