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flavio roda

L’Assemblea straordinaria della Fisi di sabato prossimo a Modena, sarà un termometro molto importante per il presidente ed il Consiglio federale.  Infatti l’appuntamento assembleare sarà importante, non solo ad approvare il nuovo statuto, ma per esprimere un primo giudizio da parte della base – gli Sci Club ed i Comitati regionali – al lavoro fin qui svolto dal presidente Flavio Roda e dalla sua squadra. Ma, alla conclusione di un biennio non particolarmente brillante di risultati colti sul campo in quasi tutte le discipline e con molti atleti che hanno scelto di abbandonare la nazionale (gli ultimi esempi di queste ore: le fondiste Silvia Rupil e Veronica Cavallar, oltre a Pietro Piller) anzitempo, c’è da fare i conti, è proprio il caso di dirlo, con un bilancio gestionale che appare preoccupante. Infatti, complice anche la situazione economica generale, la Federazione sta vivendo un periodo di forti ristrettezze economiche, dovute anche ad un calo di proventi da sponsor privati ma anche ad un autentico flop del tesseramento nella passata annata con una riduzione di circa 900.000 euro, che rimane la fonte di autofinanziamento più importante. A subire questa situazione sono le strutture federali, le squadre agonistiche e, in particolare, i tecnici che pare siano tornati alla situazione di qualche anno fa, quando i pagamenti degli stipendi era molto spesso rinviato e le spese delle trasferte idem, ma anche i Comitati regionali, tutti costretti a stringere la cinghia. Ma “spending review” non per tutti in casa Fisi, dal momento che il presidente federale può godere di un appannaggio annuale di un centinaio di mila euro  (oltre all’appartamento in Residence a Milano, sempre a carico della Fisi), come pure il nuovo direttore generale della Federazione che gode di uno stipendio di en 100.00 euro per essere in ufficio solo poche ore al giorno. Anche sull’esperienza del Direttore Generale vi è chi nutre non poche perplessità. Fare il Commercialista è cosa bene diversa di fare il Manager.

Se poi si considera il fatto che molti Consiglieri Federali sono stati, di fatto, esautorati dalla gestione politica delle singole specialità agonistiche e che, quindi, si trovano in rotta di collisione con il presidente, ciò non può che essere una situazione di grande tensione che si sta manifestando alla vigilia dell’Assemblea ma, ancora di più all’inizio dell’anno olimpico, al termine del quale la Federazione andrà al rinnovo delle proprie cariche sociali. Questi, quindi, saranno mesi delicatissimi per l’attuale dirigenza e, quindi, l’appuntamento di Modena, può essere l’innesco di un altro periodo di turbolenza in seno alla Federazione degli sport invernali, quella più gloriosa, in termini di medaglie olimpiche conquistate, dello sport italiano.
Molti però si domandano cosa fanno gli organi che devono vigilare, CONI in primis, ma non da meno il Ministero dello Sport o pari opportunità (certo la Ministra Josefa Idem è occupata nelle sue  vicende casalinghe di carattere fiscale e poco si può dedicare alla questione di una Federazione che sta per andare alle Olimpiadi con molti acciacchi).
A tutti non sfugga che dopo le Olimpiadi di Torino 2006 la Federazione dello sci era stata commissariata proprio per ragione di debiti. Speriamo che se non si muovono il CONI  o il Ministro competente, trattandosi di utilizzo di soldi pubblici, se ne occupi direttamente il presidente del Consiglio Letta.

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