La corsa alla presidenza della FIGC divide i club della Serie A. Giovanni Malagò e Adriano Galliani cercano gli 11 voti necessari per ottenere la candidatura della Lega, ma nessuno dei due può ancora contare sulla maggioranza. Dieci società potrebbero spostare gli equilibri e la sfida potrebbe proseguire anche dopo la presentazione delle candidature, fino alle elezioni federali del 14 dicembre.
Napoli e Roma con Malagò, Inter e Milan con Galliani: i voti dei club ancora in bilico
Giovanni Malagò e Adriano Galliani si contendono la presidenza della FIGC e la Lega Serie A si ritrova divisa tra due candidature. Secondo quanto ricostruito dall’Adnkronos, nessuno dei due avrebbe attualmente la certezza di raggiungere gli 11 voti necessari per essere il candidato espresso dai venti club del massimo campionato.
Malagò, già eletto presidente federale a giugno e attuale commissario della FIGC, può contare sul sostegno di Napoli, Roma, Lecce, Bologna e Monza. Dall’altra parte, Galliani avrebbe dalla sua Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa. Le vere indecise, tuttavia, sarebbero soltanto cinque o sei. Le trattative tra i presidenti proseguono in vista del termine per la presentazione delle candidature, fissato alle 23:59 del 4 novembre. Il voto per eleggere il presidente federale si terrà invece il 14 dicembre, quando saranno chiamate a esprimersi anche le altre componenti del calcio italiano.
Perché la Serie A si è divisa: Mancini, Bianchedi e i rapporti politici
A giugno, la Lega Serie A aveva sostenuto in maniera sostanzialmente compatta Giovanni Malagò, poi eletto alla guida della Federcalcio. A pochi mesi di distanza, però, una parte delle società starebbe valutando di cambiare candidato. Tra le ragioni del malcontento ci sarebbero alcune decisioni assunte da Malagò senza un sufficiente coinvolgimento dei club. In particolare, la nomina di Roberto Mancini a commissario tecnico della Nazionale, mentre diversi presidenti avrebbero preferito Antonio Conte, e quella di Diana Bianchedi come capo delegazione.
Accanto alle questioni sportive, l’agenzia ipotizza anche motivazioni politiche. La candidatura di Adriano Galliani, senatore di Forza Italia ed ex amministratore delegato del Milan, sarebbe considerata da alcune società più solida sotto questo profilo. Sono valutazioni che emergono dai retroscena sulle trattative, senza che sia stata ufficializzata una posizione comune dei club contrari a Malagò. La possibilità di esprimere direttamente il presidente federale rappresenterebbe per la Serie A anche un risultato significativo sul piano degli equilibri istituzionali. Escludendo l’elezione di Malagò dello scorso giugno, l’ultimo presidente FIGC espresso dalla massima serie era stato Franco Carraro, rieletto nel 2001.
Galliani si tessera con l’Enotria, ma può arrivare alla candidatura anche dai dilettanti
Galliani ha già compiuto un primo passo formale per partecipare alla corsa. L’ex dirigente rossonero si è tesserato come dirigente accompagnatore dell’Enotria 1908, società dilettantistica di Milano che, gravita nell’orbita dell’Inter. Un dettaglio curioso, considerando il passato milanista del candidato.
Galliani ha ricevuto contatti da diversi presidenti di Serie A e ha accettato di partecipare alla competizione per la guida della Federcalcio. La sua candidatura, però, potrebbe essere sostenuta anche da una componente diversa dalla Lega Serie A. Qualora i club del massimo campionato decidessero di confermare il loro appoggio a Malagò, Galliani potrebbe essere proposto dalla Lega Nazionale Dilettanti, guidata da Giancarlo Abete, sconfitto proprio da Malagò nell’ultima elezione federale.
Nella scelta del futuro presidente avranno un ruolo anche l’AIC e l’AIAC, le associazioni dei calciatori e degli allenatori. Secondo le valutazioni raccolte dall’Adnkronos, la Lega Dilettanti, una parte della Serie B e la Lega Pro sarebbero potenzialmente contrarie a una nuova presidenza Malagò. Rimane possibile anche l’emergere di un terzo candidato, capace di raccogliere consensi tra le diverse componenti federali. Per questo la designazione della Lega Serie A potrebbe non essere sufficiente a chiudere la corsa alla presidenza. Anche chi dovesse perdere il confronto tra i venti club potrebbe presentarsi alle elezioni del 14 dicembre con il sostegno di un’altra componente.
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