Sul campo si dividono punti, sfottò e classifiche. Fuori, invece, il pallone capitolino muove cifre decisamente meno romantiche: nel 2025 Roma e Lazio hanno versato complessivamente oltre 32 milioni di euro in commissioni agli agenti.
Nel calcio moderno il procuratore non sta più dietro le quinte. Negozia acquisti, cessioni, rinnovi, bonus e commissioni. E alla fine presenta il conto. I dati pubblicati dalla Figc raccontano che nel 2025 i club di Serie A hanno speso complessivamente 249,4 milioni di euro per gli agenti, circa il 10% in più rispetto all’anno precedente.
Roma quinta in Italia: 20,7 milioni
Nella Capitale il primato spetta nettamente alla Roma. Il club giallorosso ha destinato ai procuratori 20,7 milioni, quinto dato della Serie A dietro Juventus, Napoli, Milan e Inter. Rispetto al 2024 l’aumento è del 21,1%. Dentro questa cifra non c’è soltanto il mercato: rientrano anche rinnovi e altre attività di intermediazione.
Mentre a Trigoria si parla sempre più spesso di sostenibilità, riduzione del monte ingaggi e conti da tenere sotto controllo, resta dunque una voce capace di pesare parecchio. Il calcio di oggi funziona così: per comprare un giocatore si paga il cartellino, lo stipendio e, molto spesso, anche chi lo accompagna fino alla firma.
Lazio più parsimoniosa: 11,36 milioni
La Lazio si ferma invece a 11,36 milioni, decima nella graduatoria nazionale. Una cifra molto inferiore a quella dei cugini, ma comunque consistente. Sommando le due società romane si superano così i 32 milioni di euro in dodici mesi.
È forse questa la fotografia più efficace del pallone contemporaneo. Una volta il procuratore era un intermediario quasi invisibile; oggi è una figura centrale, capace di incidere sulle strategie dei club e sul destino dei calciatori.
Il derby Roma-Lazio continuerà a giocarsi all’Olimpico. Quello delle commissioni, almeno per il 2025, ha già un risultato piuttosto netto. E stavolta non servono né Var né moviola: basta aprire i bilanci.


