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Inter vince. Thohir: "Fiducia in Mazzarri, ma le prossime due gare.."

"Ho fiducia in lui e nel suo lavoro, lo scorso anno avevamo come obiettivo l'Europa e l'abbiamo centrato. Bisogna analizzare in maniera equa il problema dell'allenatore. Vedremo nelle prossime due partite, ma cambiare il proprio tecnico in corsa non è mai una buona soluzione. Vogliamo dargli un'altra opportunità", ha spiegato il presidente nerazzurro da Jakarta. E spiega: "Ci sono mille voci su un nuovo allenatore, noi per l'Inter puntiamo al migliore".

Thohir guarda al progetto giallorosso come pietra di paragone: "Guardate la Roma, dove era tre anni fa? E in questa stagione è già in grado di competere per lo scudetto. Ora il nostro unico obiettivo finale è quello di arrivare nelle prime quattro, ma è possibile che lo cambieremo: non è impossibile entrare in Champions League". Infine, taglia corte sulle domande riguardo Massimo Moratti: "Rispetto la sua decisione, siamo ancora in buoni rapporti".

Handanovic "3 punti importanti, pensiamo a Samp" - "Non e' mai facile, oggi la partita era difficile, molto difficile. Secondo me abbiamo avuto fretta per la foga di vincerla subito, di fare tutto subito, di volere troppo, insomma". Cosi' Samir Handanovic, a Inter Channel, dopo la vittoria di misura sul campo del Cesena. "L'importante pero' sono i tre punti, adesso dimentichiamo - spiega il portiere nerazzurro - Dobbiamo prendere questi punti, e allo stesso tempo sapere che possiamo migliorare. Questo ci deve dare morale e forza per mercoledi', dobbiamo pensare alla Sampdoria e al fatto che ci sara' un'altra partita".

Mazzarri, ci voleva ma dobbiamo diventare piu' cinici - "Una vittoria ci voleva in questo momento, i ragazzi sentivano la pressione". Walter Mazzarri prende e porta a casa i tre punti conquistati dall'Inter a Cesena, uno 0-1 maturato su rigore di Icardi e conseguente espulsione di Leali. Un episodio criticato con veemenza dai padroni di casa. "A noi ci capito' a Torino - ricorda il tecnico nerazzurro a Sky - Quando dai un rigore, toglierei la regola dell'espulsione. La partita, se non c'e' un episodio contingente, e' bella in undici contro undici. E poi, abbiamo giocato meglio prima dell'espulsione: dopo, c'e' stata frenesia, abbiamo sbagliato otto contropiede. Se si vuole tornare al vertice bisogna chiudere prima le partite, ma ho apprezzato la voglia dei ragazzi, in un momento in cui tutto ci gira storto. Pero' fino all'ultimo potevano segnarci, siamo stati ingenui: prendiamoci i tre punti per diventare piu' cinici".

Mazzarri torna sulle chance fallite dai suoi per arrotondare lo score: "Abbiamo sbagliato le ripartenze per la grande fretta di andare in porta, poi Palacio non si accorto che era solo. Si vedeva che la squadra non era serena nelle conclusioni finali.Volevano per forza vincere e spaccare il mondo, ma bisogna essere piu' lucidi, si poteva chiudere senza rischiare le mischie nel finale. Su una spizzata puo' succedere il patatrac". Nessuna bocciatura per Vidic, finito in panchina: "E' rimasto fuori non per demerito ma per turn-over, per rifiatare, cosi' come era capitato anche a Ranocchia. Se giochiamo tanto, si perde lucidita' e bisogna cambiare. Se non arrivi prima sulla palla, si puo' perdere con chiunque". Infine, il mister nerazzurro torna sull'addio di Massimo Moratti: "Da quando sono arrivato e' stato un passaggio societario continuo. Ho avuto ottimi rapporti con tutti, mi ha voluto Moratti, e con lui ho avuto un grande rapporto al telefono. Ma sono cose societarie: sono un dipendente, molto importante, ma sempre un dipendente. E se l'altro presidente vuole che rimanga, rimango, altrimenti sanno cosa fare... Le mie parole su Moratti? L'ha capito anche lui e non mi e' parso vero. Era un discorso in generale su domande incalzanti".

Kovacic, abbiamo sbagliato un po' - "Abbiamo sbagliato un po', va detto". Mateo Kovacic ammette, a Inter Channel, i troppi errori commessi dall'Inter sul campo del Cesena, battuto per 1-0 nonostante l'inferiorita' numerica, dalla mezzora, dei padroni di casa."Abbiamo fatto meglio 11 contro 11 - spiega il centrocampista nerazzurro - Dobbiamo chiudere la partita il prima possibile.L'ultimo passaggio e' mancato anche a me, anche se fino ai 16 metri siamo stati perfetti. L'importante era vincere, ora guardiamo avanti, alla Sampdoria. Palla a terra? Si', mi piace giocare la palla e non buttarla via - conclude Kovacic - Siamo comunque contenti".

Icardi, abbiamo dimostrato di essere una grande squadra - "Quello che volevamo fare oggi, dopo tante partite sofferte, e' vincere. Abbiamo dimostrato di essere una grande squadra, portando i tre punti a casa". Cosi' a Sky Mauro Icardi, decisivo con il rigore trasformato al 32' nel successo di misura dell'Inter sul terreno di un Cesena costretto, proprio da quella circostanza, a giocare con l'uomo in meno per l'espulsione di Leali. "Loro erano in dieci pero' hanno attaccanti alti e abbiamo fatto fatica sui lanci lunghi", spiega l'attaccante argentino. Che preferisce non commentare la possibilita' che questa vittoria abbia salvato la panchina di Mazzarri: "Non decido io, ma la societa'. Ora dobbiamo continuare cosi', a lavorare e a fare il massimo nelle prossime gare. Abbiamo due giorni per preparare la partita con la Sampdoria - conclude Icardi, ex doriano - e fare contro di loro una grande gara".

Cesena-Inter 0-1 - L'Inter non incanta ma ritrova i tre punti. Al 'Manuzzi', i nerazzurri si impongono per 1-0 sul Cesena, costretto a giocare in dieci dopo mezzora per il fallo da rigore di Leali su Palacio, da cui scaturisce la trasformazione decisiva di Icardi.E' forse esagerato dire che Mazzarri salva la panchina, di certo pero' la vittoria riportera' serenita' nel club lombardo, che in classifica sale a 14 punti, mentre i romagnoli, sempre in partita nonostante l'inferiorita' numerica, restano fermi a 6. Senza lo squalificato Coppola e con Brienza (2 giorni), Defrel, Pulzetti, Tabanelli e Cazzola indisponibili, Bisoli mette dentro la coppia offensiva Djuric-Marilungo, sostenuta sulla trequarti da Garritano. Un solo cambio nell'undici di partenza dell'Inter rispetto alla sfida col Napoli: in difesa debutta Campagnaro per Vidic, davanti tocca ancora a Palacio e Icardi. Mazzarri lamenta una lunga lista di assenti, che comprende D'Ambrosio, M'Vila, Nagatomo, Jonathan, Osvaldo e Guarin. Per attendere la svolta del match bisogna attendere la mezzora. Prima capita poco, anche se il Cesena corre e copre in maniera scrupolosa e l'Inter, che tenta di fare la partita, ha difficolta' nel trovare spazi. Splendido Leali su un'inzuccata di Dodo' al 7' ma il gioco era fermo per un fallo dell'ex romanista. Che, al 24', e' provvidenziale nel mettere in angolo un cross di Marilungo che aveva superato Handanovic.L'incontro cambia volto al 30': una magia di Hernanes lancia Palacio in area, Leali lo atterra e Mazzoleni indica il dischetto, espellendo il portiere di scuola Juve. Garritano esce per Agliardi, che Icardi spiazza dagli undici metri. Nonostante l'uomo in meno, la reazione dei romagnoli non si fa attendere. Al 34', su una punizione di Renzetti, Cascione scivola e manda alto di poco un piattone volante. Al 35', Handanovic si supera su uno stacco di Djuric e Marilungo fallisce il tap-in da ottima posizione. Icardi, al 38', manda sul fondo dalla distanza, mentre allo scadere Palacio trova il gol ma in chiaro fuorigioco.Nella ripresa, l'Inter pensa soprattutto a gestire vantaggio e superiorita', il Cesena invece sfiora il pari al 9': Renzetti fa spiovere in area una punizione e Marilungo, tutto solo, incorna alto. Icardi e' ancora impreciso all'11', Hernanes al 13' fallisce di un niente il bersaglio grosso. I romagnoli si rendono pericolosi al 26' con una gran conclusione di Cascione, sventata con bravura da Handanovic. Mbaye, appena entrato, tenta al 28' un diagonale che muore a lato. Palacio, al 34', non e' lesto nello sfruttare una buona chance, pensando forse di essere in off-side, Agliardi al 35' non trattiene una botta di Hernanes, con Icardi che non sa ribattere a dovere. Il pubblico canta 'Romagna mia' per caricare i propri beniamini e nel finale e' Campagnaro infila la rete su punizione di Hernanes ma e' in fuorigioco. Nel recupero, doppia parata di Agliardi, su Icardi e Palacio. E' l'ultima emozione di una sfida che dunque premia un'Inter non bella ma di nuovo vincente e con una classifica accettabile.

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