Il dottor Atanasio De Meo, farmacista, biologo e specialista in nutrizione sportiva, racconta cosa c’è dietro l’alimentazione di un calciatore: dalla colazione al pre-gara, dal recupero agli integratori, fino al rapporto con qualche piccolo sgarro.
Dal pre-gara al recupero: cosa cambia davvero nella dieta di un calciatore
Cosa mangia un calciatore prima di scendere in campo? Quanto conta davvero il pasto pre-partita? E gli integratori sono indispensabili o spesso vengono usati male? Domande semplici, da tifoso, ma che aprono un mondo fatto di routine, abitudini, recupero e attenzione ai dettagli. Ne abbiamo parlato con Atanasio De Meo, dottore farmacista, biologo e specialista in nutrizione sportiva, fondatore di Biointegra 3.0 e professionista che ha lavorato con diverse realtà del calcio, tra cui Como, Lecce, Foggia e Juve Stabia. De Meo, attualmente è il nutrizionista della Salernitana.
Nell’intervista De Meo spiega perché il giorno della gara non è il momento per improvvisare: la dieta del calciatore si costruisce durante la settimana, con pasti regolari, alimenti semplici e una routine da rispettare. Il pre-gara, spesso caricato di troppe aspettative, deve restare leggero e personalizzato. Il post-partita, invece, diventa decisivo per recuperare, soprattutto quando il calendario è fitto.
C’è spazio anche per i temi più pop: il caldo e l’idratazione, gli errori più comuni, il ruolo degli integratori, gli sgarri, birra o un bicchiere di vino in famiglia, si può? Perché il cibo, nello sport non è assolutamente un aspetto secondario, riguarda anche testa, abitudini e gestione della vita quotidiana.


