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Dal sito ncaabasket.net

In America è scoppiato il caso che si riassume con una semplice domanda: Tom Crean, il coach di Indiana, chiede ai suoi giocatori di simulare e di far finta di subire fallo? Il caso è nato dopo la recente sconfitta di Indiana contro Minnesota. Nel finale di partita a 27 secondi dalla fine Will Sheehey (Indiana) dopo una rimessa va a pressare Andre Hollins (play di Minnesota) e all'improvviso si butta per terra dopo un movimento col gomito di Hollins.

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Crean si inalbera, urla, salta e chiede agli arbitri di rivedere il filmato. Detto fatto. La terna si riunisce e guarda il video dell'incidente. Solo che non c'è alcun incidente. E' difficile dire se effettivamente il gomito di Hollins abbia in qualche modo urtato il viso di Sheehey, ma si può affermare con abbastanza sicurezza che qualora il contatto ci sia stato non era tale da generare quella reazione.

Finita qui? No, per niente. Perché in America odiano il flopping e sono pieni di telecamere, un mix che in certi casi può rivelarsi letale. Non solo, ma proprio una settimana prima, nella partita tra Michigan State e Indiana (questa però vinta dagli Hoosiers) era stato Derrick Nix (centro degli Spartans) a lamentare il fatto che il lungo di Indiana Cody Zeller simulasse o avesse reazioni esagerate rispetto ai contatti subiti.

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Già allora le televisioni si erano sbizzarrite, mostrando Zeller accasciarsi al suolo apparentemente senza aver ricevuto un colpo così letale. A distanza di una settimana la storia si è ripetuta con Sheehey. Particolare aggiuntivo: nel time out che ha preceduto la rimessa incriminata (ripreso dalla Espn) c'è chi sostiene che Crean abbia dato espresse direttive ai suoi giocatori di "cercare i gomiti" cioè di fare in modo di subire colpi che potessero essere sanzionati come falli.

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Nel video non si sentono le parole di Crean ma in America ci sono siti (come Deadspin) che hanno fatto vedere il filmato a persone in grado di leggere le labbra e hanno riportato cosa avrebbe detto Crean ai suoi

Try to get a foul coming off—(obscured)
That's his arm. (obscured) It all (hooks?) up on this. (obscured)
Five, (stand?), grab, foul!

 

Tom Crean

Da queste parole, che sembrano un vademecum su come "far vedere" un fallo all'arbitro, è scoppiato un pandemonio. Al di là degli insulti più o meno coloriti, il tema del "flopping" è molto sentito in America dove negli sport è considerata un'onta. Non a caso la Nba ha voluto introdurre un'esplicita regola per punire i giocatori che con il loro comportamento traevano in inganno gli arbitri e di recente il commissioner David Stern ha detto che dopo l'introduzione delle nuove norme l'atteggiamento generale dei giocatori è cambiato.

Nel college però queste regole attualmente non esistono e soprattutto parliamo di ragazzi giovani, motivo per cui il tema del flopping ha ancora più presa e genera ancora più disappunto. Anche se molti di questi atleti ambiscono al professionismo (negli Stati Uniti o in giro per il mondo) si tratta comunque di ragazzi in formazione. E le presunte simulazioni non piacciono agli addetti ai lavori, ma soprattutto al pubblico. Anche perché sembra chiaro un dato: qualora Zeller o Sheehey avessero effettivamente simulato apposta, l'avrebbero fatto sotto precise indicazioni di Crean, che già non è amatissimo perché è considerato uno bravo, ma che "non sa perdere".

Una brutta polemica che rischia di gettare un'ombra sugli Hoosiers e sarebbe un peccato. Indiana è stata finora protagonista di un'annata spettacolare, ma soprattutto ha messo in mostra uno dei turnaround più clamorosi della storia del college basket. Dalla stagione 2008-2009 (la prima di Crean in panchina), per tre campionati di seguito Indiana ha avuto un record negativo (6-25, 10-21, 12-20), passando invece l'anno successivo (cioè la scorsa stagione) a essere eliminata a un passo dalle Final Four da Kentucky, che poi ha vinto il torneo e che era troppo forte per chiunque.

A fronte di tante critiche ci sono anche molte persone che gettano acqua sul fuoco, ricordando come tantissimi giocatori, soprattutto al college, accentuano i contatti (ad esempio sugli sfondamenti) e che nel complesso (sia della stagione sia della stessa partita) il comportamento di Sheehey non sia stato così clamorosamente fraudolento. Di sicuro la polemica non si è ancora spenta e basta entrare in un forum di tifosi sul Web per rendersene conto.

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