Adriano Galliani e Giovanni Malagò presentano i programmi per la presidenza della FIGC. Entrambi vogliono investire sui giovani, costruire nuovi stadi e rendere più sostenibili i conti delle società. A cambiare sono tempi e strumenti: l’ex dirigente del Milan propone uno sprint di due anni, mentre l’ex presidente del Coni punta sulle riforme già avviate e sull’appuntamento con Euro 2032.
Under 23 e Riforma Zola: perché i due candidati vogliono dare più spazio ai giovani italiani
Appena il 2,3% dei minuti giocati in Serie A nella stagione 2023/24 è stato disputato da calciatori italiani Under 21. È uno dei dati da cui parte Adriano Galliani per spiegare perché il calcio italiano debba investire maggiormente sui propri talenti. Il candidato alla presidenza della FIGC propone di rafforzare gli incentivi economici destinati ai club che investono nei vivai e di sviluppare ulteriormente il sistema delle seconde squadre Under 23, considerate uno strumento per accompagnare i giovani nel passaggio al professionismo.
Anche Giovanni Malagò considera centrale la valorizzazione dei calciatori italiani, ma insiste soprattutto sulla necessità di collegare meglio settori giovanili, società e Nazionali. Il suo programma prevede il consolidamento della nuova organizzazione del Club Italia, con un direttore tecnico e un coordinamento dedicato ai progetti giovanili. Entrambi sostengono la Riforma Zola, pensata per premiare gli investimenti nei settori giovanili. Malagò rivendica in particolare il rifinanziamento del progetto con cinque milioni di euro, destinati a incentivi e premialità per le società.
Stadi e sostenibilità economica: le proposte di Galliani sul mercato delle scommesse
Anche la costruzione e l’ammodernamento degli stadi italiani trovano spazio nei programmi di entrambi i candidati.
Galliani propone di accelerare gli interventi sugli impianti, favorendo investimenti diretti da parte delle società. L’obiettivo è consentire ai club di disporre di infrastrutture moderne e aumentare i ricavi legati agli stadi, anche in vista degli Europei del 2032. Sul piano economico, l’ex amministratore delegato del Milan propone inoltre che una parte delle risorse generate dalle scommesse sportive venga riconosciuta al sistema calcio. Nel suo programma trovano spazio anche la revisione delle norme sulle sponsorizzazioni del betting, il contrasto alla pirateria e l’espansione dei ricavi commerciali e internazionali.
Malagò condivide la necessità di rendere più sostenibili i bilanci dei club, ma concentra le proprie proposte sul rafforzamento del dialogo con il Governo, sugli interventi fiscali e sulle riforme strutturali delle diverse categorie. Nel documento dell’ex presidente del Coni figurano anche il calcio femminile, le Nazionali paralimpiche e la revisione della Legge Melandri.
Due anni contro l’orizzonte Euro 2032: come cambiano i programmi di Galliani e Malagò
A distinguere maggiormente i due candidati sono i tempi che intendono dare alla propria azione. Galliani presenta un programma di 60 pagine, suddiviso in 18 punti, e propone uno sprint di 24 mesi per affrontare le urgenze del sistema calcistico italiano, individuando gli interventi realizzabili nel breve periodo.
Malagò risponde con un documento di 25 pagine e 22 punti, che riprende le proposte già presentate in occasione delle precedenti elezioni federali: “Non è affatto la scelta più comoda quanto, piuttosto, un atto di coerenza”. L’attuale commissario straordinario della FIGC rivendica quindi la continuità del lavoro intrapreso, dalla riorganizzazione del Club Italia fino alla preparazione di Euro 2032, che rappresenta una scadenza importante per gli interventi sulle infrastrutture.
Figc, Malagò parla di Galliani: “Non posso che rispettarlo e stimarlo”
Il confronto tra i due candidati riguarda i programmi e le rispettive esperienze. Malagò ha escluso che la differenza con il suo avversario sia legata all’età: “Non posso che rispettarlo e stimarlo”, ha dichiarato parlando di Galliani, aggiungendo: “quello che ci differenzia non è un tema anagrafico, non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui. Sicuramente è molto focalizzato sul mondo del calcio, io cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all’interno del calcio che penso di conoscere bene”.
Le candidature sono state depositate e l’assemblea elettiva è fissata per il 14 dicembre. Saranno le componenti federali a scegliere chi guiderà la FIGC, valutando anche le proposte presentate per giovani, infrastrutture e risorse economiche.
Elezioni Figc, il caso Genoa: la doppia firma può decidere la sfida Galliani-Malagò
A complicare la corsa alla presidenza della FIGC c’è il caso Genoa. Il club rossoblù aveva inizialmente sostenuto Galliani attraverso la firma dell’amministratore delegato, poi revocata con una diffida dopo che il presidente aveva deciso di appoggiare Malagò. Galliani ha comunque depositato la prima sottoscrizione.
Sarà una commissione federale a stabilire entro dieci giorni quale firma sia valida o se entrambe debbano essere annullate. La decisione potrebbe essere decisiva soprattutto per Malagò, che rischierebbe di perdere una delle 11 firme necessarie alla candidatura, dopo aver già perso il sostegno di otto club di Serie A, tra cui Milan, Inter e Juventus.
Galliani, invece, può già contare sul sostegno di allenatori e calciatori, che rappresentano il 30% del peso elettorale. Restano da definire le posizioni delle leghe di Serie B, Lega Pro e Dilettanti. Le elezioni sono confermate per il 14 dicembre.
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


