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Frattesi, via qualche sassolino dopo il gol con l’Italia: “Ho il fuoco dentro. Se giochi sempre solo 10 minuti non trovi fiducia”

Frattesi segna con l’Italia, punge l’Inter sui pochi minuti e respinge l’etichetta di semplice incursore. L’intervista alla Rai

Frattesi, via qualche sassolino dopo il gol con l’Italia: “Ho il fuoco dentro. Se giochi sempre solo 10 minuti non trovi fiducia”
Foto Lapresse

Il gol contro la Turchia vale più di una rete per Davide Frattesi. Dopo due stagioni all’Inter vissute spesso entrando dalla panchina, il centrocampista della Lazio ritrova spazio, continuità e anche la Nazionale. Nel dopopartita rivendica ciò che gli è mancato e risponde a chi continua a descriverlo soltanto come specialista degli inserimenti.

Frattesi dopo la Turchia: “Se giochi dieci minuti non trovi fiducia né dialogo con i compagni”

Davide Frattesi aveva voglia di segnare e, probabilmente, anche parecchie cose da dire. Il gol nel 4-1 dell’Italia in Turchia gli ha dato l’occasione per fare entrambe le cose. La rete interrompe il digiuno con la maglia azzurra e arriva nei primi mesi di una stagione cominciata alla Lazio in maniere impeccabile con già 3 gol in campionato dopo l’addio all’Inter.

Il primo pensiero va proprio alla voglia accumulata durante l’ultimo anno. Frattesi ha spiegato ai microfoni Rai nell’intervista post partita: “Volevo il gol con la Nazionale perché non segnavo da tanto tempo con la maglia azzurra.Ho tanta voglia. Se sono decisivo qui è perché lo sono stato nel club. Volevo giocare con continuità, era il mio obiettivo quest’anno. Non credevo che sarei partito così bene, ma ero parecchio motivato dopo l’ultimo anno. Ho il fuoco dentro, me lo porto dentro per un po’”.

Quel “fuoco dentro” nasce anche dai minuti avuti nelle ultime stagioni. All’Inter Frattesi è riuscito spesso a lasciare il segno entrando dalla panchina, ma senza trovare quella continuità che considera necessaria per esprimersi al meglio. E quando parla dei dieci minuti a partita, il riferimento al recente passato nerazzurro è evidente.

“A livello personale, se ho giocato a intermittenza in nazionale la colpa è in primis mia, se giochi dieci minuti a partita e poi ti ritrovi titolare non è facile. Se giochi sempre solo 10 minuti non trovi fiducia, non trovi dialogo con i compagni. Se un calciatore invece gioca a intermittenza e non gli dai fiducia, fa solo quello che gli riesce meglio”

Il secondo sfogo riguarda l’immagine che lo accompagna da anni. Frattesi è stato spesso identificato con gli inserimenti senza palla, una delle qualità che gli hanno permesso di segnare gol importanti anche giocando pochi minuti. Lui, però, considera quella definizione troppo stretta: “C’è questa etichetta che io so solo inserirmi, ma guardando anche la partita di oggi non è così. Non posso giocare una partita ogni sette, chi ha giocato a calcio lo sa. Mi sento di battermi per dire che non so solo inserirmi. La partita di oggi è uno spot bello per me, ma chi mi ha guardato anche in campionato se ne è accorto: voglio togliermi questa etichetta al più presto, non credo mi rispecchi”

La prestazione contro la Turchia diventa così anche la sua risposta a chi lo ha raccontato quasi esclusivamente attraverso i gol arrivati attaccando l’area. Frattesi vuole palloni, minuti e possibilità di entrare nella costruzione della squadra, non soltanto gli ultimi metri da aggredire. Il passaggio dall’Inter alla Lazio gli ha dato proprio ciò che chiedeva: giocare con maggiore continuità. Il gol in Nazionale arriva nei primi mesi della nuova esperienza e permette a Frattesi di mettere in parole la frustrazione accumulata nell’ultimo periodo nerazzurro. Le responsabilità, dice lui stesso, sono divise a metà. Sui dieci minuti alla volta e sull’etichetta di semplice incursore, invece, il centrocampista ha deciso di non stare più zitto. Poi la dedica a Gattuso: “So che il mister ci sta guardando, lo saluto. È stato fondamentale per me. Per lui farei Milano Roma a piedi”

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