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Il Torino in Europa League al posto del Parma

Il Parma dice addio all'Europa League, niente Licenza Uefa. Alla fine l'Alta Corte del Coni ha respinto il ricorso del club di Tommaso Ghirardi e dato ragione alla Figc e al Torino, che si era spesa come controparte interessata al sesto posto utile per accedere ai preliminari di fine luglio. Dopo due gradi di giudizio di fronte alle due Commissioni delle Licenze Uefa della Figc, i gialloblu si sono rivolti all'ultimo organo nazionale, l'Alta Corte del Coni presieduta dall'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il dispositivo, compreso di motivazioni lunghe sei pagine, e' stato pubblicato attorno alle 17.30. A inguaiare il club ducale il mancato pagamento entro il termine del 31 marzo di circa 300 mila euro di Irpef e visto che "i pagamenti effettuati con i cedolini di novembre e dicembre 2013 - spiega l'Alta Corte - sono stati obiettivamente configurati come anticipi sui pagamenti di somme contrattualmente dovute, e non come prestiti finanziari", se ne deduce che quando "il Parma ha effettuato e documentato detti pagamenti, essa ha accantonato un ammontare corrispondente alla ritenuta fiscale. Cio' ha determinato, in capo alla societa', l'obbligo di versare entro trenta giorni dall'accantonamento gli importi trattenuti. Il che, pacificamente, non e' avvenuto". Al Parma resta la consolazione della chiosa dell'Alta Corte sulla "forte - e non risolvibile dall'Alta Corte - incongruita' ed ingiustizia delle conseguenze applicative del paragrafo 14.7", secondo cui il Parma non avrebbe avuto modo di accorgersi dei mancati pagamenti se non dopo il 9 maggio, quando la prima Commissione Figc nego' la licenza proprio per quel buco fiscale. Il che, secondo la Corte e' "in conflitto con ogni ragionevole principio di difesa di un diritto dinanzi alla pretesa di una autorita' terza". Tuttavia, la Corte presieduta da Frattini non puo' non rilevare come "tale effetto di concreta ed ingiustificata disparita' di trattamento deriva da una disposizione del Manuale Uefa, normativa sovranazionale applicabile come 'legge di gara' in tale esclusivo ambito, e che rispetto a tale disposizione non e' dato all'Alta Corte il potere di annullamento o di modifica, ed e' pure precluso il sindacato di costituzionalita' - ammesso che l'Alta Corte abbia il potere di sollevare la questione - non rientrando il Manuale tra le disposizioni per cui e' ipotizzabile nell'ordinamento italiano tale sindacato". Resta l'amarezza del patron, Tommaso Ghirardi, che durante la sua deposizione spontanea davanti all'Alta Corte aveva chiesto in modo pacato giustizia sul campo: "Sto leggendo la sentenza, per me il calcio finisce oggi. Vadano avanti da soli", ha sbottato il patron gialloblu a Sportmediaset. "Sono molto amareggiato da questo sistema sportivo e ancora di piu' da questa sentenza - ha poi aggiunto il presidente del Parma attraverso le pagine del sito ufficiale del club -. Stavolta l'hanno combinata grossa. Forse sono riusciti a farmi abbandonare il mondo del calcio". Gli avvocati del Parma pero' sono gia' al lavoro e non va escluso un ultimo, disperato, tentativo al Tas di Losanna. Entro domani pero' la Figc dovra' comunicare alla Uefa le sei squadre che giocheranno in Europa. E con Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina e Inter, figurera' il Torino.

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